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DALLA CAMBOGIA, P. ALBERTO CACCARO |
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Phnom Penh, 1 Gennaio 2004 |
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(Maria, Madre di Dio) |
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| Carissimi, | ||
| da ormai due anni e quattro mesi mi trovo in Cambogia. Ho vissuto il primo anno a Phnom Penh, la capitale; mi sono trasferito per il secondo anno a Kompong Cham, cittadina di provincia bagnata dal grande Mekong e, da qualche mese, mi trovo di nuovo a Phnom Penh, per continuare lo studio della lingua Khmer e seguire un piccolo ostello che ospita giovani lavoratori per un corso biennale di avviamento al lavoro. Proprio all’inizio di gennaio la nostra piccola famiglia si allargherà per accogliere alcuni altri ragazzi fino ad averne una ventina. Il progetto nasce su iniziativa della Commissione per l’Educazione della Diocesi di Phnom Penh al fine di offrire ai giovani, accanto ad una formazione tecnica, anche una significativa esperienza di vita comunitaria. Io vivo con loro, mangio con loro, li accompagno dal medico se ne hanno bisogno... un po’ come un fratello maggiore o, forse, come un padre. Quel che sto imparando da loro è senza dubbio la lingua, specie quando mi parlano in modo naturale con espressioni che non si studiano a scuola e con suoni che variano a seconda della provincia di origine, ma imparo anche ad intendere tutte quelle sfumature del cuore che non sono immediatamente percettibili. Ci sono un po’ di sogni, un po’ di paure, la voglia di nascondersi e il bisogno di aprirsi, di fidarsi di qualcuno, di dire il vero anche quando fa paura... Sono tutti giovani che hanno avuto una carriera scolastica interrotta dalle circostanze della vita, dalla mancanza di mezzi o di qualcuno che si appassionasse di loro. Il progetto ha quindi la pretesa di offrire a questi ragazzi un’altra opportunità. Viviamo una vita semplice, facendo un passo al giorno con un ritmo non sempre regolare. | ||
| La domenica, invece, mi reco per la messa in due piccole comunità cristiane di origine vietnamita, distanti rispettivamente 11 e 18 km da Phnom Penh. Sono comunità vivaci, ma sorgono in contesti difficili dove la povertà umana è sempre più grande di quella materiale. La prima sorge in una zona ad alto tasso di prostituzione, mentre la seconda sorge in mezzo ad una grande baraccopoli. Per alcuni versi siamo ai confini della terra, là dove il Signore ci a chiesto di andare. Penso che senza una Sua esplicita richiesta, così come ci è consegnata dai Vangeli, non mi sarebbe mai venuto in mente di andarci... Queste due comunità sono un segno bellissimo, anzi direi scintillante, perché in occasione del Natale hanno preparato la grotta per Gesù Bambino così bene da essere più bella e più grande delle loro stesse case! Con realismo aggiungo che non sono l’unico segno e nemmeno il più limpido, ma sono senza dubbio un rifugio per molti, un punto dove è possibile convergere attorno ad una Speranza che viene dall’alto. Questa irruzione di Dio, sempre nuova, sorprendente è il nostro punto di partenza. | ||
| Quanto alla situazione del Paese in cui mi trovo, vi chiedo di leggere il numero di "Mondo e Missione", (Agosto-Settembre 2003) che riporta un interessante servizio speciale sulla Cambogia. Potete farne richiesta al Centro Missionario Pime di Milano ( segreteriariviste@pimemilano.com ). Per favore, leggetelo... | ||
| Con questa lettera circolare vorrei rispondere a tutti gli amici che mi hanno scritto per Natale e in altre circostanze. Aggiungo un ricordo speciale per le comunità di Somma Lombardo, Imbersago, Lissone (Parrocchia Cuore Immacolato di Maria), i loro sacerdoti e fedeli tutti. | ||
| Mi affido alla vostra preghiera, e dal momento che mentre scrivo si celebra la Giornata Mondiale della Pace, concludo con le parole del Santo Padre, che raccolgo dal suo annuale messaggio per questa circostanza: "All'inizio di un nuovo anno voglio ricordare alle donne ed agli uomini di ogni lingua, religione e cultura l'antica massima: « Omnia vincit amor » (l'amore vince tutto). Sì, cari Fratelli e Sorelle di ogni parte del mondo, alla fine l'amore vincerà! Ciascuno si impegni ad affrettare questa vittoria. È ad essa che, in fondo, anela il cuore di tutti"... A presto! | ||
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P. Alberto Caccaro |
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