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DAL CAMEROUN, P. MARCO PAGANI

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"Possiamo attendere..."

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Yaoundé, 1 Dicembre 2008

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Carissimi,
ieri per noi di "Rito Romano" è iniziato il tempo dell’Avvento.
Mi ha molto colpito la "prima lettura" tratta dal libro del "Profeta Isaia".
Quel grido acuto a "Jahvé", quasi urlato contro:
"Se tu squarciassi i cieli e scendessi!"…
Il popolo ebraico inveisce contro il Signore degli eserciti accusandolo di essere, a causa della sua lontananza, l’origine del male che lo attanaglia.
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«Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
ci avevi messo in balìa della nostra iniquità».
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La descrizione della situazione del popolo è molto simile a ciò che viviamo.
Lì da voi in Europa, dove non si sa più cosa sia la vita e la morte, dove si lascia morire di fame e sete chi altrimenti vivrebbe, e qui da noi, dove interessi particolari, "etnici" e "tribali", economici, creano una violenza che si alza sempre più di livello.
Ciò che sta accadendo nella "Repubblica Democratica del Congo", nella zona del "Kivu", è da questo punto di vista, impressionante.
Scrivevano qualche giorno fa i Vescovi del Congo:
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«Un vero "dramma umanitario", che somiglia a un "genocidio silenzioso", nell’Est del Congo, avviene sotto gli occhi di tutti. I "massacri" gratuiti e su grande scala delle "popolazioni civili", lo "sterminio" mirato dei giovani, gli "stupri" sistematici perpetrati come "arma di guerra": di nuovo una crudeltà di eccezionale "virulenza" si scatena contro le popolazioni locali, che non hanno mai chiesto altra cosa che una vita tranquilla e dignitosa nelle loro terre».
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Così come è impressionante l’"inerzia" di chi dovrebbe aiutare a mantenere la pace e non lo fa. E non solo. Partecipa volentieri ad atti di violenza sulla popolazione "inerme".
Ma, questo male, non è fuori di noi. Ci attraversa. Per questo, se siamo veri con noi stessi, seri con la nostra vita, non possiamo che fare nostro il "grido" di Isaia. Perché, se Lui non viene, che ne sarà di noi, delle nostre vite, della nostra società?
È ragionevole attendere la salvezza da "altro" che da noi.
Ad ogni Natale ci "rimbecilliscono" con la "storiella" che "sono tutti più buoni".
La Storia e la nostra esperienza ci dicono il contrario. Per questo possiamo attendere…
Buon Avvento a tutti!
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P. Marco Pagani