In un mondo che cambia, anche il modo
di fare Missione deve cambia
Se
lo stereotipo dell’Africa come la terra dei leoni e dei selvaggi da
civilizzare è in gran parte superato (ma non da tutti!), resta l’immagine
comune dei bambini scheletrici, delle malattie e delle guerre. Realtà purtroppo
vere e attuali, ma non esaustive né necessariamente unico motivo per un
intervento di solidarietà. Dopo vari anni di vita in Guinea Bissau, posso dire
che se da un lato resta importante rispondere alle urgenze umanitarie (abbiamo
costruito dispensari, centri per bambini denutriti, pozzi, ...), dall’altra
occorre pensare a nuove forme di intervento miranti alla vera
urgenza dell’Africa: la formazione.
Da qui il valore riconosciuto della scuola (ne abbiamo costruite e ne seguiamo
diverse) e di interventi formativi puntuali in tutti i campi. All’interno di
questo campo della formazione emerge sempre più il valore formativo della
Radio, dell’informatica e di Internet. Tutte realtà che per l’ europeo
comune fanno parte dello sviluppo occidentale, dello svago e del superfluo, ma
ad un’Africa coi bambini che muoiono di fame pare offensivo offrire radio e
computer. E così, mentre è facile raccogliere aiuti per i bambini attraverso
le adozioni a distanza (possibilità lecita e in molti casi ben utilizzata,
perché appunto l’emergenza va affrontata oggi), è impresa dura
sensibilizzare sulla formazione, soprattutto nei suddetti campi.
Queste
mie riflessioni sono forse un po’ provocatorie, ma hanno la finalità di
stimolare un dibattito costruttivo.
Basta
camminare in una città o in un villaggio africano per notare immediatamente la
quantità di radio accese e ascoltate: l’immagine dell’uomo che cammina con
la radio all’orecchio si stampa immediatamente nella memoria del visitatore
europeo.
Durante la guerra civile del 1998-99, in Guinea Bissau l’utilizzo della radio da parte dei rivoltosi fu decisivo per ottenere l’adesione della popolazione alla loro causa e giungere quindi alla capitolazione dell’allora Presidente Nino. Feci questa considerazione: se la Radio è stata determinante per vincere una guerra, perché non creare una Radio per far vincere la Pace e lo Sviluppo? Nacque così l’esperienza di radio Sol Mansi, che in soli 3 anni è diventata, da piccola radio locale, una delle più ascoltate della nazione.
La
Radio è strumento di formazione, perché col linguaggio della musica,
l’animazione e i programmi, si aprono vasti spazi per parlare alla gente,
anche a quella più lontana e isolata, che non ha accesso ai centri formativi, e
tante volte nemmeno alle scuole elementari. Con la Radio si rompe
l’isolamento, si creano ponti di contatto tra il centro e la periferia, si
facilita la comunicazione tra zone normalmente ignorate e abbandonate, si
permette l’accesso all’informazione su cosa accade nel Paese e nel mondo: se
si vuole il progresso dell’Africa, occorre che questo continente abbia la
possibilità di sapere cosa accade nel mondo, e verso dove cammina l’umanità.
Tanto
è importante scavare un pozzo, così è urgente sensibilizzare le popolazioni
ad usare con determinate attenzioni igieniche l’acqua estratta dal pozzo. A
che serve dotare un villaggio di un dispensario attrezzato, se poi alla malattia
vengono date spiegazioni spirituali o superstiziose, che ritardano o rendono
vano l’uso dei medicinali? E se occorre costruire scuole, è altrettanto
urgente sensibilizzare gli adulti che la scuola non è solo per i maschi, e che
le necessità economiche della famiglia non devono compromettere lo studio dei
bambini (l’abbandono scolastico supera il 50% nei villaggi!). E simili esempi
possono essere fatti per l’agricoltura, l’educazione alla Pace e alla
interculturalità, la promozione della donna e la difesa dei diritti dei
bambini, l’ecologia... Tutte raccomandazioni e sensibilizzazioni che la Radio
può fare con grande successo e poca spesa.
Credo che queste semplici riflessioni possano servire per rifinalizzare gli aiuti: l’urgenza c’è e va affrontata, ma insieme occorre alzare lo sguardo, e pensare al futuro dello sviluppo. L’idea di far nascere una Radio ci è nata durante la guerra, mentre nessuno di noi si risparmiava nel soccorrere i rifugiati, distribuire aiuti umanitari e curare i feriti!
Informatica e
Internet: un “lusso” o un’opportunità?
In
un Paese con il 60/70% di analfabetismo, la scuola più ricercata è quella di
informatica, un dato che mi ha lasciato sempre perplesso, ma che ora comincio a
comprendere. L’Africa non è un museo, né lo sviluppo potrà mai seguire i
tempi e le modalità dell’Europa. Ci saranno salti di secoli, che lo si voglia
o no. Occorre quindi saper cogliere il positivo di queste opportunità, ed
educare al buon utilizzo della modernità. Come non avrebbe senso iniziare una
Radio oggi con il grammofono o il giradischi, ma subito con i Cd e i computer,
così anche la formazione dei giovani può fare dell’informatica e di Internet
un vero mezzo di sviluppo.
Riguardo
l’importanza dell’informatica in ogni campo lavorativo e di studio credo che
non esistano dubbi. Internet può suscitare qualche perplessità, anche per il
suo utilizzo ludico o negativo spesso fatto in Europa. In realtà Internet è
l’unica realtà che mette a pari condizioni e opportunità l’abitante di
Tokyo con un giovane di Mansoa in Guinea Bissau; con Internet si può avere
accesso a informazioni e formazioni impensabili e inaccessibili con qualunque
altro mezzo o iniziativa; e il tutto con costi accessibili. La nostra radio di
Mansoa ora può fornire in tempo reale qualunque notizia di ogni parte del
mondo, al pari di una grande rete radio televisiva americana... al costo di una
telefonata urbana!
Il
progetto di un Centro Formativo Informatico rientra in quest’ottica di
appoggiare lo sviluppo puntando sulla formazione e non solo alle emergenze. Il
Centro organizzerà corsi di informatica per giovani (livello Liceo o post-
Liceo) e per adulti con formazione e impiego a vario livello. Inoltre ci sarà
l’attenzione prioritaria per la formazione all’uso di Internet: si permetterà
così agli studenti di fare ricerche, con disponibilità di testi e informazioni
impensabili con la insanabile scarsità di testi scolastici e con le poche
biblioteche presenti sul territorio. Attraverso Internet, e con l’appoggio di
organizzazioni specializzate, sarà possibile pensare a formazioni più mirate,
a corsi e scuole professionali: un’esperienza già realizzata in particolare
in India e Brasile. Con costi davvero contenuti, molti giovani e adulti avranno
accesso a un mondo di informazioni e formazione a cui anche l’Africa ha
diritto ed estrema necessità.
Forse
sarà meno gratificante appoggiare una Radio o Internet, rispetto a un ospedale
o un centro agricolo: ma sappiamo bene che oltre a dare un pesce a chi ha fame
occorre anche insegnargli a pescare, e se invece della canna gli si dà una
barca avrà risolto non solo il suo problema ma anche quello di molti altri.