MISSIONE SPERANZA

ESERCIZI DI SCRITTURA  OGGI SONO UN RAGAZZO LIBERO  DIARIO

Sono entrato in prigione il 4 dicembre 2002. Ho faticato molto ad accettare la detenzione, la mancanza di libertà. Mi sentivo solo, lontano dalla mia famiglia, dal mio villaggio e non sopportavo di essere chiuso dentro quattro mura. I 13 mesi che ho vissuto imprigionato mi sono sembrati 13 anni d’inferno sulla terra. I giorni e le notti erano lunghi nella cella, bisognava conquistare il proprio spazio in tutto per poter sopravvivere. Mi sono venuti in aiuto gli animatori dell’Arche di Noé: condividevano le nostre difficoltà, ci assistevano quando eravamo ammalati e quando avevamo fame, perché la "razione penale" che viene passata dalla prigione è assolutamente insufficiente. Devo aggiungere la violenza, le punizioni, la paura... Tutte queste difficoltà hanno fatto della detenzione un vero calvario di sofferenza, nel quale sono stato aiutato e sostenuto dagli animatori, che venivano regolarmente tra noi. I loro gesti di amicizia erano ammirabili e mi hanno segnato molto, perché nessuno di loro apparteneva alla mia famiglia, alla mia tribù, e mi hanno egualmente sempre assistito. Alla fine della pena, sono andato subito all’Arche di Noé per continuare, con coloro che ormai considero i miei fratelli maggiori, un nuovo cammino. Mi hanno accolto come se fossi della loro famiglia, e mi stanno aiutando a realizzare il progetto che abbiamo fatto insieme: imparare la meccanica, che mi appassiona molto; e mi stanno sostenendo economicamente e moralmente.

Sono felice per i cambiamenti che noto in me, nella misura in cui imparo il lavoro che, spero, mi assicurerà un avvenire diverso, anche se riconosco la grande fatica per le difficoltà che incontro: ma la gioia per la libertà riguadagnata mi aiuta ad andare avanti...

Ringrazio di cuore gli animatori dell’Arche di Noé, e quanti nel mondo ci aiutano attraverso di loro: non siamo più soli! Per questo, invito tutti i miei compagni di pena a non perdere il coraggio e la speranza, a non cedere alla disperazione, ma ad accettare l’aiuto che ci viene offerto, per mettere a frutto la detenzione ed impegnarci, poi, nel reinserimento e nell’apprendere un lavoro onesto. Grazie di cuore a tutti: oggi sono un ragazzo libero!

Joseph Atatué