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DOCILITÀ |
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«Concedi al tuo servo
un cuore docile |
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«L'attività
missionaria esige una specifica spiritualità |
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| Chiedendo "un cuore docile", Salomone ha semplicemente chiesto un cuore che ascolta. | ||
| Se confrontiamo varie traduzioni, troviamo una serie di interpretazioni che ci aiutano a cogliere il significato letterale dell'espressione. Qualcuno dice: cuore attento; altri, cuore intelligente, cuore pieno di giudizio, pieno di intendimento, cuore saggio, obbediente, un cuore comprensivo... Tante espressioni che ci portano a scoprire che la vera docilità è "docibilità", nel senso di capacità a imparare, ad essere istruiti. "Per rendere giustizia al popolo": come dice Salomone, si tratta di saper riconoscere e superare gli schemi che a volte, come ci fanno "docili" alla moda o alle correnti che danno illusione di libertà, così rendono difficile l’accoglienza dei nuovi appelli della verità nelle vicende quotidiane. | ||
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| Come coltivare questa disposizione ad apprendere? La liturgia fa della lettura un esercizio comunitario di "docibilità". L’impegno non coinvolge semplicemente chi viene chiamato a leggere le letture della Messa, ma tutti possono sperimentare l’efficacia di tale esercizio quando viene svolto bene. Non è solo il tono della voce ad affascinare gli ascoltatori, è la testimonianza che viene donata. | ||
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| Non si può leggere la Parola di Dio senza riflettere la sua luce, la quale è resa viva in noi dalla grazia e dall'opera dello Spirito. Ci si accorge subito quando chi legge ascolta e per primo accoglie i doni della fortezza e del discernimento, che lo Spirito effonde sulla comunità raccolta nel nome di Gesù. | ||
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«Non leggete il
tempo, leggete l'eternità». |
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P. Achille Boccia, Pime |
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