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ANCHE AD ANTIOCHIA
NATALE DI PACE

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Mariagrazia Zambon

("Missionarie dell’Immacolata", Gennaio 2006)

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Tempo di Natale

Qui ad Antiochia, nel sud della Turchia, il Natale è arrivato silenzioso, senza lo sfarzo delle luminarie per le strade, la pubblicità urlata sui giornali e in televisione, l'attrazione delle vetrine, le nenie che riempiono l'aria di dolci melodie, l'affanno degli ultimi regali da comprare per non scontentare nessuno. Ma questo nulla ha tolto al nostro desiderio di dare degna accoglienza a Gesù Bambino, vestendo a festa la nostra chiesa con fiori, candele e tovaglie nuove, e soprattutto con il presepe per celebrare e illustrare il grande mistero di Dio fatto uomo debole ed indifeso, vissuto nel nascondimento e nell'anonimato.
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La visita alla chiesa cattolica è un appuntamento caro a molti cristiani e non. Proprio mentre in Italia, dopo l'arrivo di tanti musulmani, qualcuno ha pensato di nascondere ciò che fa parte della tradizione natalizia, per non creare disagi a chi ha un credo diverso dal nostro, suscitando polemiche e discussioni, qui le classi ci tengono a raccogliersi intorno alla mangiatoia di Gesù Bambino e ad ammirare la nascita di questo grande profeta, facendo domande sul significato degli angeli, delle candele, della capanna. Ed è occasione per noi di presentare il messaggio evangelico a partire da poche, semplici statue di gesso.
Una tradizione da non tradire, dunque, men che meno in Turchia, stato laico per eccellenza, con il 99% di musulmani.
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Anche quest'anno il "miracolo" si ripete

Abbiamo appena finito di allestire i due alberi nei saloni, le luminarie e soprattutto il presepe in chiesa. Finalmente ci sediamo a tavola. Suona il campanello e siamo tentati di non aprire. Ma dopo un insistente scampanellio, vado a vedere. Al portone una fiumana di bambini, nelle loro divise azzurre. Si fa avanti un'insegnante e, scusandosi del disturbo, chiede di farli entrare. La loro scuola è dall'altra parte della città e sono venuti a piedi, sfidando freddo e traffico. Arrivano da un quartiere povero ed è subito evidente: chi è senza giacca, chi senza calze, chi con scarpe rotte tutte infangate o di tre misure più grandi. Nessuno è cristiano. "Desiderano vedere la chiesa e soprattutto il presepe. È la prima volta per loro. Sappiamo che per voi si avvicina una festa grande e vogliamo condividerla con voi", li introduce una delle maestre. Sono più di un centinaio e così entrano in chiesa a gruppi.
Accendo le luci colorate appena installate e... per loro si apre uno spettacolo. Un semplice presepe, con pochi personaggi, angeli e pecorelle, le montagne di cartapesta e la capanna in legno: per loro è un incanto.
È l'insegnante, anch'essa musulmana, che spiega loro: "I cristiani nel giorno di Natale festeggiano la nascita di Gesù, profeta mandato da Dio nel mondo per portare la pace, l'amore, la fratellanza; per insegnarci a volerci bene. E davvero vuole che lo imitiamo se vogliamo vivere secondo Dio. Gesù è stato una persona buona e questo i pastori lo sapevano... ecco perché, appena nato, sono andati a lodarlo e pregarlo...".
Non una parola, occhi sbarrati, bocche spalancate. Incantati dalle luci e dalle statue. Questi per noi, i primi piccoli, poveri adoratori del nostro Messia?
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In questi giorni sarà un susseguirsi continuo di scolaresche. Cosa li spinge fin qua? Cosa si aspettano di vedere?
I più interessati sembrano essere i grandi che si affacciano con curiosità al grande mistero illustrato dal presepe, cercando di intuire qualcosa di questo Dio nato in una grotta e capace di trasformare la vita, portando amore e pace anche nei cuori più tormentati.
Tanti verranno qua a chiedersi cosa vedono di così speciale e "potente" i cristiani in questo profeta neonato. Persino per il prefetto, il capo della polizia, le autorità di spicco della città, nel giorno di Natale, giorno lavorativo come tanti altri, c'è un appuntamento fisso sull'agenda: la visita alla chiesa cattolica, non solo per gli scambi degli auguri al parroco e alla comunità cristiana, ma anche per ammirare il presepe, sempre uguale, ma sempre originale e affascinante, che sa raccontare chi è il vero protagonista del Natale.