P. GIORGIO PECORARI, "PIME"

INATTESA PARTENZA!     «Nessuno ha un amore più grande...»     MISSIONE AMICIZIA

P. GIORGIO PECORARI (1941-2008), Missionario del Pime in Brasile!

Fernando Rossi
("Mariapoli" – "Movimento dei Focolari", Gennaio 2009)

P. Giorgio Pecorari era nato nel 1941 vicino ad Arezzo (Italia). Ordinato Sacerdote nell'Istituto del "PIME", era partito come Missionario per il Brasile nel ’66. Il 15 Agosto scorso, Festa di "Maria Assunta", P. Giorgio si è sentito male. Urgentemente ricoverato in ospedale a Londrina (Rio Grande do Sul), è subito entrato in coma. Il 10 Ottobre, vigilia della Festa di "Maria Aparecida", Patrona del Brasile, ha concluso il suo «santo viaggio».

Aveva conosciuto l'Ideale in una "Mariapoli"; la difficile situazione sociale del Brasile lo aveva tanto colpito e stava accendendo in lui il desiderio della "rivoluzione". Ma in "Mariapoli" comprende che, per una vera "rivoluzione", doveva cominciare dando a Dio il primo posto nella sua vita. Inizia così col chiedere perdono anzitutto al suo Vescovo. Dopo una "parentesi" di dieci anni in Italia, in cui ha lavorato per la rivista "Mondo e Missione", ritorna in Brasile fra la sua gente.

«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» ("Gv 15,13"). Questa frase del "Vangelo" fu scelta da P. Giorgio per ricordare i suoi 25 anni d'"ordinazione sacerdotale" e la sua vita è stata vissuta alla luce di queste parole. Le pagine di un suo "diario", scritte durante il periodo di una malattia, rivelano la profondità della sua anima. Ecco alcuni brani!

«Dio è amore… "Quando tutto va bene sembra che tutto venga da Dio, ma quando ci si accorge che, ad esempio, si deve lasciare tutto, allora è duro. Eppure so che Dio è Amore. Cercherò di fare tutto bene e con solennità. Ieri ho chiesto la grazia di celebrare la S. Messa come se fosse la prima e l'ultima... Sento di amare tutti, nella divina volontà!"».

«La volontà di Dio… "Ho un gran desiderio di volere fare soltanto, unicamente ed esclusivamente, la volontà di Dio. E questo, non perché non ho un'altra opportunità, ma come una scelta cosciente, amorosa. La volontà di Dio su di me è l'Amore di un Padre verso suo figlio. Non c'è niente di più bello e più significativo!"».

«Il dolore… "Il cuore è pieno di gratitudine, perché sono stato scelto da Dio per una grazia particolare. Sento che questa malattia è un dono di Dio. È un dono come la ‘vocazione’ sacerdotale e missionaria!"».

«L'unità… "Non ha pregato Gesù prima di morire: ‘Padre, che tutti siano uno’? Rivelandoci che Dio è Padre: proprio per questo gli uomini sono fratelli tra loro, e l'umanità è una famiglia ad immagine e somiglianza della famiglia divina!"».