PROGETTI PER LO SVILUPPO DI RADIO SOL MANSI   VOCI DALLA GUINEA...   LA MENZOGNA DELLA GUERRA

Milano, Dicembre 2005

Carissimi amici,
mentre ci prepariamo a vivere il Natale, vi scrivo questa lettera perché resti desta la nostra attenzione al mondo, e in particolare alle popolazioni della Guinea Bissau alle quali in diverso modo siamo legati. Festeggiare il Natale vuol dire vivere quello che il dono di Betlemme significa: l’Amore si fa presente nella storia del mondo a cominciare dai più poveri. Voglio quindi farmi voce dei nostri amici che vivono in Guinea; seppure con grandi difficoltà di comunicazione, resto in contatto con p. Luìs, parroco di Mansoa, le suore, gli operatori di radio Sol Mansi e gli amici carissimi che ho lasciato in quella terra che ha segnato in modo indelebile la mia vita. Vi comunico brevemente alcune notizie e soprattutto alcune esperienze.

La situazione politica e sociale. Si sono svolte le elezioni presidenziali, con la vittoria dell’antico presidente-padrone della Guinea, Nino Vieira; almeno formalmente è tornata la legalità, ma c’è molta tensione; si spera che questa democrazia formale faciliti almeno la ripresa degli aiuti internazionali. Così scrive da Bissau p. Giovanni Musi: "Vorrei potervi dare belle notizie per quanto riguarda la situazione socio-economica, ma purtroppo non c’è alcun miglioramento. Sono sempre le solite note dolenti: il sistema sanitario che non funziona, le scuole pubbliche che non hanno ancora cominciato l’anno scolastico. Purtroppo la stagione delle piogge è stata scarsa, riflettendo anche lei la situazione di insicurezza che vige nel Paese. Tra situazione politica e epidemia di colera (migliaia di casi e oltre trecento morti) siamo nei pasticci. Un nuovo governo è appena entrato in funzione, ma è considerato da molti illegale e incostituzionale, perché il presidente della repubblica ha scelto il primo ministro e gli altri membri del governo non dal partito che ha vinto le elezioni. Potete immaginare il clima di tensione e di instabilità che si vive in questo piccolo stato africano, che non ha mai conosciuto un clima di vera pace e prosperità. Ma noi missionari ci abbiamo fatto ormai l’abitudine e continuiamo a lavorare con impegno, anche perché sul piano religioso ed ecclesiale c’è vitalità, coraggio e speranza. Nelle varie missioni è un continuo accorrere di poveri e ammalati di ogni genere, questi ultimi con le loro ricette in mano a implorare che li si aiuti a comprare le medicine, per sé o per familiari degenti in ospedale".

AIDS in crescita. Un amico malato racconta. È sul problema AIDS che vorrei soprattutto scrivere oggi. Un mio carissimo amico, un ragazzo che ho visto crescere nei miei 12 anni a Mansoa, dopo mesi di continue malattie ha scoperto di essere infetto dal virus HIV; per lui, la moglie e i tre bimbi è iniziato il dramma. Non può più lavorare, stando spesso male e pesando ora meno di 40 kg: se in Italia il non poter lavorare è un dramma, pensate in Guinea, dove non c’è nessuna forma di sostegno economico agli infermi! E poi la preoccupazione per le sorti della giovane moglie e i tre bimbi (saranno sieropositivi anche loro?). P. Luìs e le suore, così come alcuni membri della comunità cristiana, gli sono vicini, vari amici italiani lo stanno aiutando per comprare i farmaci antiretrovirali (lo stato non li passa, e costano 150 euro al mese… l’equivalente di sei mesi di stipendio!) e sostenere i bambini. Spesso si sente parlare di AIDS, ma lo sentiamo come una statistica lontana o una minaccia da prevenire in vari modi, ma quando l’AIDS tocca le persone care, ne senti tutta la sua terribile realtà e la quasi totale impotenza: aiuteremo questo amico, forse vivrà più a lungo, ... ma tutti gli altri? Mi diceva suor Maria: "Il medico di Mansoa ha aperto un cassetto e mi ha fatto vedere una pigna di risultati medici, dicendomi che questi erano tutti casi di sieropositività nella sola zona di Mansoa. Cosa possiamo fare per loro?". Vari gli sforzi della Chiesa e degli organismi, ma la sfida è impari, e non bastano né gli antiretrovirali né i preservativi, è una pandemia che tocca concezioni culturali antiche e stili di vita "moderni" provenienti dall’occidente, mancanza di istruzione, ruolo della donna, pratiche sessuali e rituali (come la circoncisione) e molto altro. In questo quadro fosco, alcuni segni di speranza, come questa catena di solidarietà per sostenere questo nostro amico, e soprattutto le sue parole, che ha registrato (perché ormai fa fatica a scrivere). "Sono l’amico che hai abbracciato quando sei partito, ma non sono più lo stesso, cammino a fatica con le stampelle, di notte non dormo per i dolori e perché non so come fare con i miei figli! Però ho fede, sento che Gesù mi chiama a stare sulla croce con lui. Ho fiducia che Dio mi aiuterà, ma ci vuole pazienza; anche il popolo di Israele per essere liberato dalla schiavitù d’Egitto non ci ha messo un giorno: si è affidato a Dio e ha camminato tanto". Questa audiocassetta la conservo vicino al mio letto non solo per l’amicizia che ho per lui, ma perché vale più di ogni riflessione su come vivere il dolore e superare la disperazione. In questi casi tocco con mano come la Parola di Dio può cambiare la vita degli uomini ed essere forza di liberazione.

Una proposta natalizia. Concludo con una proposta: a Natale facciamo tanti regali; facciamone uno anche agli amici della Guinea. Un’offerta per le tante iniziative descritte potrebbe essere un regalo "nuovo", segno di una novità del cuore che si fa vicino e attento ai bisogni di chi vive con noi e di chi vive lontano.

Auguro a ciascuno di voi un Natale sereno, vero, capace di dare ossigeno alle nostre vite, perché si aprano al Bene e all’Amore, ogni giorno, per tutto il nuovo Anno. Con amicizia!

Padre Davide Sciocco