MISSIONE SPERANZA

AL CENTRO DI TUTTO, GESÙ CRISTO!

IL NOME DEL TEMPO

BUONSENSO

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Giovanni Paolo II invitandoci a dedicare un anno al mistero dell’Eucaristia, ha donato al nostro tempo un nome: Riconoscenza! Non si tratta di una cifra o di un simbolo di un procedere ciclico, ma di una testimonianza di fede che suscita un nuovo modo di conoscere e vivere i nostri giorni.

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La pubblicazione di questo calendario

Per i missionari del Pime il 2005 è stato un invito a celebrare il 150o anniversario del martirio del Beato Giovanni Mazzucconi a Woodlark (Papua Nuova Guinea) e i 150 anni di presenza in India. Il 2006 si apre col ricordo dei 150 anni di presenza missionaria in Bangladesh. Ricordare ciò che è stato, non è chiudersi nel passato, ma riscoprire il movimento del tempo come compagnia dell’Eterno nel quale siamo, ci muoviamo e viviamo. Un ricordare che ci riporta al cuore perché, come scrive il monaco Enzo Bianchi: «Ciò che caratterizza il tempo cristiano, è il fatto di avere un "cuore". (…) È la misericordia – cioè il "cuore per i miseri" – di Dio che orienta il nostro tempo, gli dà senso e direzione, lo trasfigura da sterile ripetizione di eventi e occasioni in "storia di salvezza", in una vicenda impastata di tutta la nostra umanità e, al contempo, abitata dal soffio dell’eternità».

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L’ARTE DEL TEMPO

"Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore"

È una delle invocazioni più belle e significative che incontriamo nella preghiera dei Salmi. Ci si trova improvvisamente a scuola. La scuola della vita, che non si esaurisce con il passare degli anni.
Contare i giorni, per il credente, è riconoscere che c’è un dono: il tempo. Questo dono proviene da Dio: in qualunque età o condizione tu sei, i battiti dell’orologio sono scanditi per te, per il tuo passo di viandante, di pellegrino in questo mondo. Tu puoi far tacere la suoneria dell’orologio, ma il tempo scorre ugualmente. Scorre e soccorre!

L’esperienza cristiana è l’incontro con Dio, che avviene e può avvenire solo nell’istante che stai vivendo (in ciò che stai facendo), perché "il Verbo si fece carne e venne ad abitare fra noi". Egli è sempre presente. In ogni istante tu puoi incontrarti con Lui (in ciò che stai facendo: lavoro, studio, divertimento, preghiera ...).

Noi viviamo perché la Presenza di Dio in Cristo ci pervada, venga a dimorare in noi e ci nutre mediante la Santa Eucarestia; la storia continua perché, celebrandosi in essa la Santa Eucarestia, diventi sempre più il luogo della Presenza della Grazia di Dio in Cristo.

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UN LUOGO PER IL TEMPO

Scriveva E. Levinas: "La dialettica del tempo è la dialettica stessa della relazione con gli altri".

Per la "sanità" dell’uomo e delle sue relazioni è sempre più necessario che all’ottica angusta e soffocante del "tutto e subito" si contrapponga la chiaroveggente saggezza di chi – imparando dalla natura stessa delle cose – pazientemente sa costruire le relazioni, aspettando i tempi di ciascuno e cogliendo sempre più la verità e la bellezza dei momenti dati.

Se volessimo racchiudere in uno slogan la necessità di una vera umanizzazione del tempo, al "non ho tempo" di un’esistenza sempre più frammentata e accelerata, andrebbe sostituito il "ho tempo per te": il rapporto con il "Tu" vissuto in gratuità, qualifica il mio tempo e fa in modo che esso diventi prezioso e assuma una dimensione di eternità.

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IL TEMPO COME AMICO

"Quando ti viene chiesto un servizio, ricordati che avrai delle difficoltà: le potrai superare dedicandoti con pazienza e costanza, prendendo il tempo come amico" Fratel Carlo Peruzzotti (Missionario in Brasile morto a Lecco il 10 gennaio 2005). Guardando alle pagine di questo calendario nello svolgere dei giorni di questo anno, ricordiamo le sagge parole di fratel Carlo.

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P. ACHILLE BOCCIA e P. GINO GODUTO

("Missionari del Pime"e "Venga il tuo Regno" - Novembre 2005)