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DAL CAMEROUN, P. MARCO PAGANI

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IL PAPA IN CAMERUN…

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Yaoundé, 11 Marzo 2009

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Carissimi,
qui fervono i preparativi per la visita del Papa, Benedetto XVI, che per il suo primo viaggio in Africa ha scelto, oltre all’Angola, di visitare il Camerun.
Sarà un incontro breve, di pochi giorni. Infatti il Papa arriverà Martedì 17 nel pomeriggio e ripartirà Venerdì 20.
Il motivo principale della sua visita risiede nella consegna all’"Episcopato Africano", che sarà presente per l’occasione con una folta rappresentanza di Cardinali e Vescovi, del "Documento di lavoro" per il prossimo "Sinodo speciale per l’Africa", che si svolgerà a Roma l’autunno prossimo.
Come molti di voi sapranno, il tema scelto per questa Assemblea di Vescovi è: "La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace".
È un tema di stretta attualità.
Anche da voi in Europa, l’Africa riempie le pagine dei giornali solo quando vi sono conflitti in atto, "genocidi", fame, "epidemie" di vario genere.
Nell’immaginario collettivo non credo che l’Africa richiami altro.
In questi giorni, fa notizia per il mandato di arresto della "Corte Penale Internazionale" per il Presidente del Sudan, accusato di "genocidio" nel Darfur.
Sono realtà innegabili.
Qui vi sono problemi enormi da affrontare, che sembrano non avere soluzione.
Quante volte, nel mio piccolo, anch’io mi sono sentito sommergere da situazioni di cui non si riesce ad avere un quadro chiaro, una ipotesi di soluzione, una prospettiva.
Davanti a tutto questo, la Chiesa non ha ricette da proporre. O analisi, per altro necessarie, da mostrare.
In questi mesi, mi sono letto vari "Discorsi" del Papa ai Vescovi africani. Ebbene, in quasi tutti c’è il richiamo ad una grande "comunione" come fattore di progresso.
È come se Benedetto XVI, innanzi al grande compito di "evangelizzazione" e di educazione che la Chiesa è chiamata a compiere, dicesse: dalla comunione, e solo dalla comunione, viene la liberazione.
Troppo facile è cadere nelle analisi, e nelle ricette proposte "ad hoc" dai tanti esperti.
Tutti questi anni, dalle "indipendenze" in poi (più o meno dagli "Anni ’60" quindi...) i vari esperti degli "organismi internazionali" hanno sfornato tutta una serie di consigli, hanno obbligato i Governi africani a seguirli, senza grandi risultati.
Tanti progetti, fatti bene, per carità, ma in cui il grande "assente" era l’uomo africano. Così com’è, non come vorremmo che fosse...
Una delle poche realtà, pur dentro grandi limiti e problemi, che in tutti questi anni ha tenuto, è avanzata, è la Chiesa.
Con i suoi "centri di accoglienza", i ‘dispensari", gli ospedali, le parrocchie, le scuole.
Luoghi non perfetti, certo, ma dove almeno un inizio di umanità differente, si vede.
Luoghi in cui gente di "etnie" diverse lavora assieme.
Dove si curano le persone, senza chiedere a quale religione appartengano.
Dove si insegna un amore al lavoro, allo studio.
Dove si cura la persona.
Qui la gente attende il Santo Padre. C’è quasi un amore istintivo alla sua persona. Non tanto a Ratzinger o Woityla, ma al Papa.
Al "rappresentante di Pietro", che viene qui a guardare la gente, il popolo cristiano di queste terre, che non importa un granché ai "grandi della terra".
Ma al Papa sì. Importa. Interessa. Perché da quando il "Verbo" si è fatto carne, Dio si è unito in un certo senso ad ogni uomo. E questo gli interessa.
Una visita "lampo", breve. Quattro incontri. Uno con i Vescovi, uno con i "religiosi", una grande Messa con il popolo, e poi la visita ad un "centro di handicappati", nella capitale, Yaoundé.
Il dolore. Da guardare, da non evitare. Perché unito a Cristo si può redimere tutto il male che è in noi.
Forse è questo che le gente "sente". L’unico che può raccogliere il dolore, il suo dolore, è Cristo.
Per cui nulla va perso. Corrisponde al desiderio del cuore. Che la vita non vada persa, qualunque vita.
Pregate per noi, che questi giorni possano essere per tutti un momento di crescita nella fede.
Approfitto per comunicarvi che la "RAI" trasmetterà in diretta la Messa del Papa, Giovedì 19 Marzo alle ore 10. E mi hanno chiesto di aiutare nel "commento"... A presto dunque!
Un grande abbraccio a tutti!
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P. Marco Pagani