MISSIONE SPERANZA

QUARESIMA ECOLOGICA    LITURGIA DI UNA PARTENZA    FESTA IN FAMIGLIA

Durante i primi anni del dopo guerra i missionari partivano sulle navi, a volte mercantili. Per i parenti che li accompagnavano fino al molo l'attesa era lunga ed estenuante. Padre Angelo, destinato al Brasile con un manipolo di missionari del PIME, dopo aver abbracciato i parenti venuti dai monti, ora salutava la mamma anziana che probabilmente non avrebbe mai più rivisto. Si guardarono ancora una volta con reciproca riconoscenza per il dono della vita e della vocazione. Poi la mamma compì un gesto di fede, una fede granitica come le sue montagne: tolse dalla borsa un pane con la solennità di un rito liturgico e disse al figlio: "Oggi non è stato possibile partecipare alla tua messa, ma possiamo spezzare questo pane che il Padre buono non ci ha mai lasciato mancare; mangiamone ancora un boccone insieme e condividiamo il sapore e la grazia di questo momento: preghiamo! Padre nostro…".

Ascoltare questo racconto fu per me una indimenticabile meditazione sulla paternità e maternità di Dio. Il Padre ha donato suo Figlio per riscattare l'umanità dalla miseria morale e spirituale. Il Figlio si è fatto pane per rimettere in piedi l'uomo denutrito e zoppicante per le strade del mondo. Questa madre, ricca di umanità e di fede, offre uno dei suoi figli, lo benedice e lo invia nelle terre dove potrà spargere il seme della buona notizia a fratelli poveri del pane materiale, e disponibili a riconoscere la carità di Dio nella vita dei suoi testimoni.

Penso a tante mamme di missionari, che hanno davvero esercitato il sacerdozio dei fedeli in forza del loro battesimo vissuto nella semplicità e vigore della fede, e hanno segretamente contribuito a preparare il sacerdozio ministeriale dei loro figli. La vocazione spesso nasce e cresce attraverso quelle mamme il cui cuore batte al ritmo del cuore di Dio. Dio opera anche attraverso queste mediazioni per realizzare il suo progetto di chiamata alla vita consacrata.

Nelle comunità piccole e grandi del PIME a mezzogiorno ci si raccoglie in preghiera e si è invitati a ricordare con riconoscenza i benefattori, tra i quali "i parenti che soffrirono di troncare tutte le loro speranze per lasciarci liberi nelle mani del Signore". Emergono dalla memoria le nostre mamme che, come la mamma di Padre Angelo, hanno spezzato il pane dell'amore di Dio perché un loro figlio partisse a spezzare il pane eucaristico sugli altari del mondo. È stato per loro un atto di libertà che assomiglia ai sentimenti di Maria nella risposta all'Angelo "si faccia di me secondo la tua parola", e per i figli una decisione libera simile a quella di Gesù "un corpo mi hai dato… ecco io vengo e mi metto nelle tue mani".

Non c'è atto umano più libero che affidare la propria libertà al sogno di Dio.

Dio sogna ancora? Dio trova ancora mamme sante che, più donano, più si arricchiscono?

E figli disposti a leggere negli occhi delle mamme il riflesso degli occhi di Dio, amante della vita dell'uomo?

P. Luciano Lazzeri