DAL CAMEROUN, P. MAURIZIO BEZZI
Cari amici,
il centro sociale Edimar, in Camerun, ha meno di due anni di vita. Sono circa
600 i ragazzi (di strada o che hanno fatto la prigione) ad avere come punto di
riferimento il centro. Ognuno arriva col suo carico di sofferenza e di violenza,
ma anche con un grande desiderio di essere amato, di sperimentare rapporti più
umani di quelli che ha vissuto. Il fatto che al centro non si mangia e non si
dorme rende più visibile la libertà di un rapporto che aiuta a crescere, che
fa maturare, perché mette davanti alle proprie responsabilità.
Penso proprio che di passi, piccoli ma reali, se ne sono fatti tanti. È bello vedere ragazzi che, pur timidamente ed attraverso piccole cose, prendono progressivamente consapevolezza di sé.
Ci sono ragazzi di 20-25 anni che imparano a leggere e scrivere al centro. Sono interessanti anche gli incontri per coppie, e per giovani che hanno già figli e che pensano di formare una famiglia.
Direi che Edimar sta suscitando tanta vita per i ragazzi e per l’equipe del centro. È il caso di un nostro giovane amico, che la malattia del secolo, l’Aids, ha strappato dal mondo: è stato assistito da un ragazzo che ha conosciuto in strada e che gli è stato più vicino di sua madre, che da tempo l’aveva scaricato dalla nonna per essere libera di sposarsi. Con i ragazzi di strada parliamo molto, soprattutto di notte, quando andiamo a trovarli nei vari settori della città. Non parlano di sé a chiunque: si aprono a chi hanno visto essergli amico.
Ascoltando questi ragazzi, osservandoli nei loro alti e bassi, od incontrandoli quando sono arrestati, torna nel cuore lo sguardo di Gesù, che guarda la folla con pietà, perché "erano come pecore senza pastore".
È sempre la stessa vita che cresce, da quando Dio si è fatto carne ed ha
posto radici solide in questa umanità!
"Dio reso presenza, compagnia per gli uomini, che non lascerà
più"...
Carissimi amici, il mio augurio è che questo riaccada continuamente nella nostra vita!
P. Maurizio Bezzi
Yaoundè (Camerun)