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"Il
nostro cuore domanda di esistere, |
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Dal Cameroun: sguardi di speranza... |
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Yaoundé, S. Natale 2007 |
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| Quello che mi colpisce sempre, di nuovo, è la sensazione che qui le cose durino poco, evaporino con il calore e l'umidità della foresta equatoriale. | ||||
| Eppure dovrei esserci abituato: la prima volta che arrivai qui era il 1992. | ||||
| Ma non c'è niente da fare. Non riesco proprio ad abituarmi a questo "evaporare" della realtà. | ||||
| È una sensazione strana: ti giri un attimo e le cose, le situazioni, le persone, non solo sono cambiate, com'è ovvio che sia, ma proprio non ci sono più. | ||||
| Chi è partito per il villaggio, per farsi curare "all'indigena", e non torna più. Chi parte e non sai nemmeno dove sia andato a finire. Chi non vedi più; chiedi agli amici, e nemmeno loro sanno dirti... | ||||
| Cosi la vera fatica qui, almeno la mia vera fatica, non è tanto quella di abituarsi al clima, al cibo o ad altro, ma a questo svanire della realtà sotto gli occhi. Si fa fatica a costruire, ed a costruire in modo duraturo, stabile. | ||||
| Se poi tenete presente che tutto quello che noi facciamo, è in massima parte legato alla costruzione dei rapporti tra le persone, con le persone, allora potete immaginare quante volte un sentimento di quasi frustrazione possa invadere il nostro lavoro. | ||||
| Eppure non c'è un'altra via, perché senza un minimo di stabilità noi uomini non possiamo vivere, ci disperdiamo, non siamo tranquilli. | ||||
| Occorre avere qualche certezza, ma qui ce ne sono poche, nemmeno quelle più ovvie lo sono, come che tuo padre o tua madre ti vogliano bene. | ||||
| Ma il cuore chiede. Mi impressiona sempre tantissimo questa cosa, che ho riscoperto anche per me. | ||||
| Io non posso arrendermi all'apparenza che la realtà sia un sogno, come diceva Montale nella sua bellissima poesia. E non è una scelta, perché le cose, le persone sono. | ||||
| Mi sono accorto che tutto chiede di essere. Anche le persone: basta guardarle, che qualcuno le guardi, e domandano di essere. Impressionante. | ||||
| Il nostro cuore domanda di esistere, per qualcuno, che qualcuno ci stimi, ci voglia bene. Solo allora viviamo anche noi, esistiamo, e non "evaporiamo". | ||||
| Del resto, io che cosa ho in più di tanta gente qui? Una cosa sola: ad un certo punto della mia vita, ho incontrato delle facce che mi hanno fatto vedere che c'era Uno che mi amava. | ||||
| Di questo io ho bisogno ancora oggi: per questo sento la gente di qui come miei fratelli. Non un discorso quindi, o una mia particolare predisposizione, ma dei volti precisi. | ||||
| Non ho mai atteso tanto il Natale come quest'anno! Bisognoso. | ||||
| A tutti voi, che siete parte di quel Volto misterioso eppur conosciuto, auguro di cuore un Santo Natale. In particolare ai vostri figli. | ||||
| Un grande abbraccio a tutti! | ||||
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P. Marco Pagani |
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| P. S. : Approfitto per aggiornarvi sui nostri amici malati… | ||||
| Il piccolo Jean, il ragazzino di 5 anni sieropositivo, sta bene. Continua la "triterapia" e va alla scuola materna. Ora sorride e dice anche qualche parola. Vi invio una foto sua. È quello con la maglietta rosa. Gli altri sono i suoi amici di cortile. | ||||
| La nostra amica Evelyne (ora la cosa è pubblica anche qui, così posso dirvi il suo vero nome...) ha subìto una mastectomia totale del seno destro. Ora deve fare sia la radioterapia che la chemio. È una donna forte, cosciente del male che ha ed anche di che cosa la aspetta nei prossimi mesi, ma con una grande fiducia in Dio. Chiede e spera. E anche noi. Un'amica mi ha fatto avere dei soldi per le terapie. Se avessi bisogno per lei, chiederò anche a voi.... Ciao! | ||||