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Luci e ombre dal Bangladesh!

P. FRANCO CAGNASSO.

Dhaka, 12 maggio 2006

Cari Amici,
come promesso, vi mando notizie dei due ostelli che avete aiutato, i 35 ragazzi di Lebubari e i 60 ragazzi e ragazze buddisti di Betchara.

Come è normale nella vita, le notizie sono un po' a luci e ombre, ma penso che tutto sommato prevalgano le luci, almeno per gli ospiti degli ostelli.

A Lebubari, i ragazzi continuano con impegno gli studi, stanno bene e crescono.

Abbiamo realizzato altri lavori per sistemarli sempre meglio, approfittando del periodo in cui l'acqua si ritira e prima che torni di nuovo alta. In particolare, una strada di collegamento con il villaggio vicino, e dei gabinetti in muratura con tanto di fossa settica, perché i precedenti, provvisori, già erano quasi fuori uso. Abbiamo anche comprato la terra che, appena l'acqua risale, con le barche (inclusa la più grande, quella regalata da voi!) porteremo per riempire uno dei tre "pukur" (stagni) e coltivare così anche patate e legumi.

Nei "pukur" - compreso quello da riempire - intanto si allevano pesci e gamberetti. Fra i pesci, ne hanno pescato uno record di 6 chili, e tutti contenti mi hanno telefonato che volevano portarmelo. Ho detto di no, che lo mangiassero loro in onore mio e dei benefattori. Loro però, senza dirmi nulla, lo hanno ributtato in acqua per ripescarlo quando Tomas doveva venire a Dhaka, così una parte me l'hanno portata bella fritta e io ho avuto il gusto di mangiarla. 

I gamberetti invece sono venduti al mercato e stanno dando una rendita discreta.

Queste le luci... Le ombre sono che nella notte fra il 7 e l'8 maggio scorso un tifone si è abbattuto sulla zona. Per un'ora e mezza i ragazzi e la famiglia, il maestro e due operai che erano con loro sono rimasti disperatamente attaccati al tetto del loro dormitorio, dopo che tutti gli altri erano già volati via; ma alla fine il vento l'ha vinta e ha sradicato anche quello. Hanno poi ritrovato lamiere a 600 metri di distanza! Naturalmente le strutture in bambù sono distrutte. Ma - ed ecco di nuovo la luce! - nessuno si è fatto male. Solo tantissima paura e tutti inzuppati. Anche l'anziana mamma di Tomas, che ha vissuto il ciclone nascosta sotto un letto, s'è rialzata senza ferite.

Quindi sono già tutti al lavoro per ricostruire. L'anno prossimo speriamo di costruire almeno un edificio in muratura e con il tetto in cemento, così che tutti possano rifugiarsi là in caso di nuovi tifoni.

A Betchara la salute è sempre un poco più precaria, perché si trova in zona malarica e anche le malattie intestinali sono molto frequenti.

I ragazzi e le ragazze sono ora saliti a 60, mangiano tutti i giorni tre volte e sono contenti. Abbiamo installato l'impianto elettrico a cellule solari nello studio e stiamo per impiantarlo anche nella cucina e dormitorio, con grande vantaggio per gli occhi non più rovinati dalla fioca luce delle lanterne, e del portafoglio non più svuotato dal costo del petrolio. Abbiamo pure costruito i gabinetti in muratura, ora si pensa a un impianto per l'allevamento del pesce, che possa ridurre le spese e rendere più nutrienti i pasti.

Tutto bene dunque? Si può dire di sì per l'ostello, ma non per i Marma in generale. In una zona più a nord di Betchara sono avvenuti fatti molto penosi, sui quali ho ricevuto una relazione che vi mando in allegato tradotta (e anonima, per prudenza).

Io continuo il mio lavoro e sto bene. Spero altrettanto di voi. Non ho mandato gli auguri pasquali, ma ho pregato per tutti.

Cordialmente,

P. Franco Cagnasso