MISSIONE SPERANZA

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IL SOGNO SI STA REALIZZANDO!

Gruppo Biblico C/o PIME
Via Aurelia Genova

Dhaka, 23 Aprile 2005

Cari Amici,
qualche tempo fa P. Achille mi ha comunicato che avevate deciso di assegnare donazioni raccolte fra voi per 4.400 Euro all’"Alex Orphan Home".

Avevo scritto brevemente, per ringraziare e per informare che quella donazione mi avrebbe forse dato il coraggio di iniziare a realizzare un "sogno", quello di trasferire i ragazzi dell’Ostello in un posto più adatto.

Ora sono contento di potervi dire che il sogno si sta realizzando.

Tomas e la moglie Noyon, felicissimi, si sono messi in azione. Provvidenzialmente abbiamo trovato un terreno agricolo molto grande a buon prezzo e abbiamo potuto acquistarlo subito. Dico provvidenzialmente, perché già eravamo d’accordo di comprare un terreno più piccolo (ma pur sempre adatto) a prezzo più alto. All’ultimo momento il proprietario ha cambiato idea, e pensavamo di doverci mettere alla paziente ricerca di un’altra occasione, invece in poche ore si è saputo della disponibilità di questo, che era incolto da anni, e pochi giorni dopo il contratto era stipulato. Il terreno si trova nel villaggio di Lebubari (che significa "casa del limone"); due terzi sono intestati alla Parrocchia di Narikelbari (Diocesi di Chittagong), con la clausola che per 15 anni restano a disposizione dell’ "Alex Orphan Home"; un terzo è intestato a Tomas che potrà tenerlo come segno di riconoscenza per il lavoro svolto. Vescovo e Parroco sono d’accordo, e il parroco insieme al coadiutore sono già andati a benedire i lavori in corso, preparandosi - come avevo accennato nella scorsa lettera - ad andare ogni tanto per assistere sia i ragazzi sia le famiglie cattoliche della zona.

Tutta l’area di Narikelbari e Lebubari (che distano circa 15 chilometri l’una dall’altra) è alluvionale, e durante la stagione delle piogge viene ricoperta da 3-4 metri d’acqua. Le case vanno costruite su apposite aree di terreno rialzato, che nella stagione asciutta sembrano collinette, durante le piogge diventano isole, e la gente circola in barca.

Tomas e Noyon hanno fatto scavare due "pukur", parte essenziale della vita nelle campagne del Bangladesh e specialmente del sud. Sono stagni artificiali, rettangolari, molto profondi, che diventano riserva d’acqua per bagnare gli orti, allevare pesce, nuotare, lavarsi ogni giorno. Con la terra estratta dallo scavo hanno formato i rialzi su cui ora hanno iniziato a costruire i locali per i ragazzi e per loro, in bambù e lamiera: dormitorio, studio, cucina, gabinetti - tutto separato. Ci saranno pure due pompe a mano, e stanno costruendo due barchette. Metteranno a dimora diverse piante da frutto (cocchi, banani, manghi specialmente) e useranno il terreno per ortaggi e per coltivare riso durante le piogge. Qui si trova una qualità di riso che cresce nell’acqua fino a 4 metri di altezza, e viene mietuto dalla barca.

I ragazzi sono molto contenti di andare a vivere in campagna, più vicino alle loro famiglie (chi le ha), dove potranno giocare e lavorare la terra con molta libertà. A me dispiace un poco che vadano lontano, perché potrò vederli molto raramente, ma sono contento perché sono convinto che sia molto meglio così per loro, e anche più sicuro per il futuro: le spese correnti saranno ridotte a metà almeno, e quindi dipenderanno meno da aiuti esterni.

Il prossimo 6 maggio, se Dio vuole, farò una rapida visita sul posto, per vedere come vanno i lavori, e per scattare qualche fotografia. Spero di poterle mostrare anche a voi.

Il trasferimento è previsto per il 20 giugno, quando c’è una breve vacanza scolastica e prima che scada il contratto di affitto dei locali in cui l’ostello si trova ora. Io sarò in Italia in quel periodo.

Aggiungo che all’Ostello ho destinato 4.000 Euro (320.000 taka bengalesi), mentre 400 Euro sono andati al "Fondo poveri e malati", per venire incontro a tante persone, spesso in condizioni davvero disperate per malattia o per debiti, disoccupazione, vedovanza, ecc., che nessuna istituzione può aiutare e che si rivolgono qui alla chiesa del seminario.

Vi mando un cordiale saluto e vi chiedo una preghiera per questi ragazzi e per chi con tanta semplicità e buona volontà si dedica a loro. Loro e io vi ricordiamo nella preghiera!

Nel Signore,

P. Franco Cagnasso