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"Per le persone cui voglio bene..."

Auguri gioiosi dai giovani del Bangladesh... Foto di gruppo per le bimbe dell'Ostello! Tutte in fila, andando a raccoglier l'acqua! Buon Natale e Buon Anno 2008!

Dhaka, Natale 2008

Cari Amici,
scrivo ricordando con piacere gli incontri che ho avuto con molti di voi l'estate scorsa in Italia, il tempo trascorso insieme, l'ascolto reciproco, i doni... È stato bello per me, spero lo sia stato anche per voi. Ancora mi stupisce, e "mi dà carica" pensare all'interesse sincero che ho visto in voi per le persone cui voglio bene qui in Bangladesh!

Ho ripreso intanto il mio servizio in "Seminario", dove insegno e "accompagno" spiritualmente molti giovani, uomini e donne, verso il sacerdozio e la "vita religiosa". Sia questo, sia l'insegnamento, mi arricchiscono molto.

Sento che la gratitudine è la dimensione più profonda e autentica della mia vita di uomo, di cristiano e di Missionario: la traduco in preghiera, che è lode e "intercessione" anche per tutti voi, specialmente in occasione del prossimo Natale. A me si uniscono le persone che avete già conosciuto e aiutato.

Fra loro, ricordo al primo posto i 70 ragazzi e ragazze "Marma" buddhisti, di Tong Khyang Para, i più cari perché così sereni e coraggiosi, lontani e poveri come sono. Ne vedete alcuni nel "cartoncino" allegato... Stanno bene, le strutture fondamentali dell'"Ostello" sono ora in piedi. Presto gusteranno – e venderanno – i grossi pesci del laghetto che abbiamo formato costruendo una diga in terra. Sono riuscito a dotarli di un "computer" su cui i più grandi ("classe nona") fanno le prime prove. Resta il problema di mantenerli ogni giorno, e di trovare per loro qualche risorsa che li renda meno dipendenti dagli aiuti per le spese ordinarie.

I trentacinque ragazzi di Lebubari sono scesi purtroppo a trentadue, perché tre dei grandi si sono mostrati troppo intraprendenti con le ragazze del villaggio e i "capi", inesorabili, ne hanno imposto l’espulsione dall'"Ostello". Con il nuovo anno risaliremo a 35. Dopo i danni, la paura e i rischi del "ciclone" del 16 Dicembre 2007, quest'anno il 27 Ottobre ci ha già visitato il "ciclone" Reshmi, che all'"Ostello" ha abbattuto fragili piante di "papaia" e banane, e rovinato un terzo del raccolto di riso... ci accontentiamo! Pesci e gamberi sono rimasti nei "pukur" e, pur con qualche incidente di percorso, rendono benino; ora aggiungiamo un piccolo allevamento di galline "ovaiole" e qualche appezzamento di terra per il riso. Se riusciamo a trovare e investire bene qualche risorsa ancora, dovremmo rendere l'"Ostello" "autosufficiente" entro il 2009.

In primavera, la notizia che l'amica Mariannina era stata trasferita ad Ankara mi aveva creato molta preoccupazione per la "Poorest Women Society" di Dino e Rotna. Non avrei mai potuto fare il grande lavoro che faceva lei come "agente in Bangladesh per la multinazionale dei poveracci": con passione raccoglieva gli ordini, verificava la qualità dei prodotti, li faceva arrivare alla nostra "agente per l'Italia" Paola. Mariannina stessa, prima di partire in Settembre, ha rimediato alle mie preoccupazioni chiedendo a Giovanna di prendere il suo posto. Giovanna ha lunga esperienza di queste cose e ci si è messa d'impegno, anche per aiutare Dino a tenere un'amministrazione più precisa, organizzarsi meglio, darsi obiettivi chiari, migliorare i prodotti, passando da metodi e mentalità un po' "paternalisti" e "assistenzialisti" a criteri che risveglino le energie e le capacità delle persone..

