MISSIONE SPERANZA

lettera precedente

DALLA CAMBOGIA, P. ALBERTO CACCARO

lettera seguente

.

"Il tempo, istante per istante, è amore di Cristo..."

.

P. ALBERTO CACCARO, Missionario del Pime in Cambogia!

.

Prey Veng, 25 Luglio 2008
San Giacomo Apostolo

.

"Ma dove sei? Dove cominci? (…)
Sei il proseguo d’ogni carezza, il cuore più accorato
della gioia e del dolore".
( Renzo Barbareschi )

.
Domenica scorsa, dopo la Messa, Mara, una delle giovani che vive con le Suore, mi ha chiesto la copia di un libro che lei ha già letto due volte. A poche settimane dall’esame di maturità, Mara trova il tempo di leggere anche altri libri, presi in prestito dalla biblioteca dell’Ostello. Quello che ha appena finito è speciale e vorrebbe regalarne una copia al suo papà, che però non sa leggere. La scoraggio, pensando tra me che non è il caso di regalare un libro a chi è analfabeta, ma lei ha già pensato a tutto: dopo l’esame tornerà a casa e leggerà il libro al padre, un brano al giorno, sicura che lui ascolterà attentamente la lettura. Mi arrendo e accetto di darle non una, ma due copie! Che cosa ha di speciale quel libro, perché il padre debba ascoltare? Claire Ly, l’autrice, è una donna cambogiana sopravvissuta a Pol Pot e convertitasi al Cattolicesimo. Mara è affascinata dal carattere "volitivo" di Claire, dalla sua determinazione a cercare un senso alla vita, qualsiasi siano le circostanze esteriori: di vita o di morte, di gioia o di dolore, di speranza o disperazione. Un senso che sia sufficientemente ampio da rispondere a tutta la sete del cuore. Claire trova questo senso nella follia dell’amore di Cristo. Qualche giorno fa, il breviario proponeva un passaggio tratto dall’"Imitazione di Cristo": "Se non riesci a speculare nelle cose alte e celesti, riposati nella passione di Cristo, e fa' volentieri dimora nelle sacre ferite di Lui". Penso che Mara stia trovando riposo nella passione di Cristo e vorrebbe che anche il suo papà trovasse lì un po’ di consolazione. Se non riesci a "speculare", se non sai nemmeno leggere …, "fa' volentieri dimora nelle sacre ferite di Lui". Claire ha ostinatamente cercato, supplicato e scoperto che questo Dio capisce il dolore perché capisce l’amore. Nulla di quello che viviamo, di quello che soffriamo, di quello che amiamo, va perduto se offerto a Lui. "…Il tempo, istante per istante, è amore di Cristo" (Don Luigi Giussani). Lui è "il cuore più accorato della gioia e del dolore".
.
Sono "reduce" da un bellissimo viaggio in Corea del Sud, dove ho amici cattolici e buddhisti. Ho partecipato all’Ordinazione sacerdotale di Silvino (questo è il suo nome di Battesimo), giovane coreano che qualche anno fa, ancora Seminarista, è stato nostro ospite a Prey Veng. I miei giovani lo conoscono bene. Chuan, uno di questi, ha voluto dipingere un quadro e mi ha incaricato di consegnarlo a Silvino prima dell’Ordinazione. Il quadro raffigura un uomo prostrato. Non credo che Chuan abbia mai assistito ad una Ordinazione sacerdotale, per cui non poteva sapere che la "prostrazione" è uno dei gesti previsti dal "rito". Mi spiegava che quell’uomo è in cammino, ma prostrato a terra perché ha bisogno di qualcosa che non può darsi da solo. È un uomo che supplica. "Che cosa immagina di ricevere?", gli ho chiesto. "Né acqua, né cibo - ha risposto - , ma l’approssimarsi di un volto. Non so se sia il volto di un Dio, di un suo profeta, di un suo angelo, però è qualcuno che non mi dà solo cose… Mi rivolge anche il suo sguardo!". Ho consegnato il quadro a Silvino, prima che