DALLA GUINEA BISSAU, P. DAVIDE SCIOCCO

Progetto "Pime" 2009: Guinea Bissau: Costruire ponti per unire le etnie

DALL’AFRICA

"IL DESIDERIO DI COLLABORARE ALLA PACE..."     Nuove "strade" per la Guinea-Bissau     GUINEA BISSAU: AIUTA LA RADIO DELLA PACE

Dopo l’uccisione del Presidente Viera, lo scorso Marzo,
la gente della Guinea-Bissau tenta faticosamente di ritrovare la sua "strada".
I segni di "speranza" non mancano: Padre Davide ne racconta alcuni.

P. DAVIDE SCIOCCO, ai microfoni di "Radio Sol Mansi" (Guinea Bissau).

P. Davide Sciocco
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2009)

Di segni di speranza ne vediamo molti, e ne diamo voce sia in Chiesa sia negli incontri organizzati in favore della pace, oltre che alla "Radio Sol Mansi". Il segno più incoraggiante è una società civile che cresce, si unisce, dibatte e fa sentire la sua voce; e le donne sono una parte importante in questo movimento. Grazie alla Radio riusciamo a essere presenti in questo dibattito di idee e di programmi per una nuova Guinea-Bissau. La Radio è davvero una voce per la "società civile" e un ponte tra la Chiesa e la società: una forza "missionaria".
Se Cristo è risorto, questo significa che il male non ha l’ultima parola e che, quindi, anche per la Guinea-Bissau sorge l’alba della Pasqua ("Sol Mansi" significa appunto "Il Sole è sorto"). Credere in Cristo morto, giusto per gli ingiusti, mi porta a condividere la sofferenza di questa gente e a camminare insieme contro ogni ingiustizia, creando una coscienza nuova e una speranza che non può essere piegata. E i tanti segni di bene ne sono una conferma.
Un esempio tra tutti viene dai villaggi in cui andavo quando ero a
Mansoa (Kambedju e dintorni).
Lo scorso anno, quando sono andato a trovarli dopo il mio rientro in Guinea, oltre a farmi una bellissima festa, i "capi" di oltre dieci villaggi della zona mi dicono che vogliono associarsi per migliorare la strada (per mesi rimangono isolati nel tempo delle piogge), recuperare il "dispensario", oltre che far funzionare la scuola (l’unica in un raggio di 20 km.). Sinceramente non sono fiducioso: quante volte ho già sentito questi discorsi! Diplomaticamente dico che se cominciano a unirsi, lavorare e raccogliere un po’ di soldi, vedrò che cosa posso fare. La cosa interessante è che quei villaggi sono di tre "etnie" diverse, sono musulmani e seguaci della religione "tradizionale", oltre a un gruppetto che da anni segue la "catechesi". So che da sempre hanno i soliti piccoli "screzi" tra villaggi e non filano molto tra loro.
A Ottobre arriva una delegazione di "uomini grandi": mi consegnano l’equivalente di 2.500 euro! Dicono (e sono quasi tutti musulmani): «Abbiamo fiducia solo in te, custodisci questi soldi, ora iniziamo i lavori, e fai qualcosa per aiutarci». Non credo ai miei occhi; hanno raccolto una cifra grande per le loro misere possibilità: questa volta pare che il tanto seminare degli scorsi anni cominci a dare frutto. A Novembre iniziano i lavori, a Febbraio vado a vedere: negli oltre 15 km. di strada tra foresta e risaie, vari chilometri sono stati sistemati, hanno scavato chilometri di fossati per far defluire l’acqua durante le piogge e insieme individuiamo i punti in cui sarà necessario costruire i "ponticelli" per evitare il formarsi di "lagune". Per mesi ogni Sabato 300 persone a forza di braccia, senza l’aiuto di nessuno, hanno fatto un’opera grandiosa. Ne parliamo alla Radio, altri villaggi si uniscono per recuperare ancora 15 km. di strada e vincere l’isolamento. Davvero meritano un aiuto: più di così non possono fare, anche se si sono impegnati a raccogliere altri 3-4mila euro. Mi impegno ad aiutarli, sinceramente confidando in voi e in chi la "Provvidenza" toccherà il cuore.
È un segno bellissimo che mostra come questo popolo, quando si unisce ed è motivato, può fare grandi cose: non solo migliorare una strada, ma rinnovare la società e lanciarla verso un futuro migliore.