MUSA
E della Poesia
faccio nutrimento
per le mie ali;
olio
per la mia lanterna;
frumento
per il mio cavallo;
forza
per il mio braccio.
Sostengo l'anima
con chiodi di coraggio,
e ti porgo
l'unica mano che ho:
il pesante fardello
dell'amicizia.
Marco
Gavotti
(Associazione
Culturaitalia: www.culturaitalia.com)
Commento
alla poesia,
di Sandra Cervone
Solo un uomo animato da
una forte passione civile può offrire amicizia come un "fardello".
E solo se è un poeta può considerarlo "pesante". Perchè il poeta
sa usare le "parole", dare un significato compiuto alle sue frasi,
evocare il vero valore dei sentimenti, quello che agli altri sfugge o che
troppo spesso viene sottovalutato.
L'amicizia è un valore
positivo e questo tutti lo sanno, ma che sia un pesante fardello solo un poeta
con la passione civile può affermarlo. "Pesante" non nel senso
negativo, ma come ricchezza, importanza, responsabilità...
Fardello come presenza,
cuore, condivisione, gratuità...
Ed il dono è per tutti,
incondizionatamente, come una tavola imbandita in cima alla salita, una
fontana d'acqua fresca dopo chilometri di deserto....
"Chi ha sete
venga": chi vuole legga.
La poesia come annuncio, come
amicizia, come regalo ricevuto (dalla Musa, dall'ispirazione) e ridonato.
Poesia che prima di tutto è stata linfa e frumento per il poeta stesso, per
la sua anima accasciata che trova coraggio per risollevarsi. E per donarsi,
appunto, per rendere partecipe chi ancora brancola nel buio della sua stessa
lanterna, il suo stesso "pane".
Cos'è l'amicizia se non
condivisione, comunione, integrazione?
Il poeta ispirato diventa a
sua volta musa, in un cerchio vitale incomprensibile ai più ma che la sua
esagerata sensibilità rende d'improvviso chiarissimo. E soprattutto
possibile!
E questa consapevolezza
-commossa e riconoscente- è quel desiderio di comunicare, di elargire parole,
di scrivere, di raggiungere cuori e menti che indegnamente ma
irrimediabilmente ci fa POETI.