si prostrasse per ricevere il Sacramento dell’Ordine e lo sguardo di Dio... Ho partecipato anche alla sua prima Messa e alla fine ho chiesto di conoscere i genitori. Nell’anno trascorso a Prey Veng, ho avuto modo di apprezzare le enormi qualità umane di Silvino e da tempo volevo ringraziare i genitori: il cuore di un figlio è il risultato del cuore del papà più il cuore della mamma. Al termine della Messa, ho chiesto di scattare una foto con loro. Ma solo la mamma era presente mentre il padre no, né all’Ordinazione né alla prima Messa, perché non condivide la scelta di suo figlio. Da parte mia, non potevo lasciare la Corea senza prima aver detto "grazie" a quell’uomo. Un amico coreano ha messo per iscritto i miei sentimenti e spedito la lettera: il cuore di un figlio è il cuore del papà più il cuore della mamma. Il giorno dopo sono tornato in Cambogia.
.
Mara e Chuan non sono cristiani, anzi, penso siano ancora lontani dal diventarlo, ma sono alla ricerca di un senso, con le loro letture e con i loro dipinti… Entrambi dopo la maturità lasceranno l’Ostello e da Settembre saranno a Phnom Penh, la capitale, per continuare gli studi all’Università. L’incontro con la Chiesa, avvenuto tre anni fa, imprevisto, gratuito, ha significato per loro l’inizio di un cammino dagli esiti ancora incerti, ma senza dubbio carico di una speranza nuova.
.
La scorsa Pasqua, appena rientrato dopo la "convalescenza" in Italia, la piccola comunità di Prey Veng ha accolto con il "rito" del Battesimo una giovane maestra, che da circa tre anni si preparava a questo "passaggio". Dal 2004 ad oggi, Nel, questo il suo nome, è la prima cambogiana che nella nostra parrocchia sceglie di ricevere il Battesimo.
Ci muoviamo a piccoli passi. Ma i passi del cuore sono più grandi: penso a Mara, Silvino, Chuan, i giovani dell’Ostello e tutta la Grazia che accade attorno a noi e dentro di noi. Quella Grazia, fa intendere Claire, che viaggia al di là del "karma".
.
Siamo grati per il sostegno che riceviamo, dall’Italia, dalla Corea, dagli Stati Uniti. Tutto concorre a realizzare il nostro sogno: un luogo dove ciascun ragazzo possa "cercarsi un fine"... Lo diceva a suo tempo Don Lorenzo Milani… "Cercarsi un fine. Bisogna che sia onesto. Grande. Che non presupponga nel ragazzo null’altro che d’essere uomo. Cioè che vada bene per credenti ed atei... Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, contro la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali. Ma questo è solo il fine ultimo da ricordare ogni tanto. Quello immediato da ricordare minuto per minuto è d’intendere gli altri e farsi intendere. E non basta certo l’italiano (…o il cambogiano!), che nel mondo non conta nulla. Gli uomini hanno bisogno d’amarsi anche al di là delle frontiere. Dunque bisogna studiare molte lingue e tutte vive... Perché è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli!" ("Lettera a una professoressa").
Questo è il nostro "sogno"!
.
Saluto di cuore la comunità di Somma Lombardo e le comunità affidate alla cura pastorale di Don Franco e dei suoi collaboratori. Non dimentico Mezzana e le comunità che ho frequentato per brevi o lunghi periodi. Troppe per elencarle tutte! Saluto Suor Claudia e Consorelle, con un particolare ricordo per Suor Teresa, gli amici Diaconi, il "gruppo missionario", le "vispe" ragazze del "gruppo mariano", gli "Scout", i ragazzi delle elementari e delle medie incontrati nelle rispettive scuole e… i fedeli tutti!
Lui è "il cuore più accorato della gioia e del dolore". Ciao!
.

P. Alberto Caccaro