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E ora dormono ben riparati!

Il parroco bengalese benedice l'interno del nuovo dormitorio... Pranzo insieme: con l'edificio nuovo, il magazzino riparato e la casa in costruzione per la famiglia Sharker! L'ultimo arrivato all'ostello, il nipote di Thomas e Noyon... Targa in ricordo di tutti gli amici, che da lontano hanno aiutato l'Ostello!

Dhaka, 15 Febbraio 2008

Carissimi Amici,

ce l’abbiamo fatta!

Il primo Febbraio scorso il nuovo dormitorio di Lebubari è stato inaugurato. I 34 ragazzi di Lebubari sono sistemati, al riparo da cicloni, vento, freddo e pioggia.

Io non sono andato, perché non volevo diventare il centro della festa solo perché sono stato il canale di passaggio degli aiuti economici. Dovevano esserlo i ragazzi stessi, insieme al parroco (bengalese), alla famiglia Sharker che ha fondato e gestisce l’"Alex Orphan Home", e ai molti che da lontano hanno aiutato. Li ricordiamo in una semplice "targa" di robusta plastica, collocata vicino all’entrata.

Gli invitati erano ben duecento, gli abitanti dei "villaggetti" vicini, che ormai considerano l’ostello come casa loro, un piccolo punto di riferimento sociale.

Il cammino per arrivare qui è stato bello, e difficile. L’"Alex Orphan Home", iniziato alla periferia di Dhaka in piccolissimi locali in affitto, è stato trasferito tre anni fa qui nella pianura coperta d’acqua per otto mesi all’anno. I terreni costavano poco, perché danno un solo raccolto di riso all’anno, però c’è voluto tanto lavoro, tutto a mano, per trasportare terra formando una piccola "isola/collinetta" su cui ora stanno le costruzioni, il campo da gioco, orti e alberi, più tre stagni artificiali ("pukur") in cui si allevano pesci e gamberi.

Le prime costruzioni erano in bambù e lamiere, con pavimento in terra battuta. Grandi e piccoli si sono adattati senza proteste. Hanno costruito le barche su cui vanno a scuola, poi acquistato un barcone a motore, per il trasporto di materiale. Il lavoro rispettava due regole: i ritmi delle stagioni, e la disponibilità di denaro. I ragazzi hanno sempre collaborato, anche i più piccoli sono abituati a lavorare e lo fanno con entusiasmo.

Dopo un anno, un primo ciclone ha danneggiato alcuni tetti. Poi un’alluvione ha fatto morire i gamberetti. Poi… problemi circa la proprietà. È comune in Bangladesh scoprire di aver dato credito a documenti falsi, o incompleti. Noi speravamo di averla scampata, finché si sono fatti avanti "proprietari" prima sconosciuti con i quali s’è dovuto trattare, sborsando altri soldi. Ora aspettiamo gli ultimi "timbri" con il fiato sospeso.

Intanto, passati due anni, i bambù davano chiari segni di cedimento. In occasione di una mia visita, un forte vento improvviso mi ha dato la prova di quanto fosse precaria la sistemazione, e di quanto i ragazzi fossero a rischio e soffrissero per la paura.

Siamo partiti allora per costruire uno dopo l’altro lo studio, il magazzino e la cucina, in muratura e lamiera, e poi il dormitorio completamente in muratura.

Quest’ultimo era a buon punto quando, a metà Novembre, è arrivato il "Sidr", che ha causato più di 3.500 morti e danni incalcolabili in tutto il sud-ovest. Tutti si sono rifugiati nella costruzione non finita, salvandosi senza altro danno che il freddo e il bagnato, mentre la casa della famiglia volava nello stagno: tutto il suo contenuto, i libri nello studio, riso e cemento nel magazzino andavano perduti; quasi tutti gli alberi piantati in questi anni venivano schiantati.

Di nuovo tanta paura, ma subito s’è ricominciato, arrivando così all’inaugurazione con la sua bella festa.

Nel frattempo, sono arrivati anche i risultati degli esami finali dell’anno scolastico 2007, sostenuti all’aperto perché una scuola era del tutto, l’altra in parte, inagibile: tutti promossi!

E ora si va avanti. È in costruzione la casa della famiglia, in muratura, e bisognerà fare tanti lavoretti ancora, fra cui una scala di accesso allo stagno, dove i ragazzi e i grandi fanno il bagno, nuotano, lavano i panni. Bisogna comprare libri, perché stanno prendendo gusto a leggere, e un computer perché imparino ad usarlo.

Nel 2010, i ragazzi più grandi completeranno il ginnasio, e si dovrà scegliere dove e come continuare gli studi o la formazione professionale.

Ci sono tanti punti interrogativi, ma l’esperienza di questi anni ci ha insegnato che bisogna avere fiducia.

I ragazzi ne hanno tanta, sognano mille cose belle e sono disposti ad impegnarsi a fondo, come hanno fatto finora. Pregano – ciascuno rispettando la religione dell’altro, ma con una fede comune in Dio e nel Vangelo di Gesù. Ricordano nella preghiera anche chi li aiuta, e quando qualcuno viene a trovarli sono contentissimi.

Unisco il mio al loro grazie, e la mia alla loro preghiera!

Cordialmente!

P. FRANCO CAGNASSO

PIME House - 92, Asad Avenue - Mohammadpur 1207 - Dhaka - Bangladesh