C’era anche Maria tra i fedeli radunati nella "Sinagoga" di Nazareth. Vibrava di attenzione e di compiacenza quando Gesù, ispirandosi alle parole di Isaia, si presentò all’assemblea come il compimento dell’oracolo del profeta. Sapeva a memoria quel passo, ma quando suo figlio lo attribuì a se stesso, percepì che qualcosa di inedito si stava avverando.
Depositò nel suo cuore questa nuova sorpresa, accanto ad altre sorprese udite nel segreto della casa di Nazareth: ancora una volta si ritirò in silenzio meditativo.
I compaesani non compresero nulla e lo respinsero come un venditore di illusioni. Ma Gesù, passando in mezzo a loro, se ne andò per le strade della Galilea mietendo altri rifiuti, e lui se ne andava con sovrana libertà, cercando umanità capace di stupirsi come sua madre.
Rosa assisté con orgoglio all’esame di laurea di suo figlio Luca. La prova superata a pieni voti meritava sì un applauso commosso, un abbraccio di riconoscenza per aver esaudito trionfalmente le attese dei genitori, e – perché no? – una festa con gli amici, compagni di corso, i parenti. Un successo da celebrare coralmente. Perché non coinvolgere anche il parroco, che aveva contribuito non poco alla educazione di un Luca serio e impregnato di ottimi principi di vita? Fu gioia epidemica. Molti, a cominciare da Rosa, tracciavano un futuro da sogno.
Ma, "Qualcuno" non invitato, già ricamava in segreto progetti inediti. Nel rotolo della laurea, "Qualcuno" aveva tracciato disegni di architettura che Luca giorno dopo giorno cercava di identificare. Poi venne il giorno in cui Luca riavvolse il rotolo della laurea, la donò alla madre e si arruolò in un gruppo di amici che si preparavano a partire per le Missioni.
Sorpresa di tutti, delusione, sgomento… Luca passò in mezzo a loro e se ne andò, con sovrana libertà ed incredibile gioia.
Gesù percorreva le strade della Palestina, con un’instancabilità divina, come se la terra gli bruciasse sotto i sandali. La gente lo rincorreva, ma lui sembrava scappare, incurante delle loro attese di prodigi e di stravolgimenti sociali. C’era gente però che lo affascinava in modo inarrestabile: prendeva bambini dalle braccia delle madri e li sollevava in alto come modelli di vita, asciugava lacrime di dolore o di sudore, toccava gli "intoccabili" senza fare lo schizzinoso, sostava nelle locande dove si ammucchiavano i pubblicani e i peccatori, sbarrava la strada a donne di strada e le ammaliava sulle strade della virtù.
Tanto che qualcuno si premurò di avvertire i suoi parenti, perché sembrava aver perso la testa. Ma sotto sotto era uno sfogo di invidia, specialmente da parte dei capi, ai quali sembrava che buona parte della società sfuggisse al loro controllo.
Maria osservava, capiva, meditava, si stupiva, rifletteva, metteva insieme tutti i movimenti come i tasselli di un mosaico e vedeva tutto in un grande disegno divino. Lo aveva espresso anche con un gesto finissimo: per i lunghi viaggi di Gesù aveva intessuto una "tunica", tutta d’un pezzo, quella che poi andò a ruba tra i carnefici sul "Calvario".
Come per dirgli: "Sono orgogliosa di te, sei un figlio tutto d’un pezzo. Non ti sei lasciato lacerare di qua e di là!".
Anche a Rosa qualche ben pensante aveva osato affermare: "Siamo a livelli di demenza, per non dire di ingratitudine... Si può ancora fare qualcosa per salvarlo?".
"Non c’è più niente da fare – rispose Rosa – perché la pietra, che gli architetti hanno scartato come inutile, sta costruendo un altro edificio!".
Grazie, Maria, Madre del tuo Figlio, Missionario del Regno. Tu che l’hai portato in grembo nel suo primo viaggio missionario, in visita a Elisabetta. Tu che l’hai seguito fino al "Calvario", senza pensare che qualcosa si potesse fare per salvarlo. Tu che lo hai donato al mondo e sei stata donata da Lui al mondo. Grazie…
Ti immaginiamo nel "Cenacolo", insieme a tutte le madri dei Missionari, in preghiera con coloro che hanno intessuto "vesti candide" per i loro figli consacrati, come Lui, per il Regno di Dio!
P. Luciano Lazzeri