DONO

DEBOLEZZA

DOMENICA

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«La debolezza è una risorsa, una strategia di vita,
che fa apparire il potere e la ricerca del potere come un'anomalia,
un incomprensibile errore di prospettiva umana,
capace di generare odio e inimicizia tra gli uomini e tra le nazioni
entro cui gli uomini si riconoscono e si identificano».

( VITTORINO ANDREOLI, "L'uomo di vetro - la forza della fragilità" )

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«Dio ha scelto ciò che è stoltezza del mondo per confondere i sapienti,
Dio ha scelto ciò che è debolezza del mondo per confondere i forti,
Dio ha scelto ciò che è ignobile nel mondo e ciò che è disprezzato
e ciò che è nulla per annientare le cose che sono».

( 1 Cor 1,27-28 )

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La croce ha rivelato la strategia delle vie di Dio.
La debolezza assoluta e vergognosa di Gesù che muore nudo sulla croce è l'emblema del cuore di Dio che sopporta su di sé, per redimerla, la debolezza del mondo.
La debolezza è un'immagine del vivere sulle orme di Gesù.
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In mezzo alle sue tribolazioni, Paolo ha udito la voce divina dire: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza si esprime nella debolezza» (2 Cor 12,9). Per questo motivo, in un mondo in cui la debolezza è un' immagine di disonore, Paolo può dire: «Mi vanterò quindi volentieri nelle mie debolezze, perché si stenda su di me la potenza di Cristo» (2 Cor 12,9; cfr. 2 Cor 11,30).
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Una debolezza come quella di Cristo comporta una sensibilità verso i deboli. I «forti» della Chiesa di Roma devono accettare i loro compagni credenti la cui fede o coscienza sono «deboli» (Rm 14,1), «portare le fragilità dei deboli» (Rm 15,1) e non diventare «un inciampo per i deboli» (1 Cor 9). Anzi, come una massima, Paolo porta l'immagine della debolezza nello stemma del suo ministero: «Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli» (1 Cor 9,22).
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In nessun luogo però si elogia la debolezza di carattere.
Gesù, infatti, avverte i suoi discepoli che «lo spirito è pronto; la carne, però, è debole». L'antidoto per non soccombere al «tempo della prova» che deve venire è la disciplina spirituale della vigilanza e della preghiera.
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P. Achille Boccia, Pime