Il comando di Gesù Duc in altum risulta umanamente incomprensibile, specie per esperti pescatori, e non può non suscitare le immediate rimostranze di Simone: «Simone rispose: ‘Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti’. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano» (Luca 5, 5-6). "Sulla tua parola getterò le reti". Sono le prime parole che Luca pone in bocca a Simone. Certo egli manifesta tutta la sua perplessità, ma riconosce personalmente che la parola di Gesù è autorevole. Egli è il maestro e di lui si può fidare. E la fiducia genera amore e l’amore sfocia nel coraggio della decisione. Così, dal crescente rapporto personale di Simone con il Signore, scaturiscono la forza e l’entusiasmo per operare scelte nuove e sorprendenti. La fiducia incondizionata - e dunque la fede - di Simone nella parola potente del Signore non viene delusa, perché fruttifica in "una quantità enorme di pesci". Quanto abbiamo bisogno tutti di una simile fiducia! Sempre, ma soprattutto nei momenti delle difficoltà e degli insuccessi, della fatica e della delusione, della stanchezza e della paura. Ma questi sono anche momenti "provvidenziali", perché ci stimolano a non dimenticare mai il primato di Cristo e della santità, il primato della grazia e l’assoluta necessità della preghiera. Riascoltiamo di nuovo una parola del Santo Padre: «Quando questo principio (il primato di Cristo e della santità) non è rispettato, c’è da meravigliarsi se i progetti pastorali vanno incontro al fallimento e lasciano nell’animo un avvilente senso di frustrazione? Facciamo allora l’esperienza dei discepoli nell’episodio evangelico della pesca miracolosa: ‘Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla’ (Luca 5, 5). È quello il momento della fede, della preghiera, del dialogo con Dio, per aprire il cuore all’onda della grazia e consentire alla parola di Cristo di passare attraverso di noi con tutta la sua potenza: Duc in altum! Fu Pietro, in quella pesca, a dire la parola della fede: ‘Sulla tua parola getterò le reti’ (ibid.) … Consentite al Successore di Pietro, in questo inizio di millennio, di invitare tutta la Chiesa a questo atto di fede, che s’esprime in un rinnovato impegno di preghiera".
Questo brano è tratto dalla lettera pastorale (Chiesa di Genova prendi il largo, n. 41) del Card. Tettamanzi. La lettera riprende l’invito del Papa nella Novo Millennio Ineunte e lo attualizza nella realtà della diocesi. Un messaggio che desideriamo accogliere e condividere con tutti gli amici proprio perché la Casa S. Giuseppe si trova alla vigilia di un grande cambiamento. Fraternità, che da diversi anni utilizza gran parte della Casa S. Giuseppe, entro giugno 2002, si trasferirà ad una nuova sede. Tutto l’edificio tornerà ad essere gestito dal Pime.
Come potete ben capire si tratta proprio di un nuovo inizio! Vorremmo che Casa S. Giuseppe divenisse una casa di formazione missionaria per laici, aperta ad incontri e ritiri spirituali per quanti desiderano ravvivare la propria fede a contatto con la Missione.
Grazie per l’amicizia con cui ci accompagnate: sappiamo che la vostra preghiera ci aiuta a procedere con coraggio e generosità. Il Dio della Pace vi benedica e compia tutti i vostri desideri di bene!
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