Emmaus (Bogra), 28 dicembre 2002
Caro Aki, saluti natalizi!
Avrete saputo
dell'incidente a P. Rapacioli e dell'arrivo di sua sorella medico Giuliana e suo
fratello gemello Giovanni in Bangla, ieri, per soccorrere Francesco.
Appena avevo potuto, avevo comunicato
a P. Canton la notizia, cioè appena
ricoverato al Mission Hospital di Bogra, e Canton ha comunicato a chi di
dovere; nel giro di qualche ora era difficile trovare la linea libera della
Pime House; tutti, preti e suore, che volevano sapere.
Francesco
visita i dispensari e predica ritiri, quindi è conosciuto da molti. Poco fa
ho saputo da P. Ezio che le vie urinarie sono a posto, mentre quelle intestinali
stanno provocando dolori. Sua sorella dice che non è ancora in condizioni di fare un viaggio
aereo.
È ricoverato al
Medical College Hospital di Dhaka, nella ward 31, insieme a decine di altre
pazienti; i dolori della botta ricevuta nell'incidente si fanno sentire di
più in questi giorni.
Nel
frattempo io sono stato impegnato nel recuperare la macchina, le borse e il
materiale che conteneva, e a tenere i contatti con la polizia e l'agenzia
assicuratrice: rimborserà una grossa somma, ma le procedure richiedono tempo
e fatica, la pazienza di Giobbe...
Oggi ho
conosciuto il vice direttore della sede di Bogra della compagnia di
assicurazioni Kornafuli; è il tuo amico, Manjurul Haque, che
affittava la casa Emmaus. Ad un certo punto mi ha anche comunicato che
suo padre è deceduto il 21 novembre di quest'anno, dicendomi di fartelo
sapere e di pregare per l'anima.
Con l'assicurazione il
più è fatto, rimane solo qualche dettaglio, in cui sarò
aiutato da Ataur.
Avere a che fare con la polizia, dottori e personale degli
ospedali, ispettori delle assicurazioni, chairman, gente comune che è rimasta coinvolta nel soccorso a
Francesco, non è cosa semplice, data la mentalità generale di approfittare delle occasioni per portare a casa un
profitto: ebbene, ho sempre trovato persone oneste e di grande umanità,
soprattutto protestanti, che mi hanno aiutato gratuitamente e cordialmente.
Il direttore dei
Battisti mi ha fatto accompagnare con la loro jeep, sul luogo dell'incidente,
2 volte, per recuperare le borse che si trovavano nella macchina e che erano
state depositate in una stazione della polizia; 2-3 persone hanno speso 2
mezze giornate con me, e mi hanno fatto pagare solo la benzina.
2 medici
cristiani si sono prodigati a far curare Francesco all'ospedale statale e uno
è andato di persona più volte a comprare le medicine; non lo hanno
abbandonato fino a quando l'autoambulanza è partita per Dhaka, anzi uno dei 2
è salito, su mia richiesta, sull'ambulanza e lo ha assistito fino a Dhaka,
fino alla consegna alla responsabilità dei medici del Medical College
Hospital. Anche Bernadetta Kisku lo ha accompagnato a Dhaka e col dottor David
John Rozario è tornata con l'ambulanza a sera tarda.
Spesso mi sono
chiesto se avrebbero potuto fare più di quanto hanno fatto, o se io al loro
posto avrei fatto altrettanto. 2 sezioni dell'Outdoor della missione,
quel giorno, sono rimaste chiuse per mancanza di medico. Uno sgomento
generale aveva pervaso il personale del Mission Hospital.
Adesso
a Dhaka Suor Samuela, la Dottoressa Jenni e molti altri collaborano
all'assistenza di Francesco in ospedale, accanto ai 2 fratello-sorella
Rapacioli.
Lunedì 30 a Mariampur avremo l'ordinazione di
Michael Tigga e Lazarus Soren; per Anton Murmu è fissato il 17 gennaio (a
Rohanpur tagliano il riso fino a metà
gennaio).
Un ricordo, una
preghiera!
Tuo P. Carlo.