MISSIONE SPERANZA

UNA LAMPADA CHE ARDE E RISPLENDE!    RICORDO DI P. FULVIO…    "CHRISTI SUMUS NON NOSTRI"

P. FULVIO GIULIANO, Missionario del Pime in Brasile, a Monza e a Genova.

Giovedì 7 giugno nella Chiesa si celebrava la solennità del "Corpo e Sangue del Signore". P. Fulvio era d'accordo con alcuni amici di celebrare la Messa con loro in quella giornata. Sono venuti, ma P. Fulvio giaceva nella bara davanti all'altare della parrocchia di S. Erasmo, per la Messa del suo funerale.

Molta gente che lo conosceva, molti confratelli del PIME, alcuni Alpini lo accompagnavano per l'ultimo saluto: persone in lacrime per aver perso un amico, ma tutti, credo, per le confidenze raccolte, convinti di avere ora un "santo protettore" in paradiso.

Si percepiva in quella assemblea in preghiera come un'atmosfera di festa, la certezza radicata nella fede che la morte non è un salto nel nulla, ma l'ingresso nella vera vita, il premio di un'esistenza donata, restituita al Signore, consegnata a Lui nella sicurezza della pace e della gioia, che niente e nessuno mai ti può derubare.

La coincidenza del "Corpus Domini", memoria dell'amore del Signore che si è consegnato al Padre, all'umanità, ci ha invitati a ringraziare, quasi a contemplare la figura di questo missionario, che ha speso gli anni più belli della sua vita a Macapà, sul Rio delle Amazzoni: trent'anni di attività intensa, annunciando il Vangelo con la parola, con il suo talento artistico, decorando Chiese, progettando luoghi di culto, animando comunità di base. La sua passione per Gesù Cristo e per l'uomo non sono cessati con il suo rientro in Italia, agli inizi degli anni ottanta, per gravi disturbi ai reni. È iniziato allora il lungo calvario della dialisi, interrotta solo qualche tempo per il trapianto di un rene con conseguente rigetto.
P. Fulvio ha accettato la sua croce; la portava giorno e notte al collo, una croce di legno senza l'immagine di Cristo: era lui ora che giaceva sulla croce nell'offerta continua della sua sofferenza.
"Siamo di Cristo, non apparteniamo a noi stessi", era scritto sulla porta della sua camera. Un programma che sintetizza la sua spiritualità e che ha ispirato il cammino di fede di tante persone.

Nella salita al Calvario, Gesù ha avuto la forza di fermarsi a consolare alcune discepole che lo seguivano. P. Fulvio, negli intervalli tra una dialisi e l'altra, si è reso sempre disponibile ad ascoltare, consolare, dirigere le persone che trovavano in lui un maestro di discernimento, una guida spirituale, un confessore: molti studenti missionari, negli anni che ha trascorso nei seminari del PIME a Milano e a Monza, e tanti laici. Un uomo che non era capace di dire dei "no" a chi gli chiedeva aiuto spirituale o qualche opera del suo talento di iconografo.

Chi partecipava alla celebrazione della sua Messa sapeva di vivere dei momenti davvero solenni, speciali: nella sua Messa non mancava mai una breve omelia. Con il canto accompagnava i momenti più importanti. A chi commentava sulla sua voce forte e baritonale, anche se in Chiesa c'erano pochi fedeli, rispondeva dicendo che le sue corde vocali erano l'unica parte sana del suo corpo e le usava per lodare il Signore.

Abbiamo vissuto con un uomo di preghiera, assiduo alla recita del rosario, all'adorazione silenziosa davanti all'Eucaristia, convinto che ogni giorno era un viaggio verso la Pasqua.

L'augurio che ci rivolgeva ogni sabato sera era immancabilmente: "Buona Pasqua", per ricordarci che la domenica era il cuore della settimana, o penso anche per farci riflettere che la (sua) salita al Calvario era preludio della risurrezione.

L'inno dei vespri del "Corpus Domini" ci mette in bocca queste parole: "Frumento di Cristo noi siamo, cresciuti nel sole di Dio".
Le icone dipinte da P. Fulvio sono immerse in una luce dorata: è la luce di Dio che illumina ogni realtà, dona senso ad ogni sofferenza, alimenta la gioia di vivere e prepara all'abbraccio finale con il Padre, dopo il nostro pellegrinaggio sulla terra.

Le ultime parole raccolte dalla dottoressa che lo ha seguito per tanti anni: "Ho dipinto tanti volti di Cristo e di Santi, quando sarà l'ora di vederli faccia a faccia?".

Grazie, Padre Fulvio, per tutto il bene che ci hai donato!

P. Luciano Lazzeri
10 giugno 2007