MISSIONE AMICIZIA   DINGADUBA   lettera seguente

RAJSHAHI, BANGLADESH

P. PAOLO CICERI.

 

P. Paolo Ciceri, Pime

Carissimi Amici,
                      abbiamo ufficialmente e solennemente iniziato il catecumenato nel nuovo villaggio di Morsul, alla presenza delle Suore di Madre Teresa, tre catechisti e naturalmente noi due padri della Missione. È un cammino molto impegnativo di conversione, di purificazione, di impegno e fedeltà tutt'altro che facile. Noi abbiamo la tremenda responsabilità di affiancarli, istruirli, guidarli, ma soprattutto di dare loro il buon esempio e voler loro bene sul serio.
      Tutto come al solito è incominciato dalla visita alle famiglie tribali sparpagliate nella fascia periferica della città di Rajshahi. Ne abbiamo visitate circa 350. È spontaneo da parte loro chiedere di essere accolti da chi si interessa di loro, ma noi andiamo molto piano prima di accettarli. Ci vuole un lungo tirocinio di anni prima di essere sicuri delle loro genuine intenzioni. Sono di cultura tribale e animista, seminomadi e cioè di instabile residenza, come tutti i tribali hanno spesso problemi di alcool, disadattamento sociale con la maggioranza bengalese, sono analfabeti e per di più parlano lingue tribali diversissime dal bengalese...
      Accettarli è molto impegnativo: vuol dire comprare terra dove possano risiedere stabilmente e legalmente senza rischiare di essere scacciati; vuol dire aiutarli a farsi delle case decenti e sane, organizzare una scuola per i loro bambini, curare i loro malati, fare una cappella dove radunarli e istruirli... È un lavoro enorme, pesante, costoso... Sinceramente non me la sentivo di ricominciare così in fretta con un nuovo villaggio. Avevo deciso di rinviare a tempi lunghi ma a questo punto il Vescovo prima e il Dott. Padre Piero Parolari dopo, intervennero a loro favore perché li accettassi e si offrirono di prestarmi i soldi per comprare subito il terreno necessario.
      Anche la Provvidenza ci ha messo mano. Di solito non si riesce a trovare un buon terreno adatto a fare un villaggio, bisogna accontentarsi di terreni scadenti e poi col tempo si bonificano, si allargano comprando terreni adiacenti. Questa volta abbiamo trovato a Morsul, a soli pochi chilometri fuori città, un terreno bellissimo, molto ampio e alto, sicuro da inondazioni, dove fra non molto arriveranno strade e linea elettrica. Ce l'ha venduto un musulmano che sta costruendo un market in città ed ha bisogno di soldi subito. C'erano molti investitori prima di noi che offrivano anche di più ma con pagamento a rate. Il musulmano non si è fidato di loro, ha preferito venderlo a noi, sia perché era sicuro di ricevere i soldi subito e anche per la soddisfazione che così facendo, arriverà una scuola e un dispensario per tutti.
      Ora il dado è tratto, indietro non si può più tornare. Mi sono messo in un bel guaio. Una volta dissi a Padre Pinos: "Basta, mi sento stanco. Voglio fermarmi, ho già lavorato troppo". Lui mi rispose: "L'invecchiamento fisico è inevitabile ma relativo. È la mente che decide. Se la tua mente decide di farti sentire vecchio, sei finito davvero e allora anche il fisico si sfascia velocemente. Ti auguro di sentirti ancora in forza e voglia di lavorare più a lungo possibile".

Un caro saluto a tutti e grazie per la vostra generosa cooperazione.

May God bless you !

P. Paolo Ciceri

ciceri-p@librabd.net

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INDICANDO NELLA CAUSALE DI VERSAMENTO:
NUOVO VILLAGGIO MORSUL, RAJSHAHI - BANGLADESH