MISSIONE AMICIZIA 

Ricordo di Padre Leoncini, un povero tra i poveri

DIARIO

 "Il Secolo XIX" - Giovedì 31 Gennaio 2002

Nuzvid, diocesi di Vijayawada, una piccola sconosciuta località nell'immensa penisola indiana.
Lì, in questo sconosciuto paese, fino a venerdì 25 gennaio, per oltre quarant'anni, ha svolto la sua opera Padre Giovanni Leoncini, del Pontificio Missioni Estere che, nato a Teglia nel 1926, fu ordinato sacerdote nel 1949 a Milano dal cardinale Idelfonso Schuster.
Nel 1959 partì per l'India destinato al Seminario di Nuzvid dove insegnò, ma la sua missione principale fu quella di aiutare chi soffre, chi appartiene a caste che hanno come unico sostentamento la ricerca di "cibo" tra i rifiuti.
Padre Leoncini, povero tra i poveri, chiese aiuto a chi lo conosceva, agli amici liguri e lombardi.
Bussò, con una lettera trimestrale, la "Stella" - prima realizzata con l'aiuto di Don Luciano Parodi, poi di Mauro, suo fratello - alla porta di centinaia di case, principalmente di Teglia, Campo Ligure, Sestri Ponente e gli aiuti cominciarono ad arrivare a Nuzvid.
Comprò tre bufale per il latte, un trattore per arare i campi, una risaia, con l'aiuto dei lettori del "Nuovo Cittadino", che chiamò "Risaia Liguria".
Costruì un nuovo seminario, un orfanatrofio, fondò una tipografia, la "Angel Press", dedicata all'amico e confratello Padre Angelo Corbani, dove tradusse il Vangelo in Telegu.
Poi l'ultima sua opera, un ricovero per gli anziani che dedicò a suo padre, Giovanni Battista Leoncini.
Tra le molte chiese che costruì una, forse quella a lui più cara, la volle da buon polceverasco dedicare alla Madonna della Guardia.
Ora Padre Leoncini riposa sotto un albero in India, se lo era scelto lui che, laureato in lettere classiche alla Cattolica di Milano, si è presentato a Dio, come mi scrisse recentemente, "con le mani vuote di libri ma piene, così spero, di carità."
Domenica sarà ricordato a Teglia, alla Messa delle 11, nella sua chiesa di sant'Anna.