L'AMORE DEL DONO

IMITAZIONE DI CRISTO…

NON CÈ AMORE PIÙ GRANDE

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"Dobbiamo amarci a vicenda e donarci agli altri!"...

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Figlie carissime, amiamo Gesù con tutto il cuore e con tutta l'anima. Siate sempre sorridenti. Sorridete a Gesù nelle vostre pene, perché per essere una vera "Missionaria della Carità" bisogna essere una vittima gioiosa. Quanto sono felice di avervi! Voi mi appartenete tanto quanto mi appartengono le Suore di qui. Spesso, quando il lavoro è molto duro, penso ad ognuna di voi e dico a Dio: «Guarda alle mie figlie sofferenti e per il loro amore benedici quest'opera!». La risposta è immediata. Perciò, come vedete, voi siete la nostra "tesoreria", la "centrale elettrica" delle "Missionarie della Carità".
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Non potendo vedere Cristo con gli occhi, non possiamo esprimergli il nostro amore; possiamo però vedere sempre il prossimo e fare per lui quel che faremmo per Cristo, se lo vedessimo.
Oggi quel medesimo Cristo vive nelle persone emarginate, disoccupate, trascurate, affamate, ignude e senza tetto. Sembrano persone inutili allo stato e alla società; nessuno ha tempo per loro. Sei tu e sono io nella nostra qualità di cristiani - degni dell'amore di Cristo se il nostro amore è vero - che dobbiamo trovarli e aiutarli; essi sono là perché noi li troviamo.
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C'è sempre il pericolo che lavoriamo per amore del lavoro. È qui che il rispetto, l'amore e la devozione entrano in gioco: dobbiamo agire per Dio, per Cristo e questa è la ragione per cui cerchiamo di agire nel modo più bello possibile.
I cristiani sono come la luce per gli altri... per la gente del mondo. Se siamo cristiani, allora dobbiamo essere simili a Cristo.
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Se imparerete l'arte di essere riflessivi, diventerete sempre più simili a Cristo, perché il suo cuore era mite ed egli pensava sempre agli altri. La meditazione è l'inizio di una grande santità. La nostra vocazione, per essere bella, deve pensare continuamente agli altri. Gesù è venuto per fare del bene. La Madonna a Cana si è preoccupata solo dei bisogni degli altri e li ha manifestati a Gesù. Un cristiano è un "tabernacolo" del Dio vivente.
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Egli mi ha creato, mi ha scelto, è venuto ad abitare in me, perché mi ha voluto. Ed ora che sai quanto Dio ti ama, è semplicemente naturale che tu spenda il resto della vita per irraggiare tale amore.
Essere veri cristiani significa accettare veramente Cristo e diventare un altro "Cristo" gli uni per gli altri. Significa amare come siamo amati e come Cristo ci ha amati dalla Croce.
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Dobbiamo amarci a vicenda e donarci agli altri. Quando Cristo ha detto: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare!», non pensava solo alla fame di pane e di cibo materiale, ma pensava anche alla fame di amore. Anche Gesù ha sperimentato questa solitudine. È venuto tra i suoi e i suoi non lo hanno ricevuto e la cosa lo ha fatto soffrire allora e continua a farlo soffrire. Si tratta sempre della stessa fame, della stessa solitudine, del fatto di non essere accettati da alcuno, di non essere amati e benvoluti da nessuno. Ogni essere umano che si trova in quella situazione assomiglia a Cristo nella sua solitudine: e quella è la situazione più dura, la vera fame.
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( MADRE TERESA DI CALCUTTA )