"CONGRESSINO PIME"

MISSIONE AMICIZIA    Missione formato famiglia    CASE DEL PIME IN ITALIA

È il tema del prossimo "Congressino Missionario" che si svolgerà, come da tradizione,
al Pime di Milano domenica 16 settembre.

P. FERNANDO CAGNIN, Missionario a Hong Kong.

P. Fabio Motta
("Missionari del Pime", Agosto-Settembre 2007)

"Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" (Mc 3,33). Ci sono certe espressioni del Vangelo che, lette e pregate in missione, suscitano nel cuore del missionario sentimenti contrastanti misti a nostalgia e profonda gioia. Quella domanda di Gesù rivolta alla folla che gli "stava seduta intorno" ne è un chiaro esempio. Domanda provocatoria e quasi arrogante che sembra confondere l’"audience" presente. Irriverenza o dilemma cruciale dell’annuncio evangelico?
Lo stesso imbarazzante contesto caratterizza tante volte anche la vita del missionario.
Alzi gli occhi dalle pagine del Vangelo scritto in una lingua a te ancora straniera, ti guardi attorno e i volti sono quelli di chi non avresti mai immaginato potessero diventare comunque "famigliari". Sono quelli di Nanay Lourdes, del figlio Jojo, dei nipotini Angelica ed Emmanuel che vivono a Manila, sono quelli di Momna e Kinta che vivono a Mansoa in Guinea Bissau, di Tong e Somchai che abitano a Bangkok…
Così ti chiedi come Gesù: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Poi ti giri attorno alla tua camera e ritrovi sui muri i ritratti dei tuoi cari, ti metti a sfogliare l’album delle fotografie di coloro che hanno segnato le tappe della tua vita prima di partire per la missione. Li mostri orgoglioso alla tua "nuova" famiglia e capisci subito che adesso il nucleo si è allargato. Loro guardano con curiosità, notano somiglianze al papà o alla mamma, si informano dei nomi dei fratelli e delle sorelle. Scoprono, in definitiva, che c’è un "prima" che non conoscono. La stessa scena sembra ripresentarsi al telefono, quando finalmente riesci a prendere la linea internazionale e così puoi comunicare con i tuoi in patria. "Come sta P. Rupak?", chiede la mamma. "Hai notizie di P. Pedro in Brasile?", chiede il papà nei saluti finali. "Saluta tutti", dice la sorella riferendosi ai bambini che vivono nella casa dove alloggi. Nomi divenuti "famigliari" grazie a quanto tu racconti loro. Così anche la tua famiglia scopre che c’è un "dopo" che loro non possono controllare, ma che in qualche misura sentono che gli appartiene. Il missionario è quel punto d’incrocio tra "prima" e "dopo" che esprime lo stesso "sentirsi a casa", sia che si tratti di un paese sul tacco pugliese della penisola italiana, o di un piccolo villaggio sperduto nella savana africana.  
"Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" Abbiamo scelto di tenere questa domanda al centro del tradizionale
"Congressino" al Pime di Milano il prossimo 16 settembre, consapevoli che anche noi missionari potevamo contribuire alla riflessione sul ruolo della Famiglia nell’annuncio del Vangelo, come è stato proposto dal piano pastorale nella Diocesi di Milano per il triennio 2006-2009. Quando una famiglia diventa missionaria? Gesù sembra risponderci ponendo al cuore della missione proprio la sua stessa domanda. "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Solo se sappiamo rinnovare costantemente questo interrogativo ritroveremo gli orizzonti della missione, con la certezza che "chi avrà lasciato case, campi, fratelli e sorelle per annunciare il Regno" li ritroverà cento volte tanto già in questa vita. È questo l’augurio più bello ai missionari e alle missionarie partenti di quest’anno.