Una prospettiva inattesa di fronte alla quale il povero Dino arranca, ma se non si scoraggerà ne avranno beneficio lui e le circa 130 giovanissime e poverissime donne che ha coinvolto.

Voglio pure accennare a qualcuno di cui finora non ho mai scritto: Dana, Hapeha, Maximilian, Ashati, Sunaya, Win... e altri giovani, con i quali il mio coinvolgimento in questi ultimi tempi è cresciuto. Studiano nelle "superiori" o all'Università, provengono da vari angoli del Bangladesh e appartengono a differenti "gruppi etnici", accomunati da una tenace lotta per riuscire a studiare nonostante avversità spesso molto gravi.

L'"apripista" del piccolo "drappello" è stato Joseph. Lavorava per mantenersi, riusciva bene negli studi, ma aveva momenti di grande scoraggiamento quando confrontava la scioltezza e la facilità a socializzare dei suoi compagni bengalesi, musulmani e hindù, con le paure sue, unico della popolazione "Tripura", povero, con il papà alcolizzato. Ho cercato di accompagnarlo a capire che non è inferiore agli altri, caso mai superiore, perché capace di vivere in due culture e di arrivare a questo livello nonostante le condizioni personali difficilissime. Ha ottenuto una "borsa di studio" in Australia, è al suo secondo anno là, e mi scrive che è contento.

Dana è pure lei "Tripura", con la famiglia divisa, cresciuta in "Ostelli" di varie città e religioni, alla ricerca finalmente di una "casa", di affetti su cui far conto.

Maria Loreta, di popolazione "Santal", era venuta a Dhaka con l'appoggio del papà, prima che rimanesse invalido per un incidente. Lasciato l'"Ostello", ha continuato facendo qualsiasi lavoro possibile, per studiare e per aiutare la famiglia, "tirando cinghia" e mettendo a rischio la salute.

E così gli altri, ognuno con la sua storia di fatica economica, psicologica, culturale…

A questi giovani offro una mano, ma chiedo loro di darsi da fare. Proshanto, il più dotato, mi fa da "segretario" e dà lezioni d'inglese; è lui che ha preparato e realizzato il "cartoncino" allegato a questa lettera. Gli altri per lo più aiutano negli studi i bambini di due "baraccopoli", appoggiandosi ad un "localetto" affittato da Suor Emilia e Suor Nives, del "Movimento Charles De Foucauld", o al "laboratorio di cucito" di Dino e Rotna. In questo modo qualcuno ha scoperto di avere belle qualità di insegnante.

Anche John Bahadur era del gruppo, ma... innamoratosi, lui "Tripura", di una "Garo" di nome Hosanna, s'e trovato con un figlio in arrivo. Grande "trambusto", finché le famiglie si sono date pace permettendo il matrimonio. Niente laurea, il bimbo purtroppo è morto, ma John ha un lavoro discreto, e "stravede" - ampiamente ricambiato - per la sua Hosanna. Non ha più bisogno di aiuto!

Infine, sono contento di informarvi che quest'anno ho pure preso parte ad interessanti incontri di "conoscenza reciproca" e "dialogo" fra gruppi di differenti religioni: con gli Hindù della "Ramakrishna Mission", con i Buddhisti, con gruppi "Sufi". Il più significativo è stato di una "giornata", nella "Facoltà Universitaria di Studi delle Religioni", fra 40 Musulmani e 40 Cristiani, alla ricerca di ciò che ci accomuna; con lo stesso obiettivo ci siamo incontrati pure il 30 Ottobre nella sede di un "Centro di Ricerca Islamico" vicino a Dhaka. Queste iniziative si ripetono anche in altre città, piccolissimo segno buono in mezzo alle molte tensioni e alle "follie fondamentaliste" che ci affliggono…

A tutti voi il mio grazie, che non esprimo con molte parole ma è cordiale, e i miei auguri fraterni!

P. FRANCO CAGNASSO

"PIME House"
92, Asad Avenue
Mohammadpur 1207
Dhaka - Bangladesh
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