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E’ andata così, che Padre Rizzieri ad un certo punto, presentando il
pane e il vino, ha fatto un gesto così evidente verso il basso, verso
di noi che stavamo più giù, per invitarci a mangiare e a bere, che
avrei voluto, proprio in quell’attimo, esclamare ad alta voce: “Ho
capito!” |
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Ho capito in quale grande banchetto, tu, Elena e gli altri, stavate
trasformando la fatica e la sofferenza!… |
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Mi sono apparsi i vostri sorrisi nonostante tutto, le vostre risate
nonostante tutto, i vostri gesti leggeri e decisi nonostante tutto, che
sanno trasformare tutto in
pane e vino! |
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Così come quando guardi una farfalla posata su un fiore proprio di
fronte a te: vedi solo una linea scura e ferma… Ma basta un leggero
movimento o un soffio delicato di vento e quella si alza… e inizia a
battere le ali… e a volare…E tu ne vedi i colori danzare e quasi non
ne comprendi la forma…idea di colore…gioia di colore… |
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Ecco è stato così! |
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Grazie per i vostri movimenti leggeri. Grazie per il vento delicato... I
miei occhi pesanti hanno bevuto il colore e hanno assorbito la voglia di
essere gioiosi per quel pane e quel vino!
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Fatica e sofferenza che trovi ovunque, che scavano un po’ il cuore
quando in particolare arrivano da chi ci è più vicino . Quale
leggerezza dell’anima occorre, quale grazia ci vuole per vederci cibo
di vita? Ma la mamma ha
detto nei suoi interminabili racconti che Dio sa cosa ci vuole, che Lui
dà! |
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Un quadro perfetto. |
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Sono ritornata a casa col cuore pieno. Non sono cambiate le mie
difficoltà ma la voglia di leggerezza del cuore mi salva continuamente
e buoni punti di riferimento ce li ho per apprestarmi a gioiosi
banchetti…Pane e vino quando e quanto vorrò! |
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Grazie. Grazie alla mamma per sempre unica; grazie ad Achille, suono di
flauto in tutta la casa; grazie ad Elena, vento di gioia; grazie a P.
Tarcisio felicità verde; grazie a frate Teobaldo per l’attenzione
della sua frase; grazie al Padre serio (non mi ricordo il nome) che
avrebbe una gran voglia di sorridere sempre; grazie a P. Rizzieri i cui
modi un po’ rozzi hanno lasciato passare il messaggio; grazie a P.
Gheddo che ha conservato la semplicità nel sorriso; grazie a Manuela,
visitatrice dal sorriso accogliente; grazie a quell’uomo con la barba
nera, il cui sorriso abbatte i muri; grazie alla donna delle pulizie,
che cambia le lenzuola senza aspettare le scadenze; grazie alla tavola,
apparecchiata di dubbi e di fame di luce; grazie alla chiesa con il
canto di Asha e di Achille e di mamma; grazie agli alberi di limone, di
arancio e di pompelmo per il profumo-conforto; grazie alle strette scale
da salire e scendere tra porte aperte di altre vite; grazie al
crocifisso di legno, con una croce da immaginare; grazie alla
televisione che non funziona bene; grazie alla saletta del caffè piena
di luce e calore, al giardino con l’erba che cresce e al suo
coltivatore, al filo per stendere teso e robusto, ai panni della mamma
sempre stesi al vento e al sole; grazie al cielo, grazie alla casa,
grazie ai cuori che ci abitano e la visitano… |
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…che si possa dire grazie al mio cuore! Al mio cuore che canta! |
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Vi voglio bene. |
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