Decalogo
del cristiano missionario ovunque...

- Il cristiano fa proprio
l'ideale che ha unificato tutta la vita dell'apostolo Paolo: annunciare
Gesù Cristo.
- Annuncia un Vangelo che aggrega. Ama la sua Chiesa e
invita uomini e donne a farne parte. Tuttavia non annuncia la sua Chiesa, ma
il Signore Gesù.
- Porta un annuncio che salva. Sa che il bisogno più
profondo dell’uomo è l’incontro con Dio e sa che Gesù Cristo è la
piena risposta a questo bisogno.
- Si impegna per la liberazione di tutta la persona:
dal peccato, dalla fame e dall'oppressione, e anche da quel troppo
benessere, ingiusto e sciupone, che distrae da Dio e rende ciechi di fronte
ai poveri.
- Vuole la salvezza vera. Non si accontenta di curare
i sintomi, scende alle cause. Non si limita a offrire aiuti che lasciano i
poveri nella dipendenza, ma fa di tutto per renderli protagonisti.
- Vuole l'universalità evangelica. È insofferente di
ogni chiusura; ha il gusto dell'incontro con il lontano e il diverso.
- Solidarizza con le situazioni in cui vive e con le
persone che gli sono accanto. Si preoccupa di tutti.
- Ricorda che Gesù Cristo ha privilegiato gli ultimi.
In una società sovente indifferente si accorge subito degli ultimi, spesso
nascosti.
- Poiché annuncia una verità che è scomoda, il
cristiano missionario, che è uomo di pace, suscita reazioni e contrasti.
Questo lo addolora, ma non lo ferma.
- È consapevole del dovere della coerenza, ma non ne
ha l'angoscia. Non pone nella propria coerenza il diritto di annunciare il
Vangelo, ma nella fedeltà del Signore che a questo lo chiama. Del resto,
egli non parla di se stesso, ma solamente di quanto Dio ha fatto per noi. E
così può parlare anche se peccatore.
( BRUNO
MAGGIONI )