DOCILITÀ

DONO

DEBOLEZZA

.

"La nostra vita ha un senso e a noi non spetta né inventarlo né determinarlo,
ma semplicemente scoprirlo presente e attivo in noi e attorno a noi:
riconosciutolo, ci reca in dono la libertà di accoglierlo".

( ENZO BIANCHI, "Lessico della vita interiore" )

.
La Pentecoste ricorda il dono dello Spirito, la presenza nuova di Dio. Con questo dono Dio è veramente con noi, come forza interiore, come chiarezza nuova e misteriosa che ci guida nelle scelte decisive della nostra vita.
Chi vive il dono dello Spirito è capace di essere testimone di un’esistenza vita rinnovata: è capace cioè di comunicare non un sapere imparato a memoria, ma l’esperienza viva della propria fede e del proprio amore per l’uomo, cioè l’irradiamento del proprio essere profondo.
Impariamo a vivere la luce dello Spirito nella varietà dei suoi doni…
.
Vivere il dono della sapienza, gustando il sapore di guardare ad ogni particolare del mondo e della storia, connettendolo col Tutto, con gli occhi di Cristo.
Vivere il dono dell'intelletto, come una penetrazione sempre più profonda e nuova della Parola di Dio e dei suoi misteri vitali per noi.
Vivere il dono del consiglio, con una capacità sempre più limpida di discernere, nella matassa delle occasioni e degli eventi, quale sia il filo della volontà di Dio, che vuole la nostra vera felicità.
Vivere il dono della fortezza, accogliendo la promessa di Dio, che ci vuole fecondi di frutti nella pazienza e nella fedeltà.
Vivere il dono della pietà, non moltiplicando pie pratiche di devozione, ma ricordando di percepirsi abitati e amati da Dio.
Vivere il dono della scienza, non come conoscenza teorica, ma come attenzione a leggere, in trasparenza, il cuore delle cose.
Vivere il dono del timor di Dio, scoprendo con stupore di essere infinitamente preziosi ai suoi occhi.
.

P. Achille Boccia, Pime