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DAL CAMEROUN, P. MAURIZIO BEZZI

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Una "compagnia" di amici...

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Yaoundé, Sabato 4 Dicembre 2004

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Carissimi amici,
ogni anno ci troviamo ridestati dall'avvenimento che in realtà è la consistenza della vita di ogni giorno: il Verbo fatto carne che abita tra noi.
È meraviglioso: «Dio che s’è fatto uomo è proprio un altro mondo... Un altro mondo in questo mondo!».
Ci rende pieni di stupore la nascita di Cristo dentro la storia dell’uomo: nasce nella povertà di quella stalla che è la mia vita.
La realtà quotidiana non fa che confermare tutto questo, e soprattutto rinsaldare la certezza che Dio non si stanca degli uomini. Di motivi per stancarsi ce ne sarebbero a migliaia: guardando ciò che succede, non si può fare a meno di constatare che l’uomo ce la mette proprio tutta per rendersi la vita amara e senza senso.
«Non so proprio perché sono nato... Pensavo che nascendo avrei avuto due genitori che mi avrebbero amato. Invece la vita è solo una sofferenza. Non sono mai stato più di due settimane con i miei genitori sentendone l’affetto!».
Così mi confessava Yan, con le lacrime agli occhi, un po’ appartato dal gruppo di ragazzi di strada, in una notte piovosa e non tanto calda.
Questa è la sofferenza comune a tutti i ragazzi di strada che incontriamo al "CENTRO EDIMAR", in strada o nei commissariati. È un grido che dice che il cuore dell'uomo, di ogni uomo, è esigenza di amore, di verità e di giustizia. Un grido che non fa che confermare che la vera emergenza del nostro tempo è un’emergenza educativa.
Si tratta di gente che sta crescendo sulle sabbie mobili, senza poter rispondere con un minimo di certezza alla domanda che fonda ogni rapporto educativo: «Qualcuno mi assicuri che valeva la pena di venire al mondo!».
Molto spesso, alla sera, prima di chiudere il Centro, leggiamo la bella preghiera a Edimar: è bello vedere che tutti, cristiani e non, musulmani o di chissà quale confessione religiosa, restano affascinati dalla figura di questo ragazzo, che tanto assomiglia a ognuno di loro. Una frase di questa preghiera dice: «Che la nostra amicizia sia testimonianza della presenza tra noi del tuo Figlio risorto!».
In questo, qualcuno ha scorto la nostra «magia», chiedendosi perché tanti ragazzi di strada vengono al "Centro Edimar", dove non si dà nemmeno da mangiare per attirarli. La risposta l’ha trovata proprio in questa amicizia che desideriamo offrire.
Con P. Marco, e gli amici che lavorano con noi, si percepisce sempre più chiaramente che solo nell’incontro con una compagnia di amici l’io si ridesta, prende più fiducia in se stesso e fa passi concreti di riconciliazione; come è successo a un ragazzo che ha potuto finalmente parlare con sua madre al telefono (bella invenzione il cellulare da queste parti...!), dopo anni che non si vedevano né si parlavano.
È proprio una cosa dell'altro mondo in questo mondo!
Le difficoltà non mancano e spesso domina l'impressione di « fare un buco nell’acqua », perché la maggioranza dei ragazzi con cui abbiamo a che fare sono molto instabili.
È chiaro che, al di là di tutto quello che possiamo e dobbiamo fare, bisogna avere lo sguardo aperto sul Mistero che abita ognuno, pur dentro la sua fragilità e instabilità.
Da anni ci si incontra al sabato per giocare a calcio con i ragazzi di strada. In un quartiere, poco lontano dal campo di calcio, c’è una piccola grotta della Madonna. Passando dico un’Ave Maria, affidandoli tutti al Suo cuore materno.
A tutti grazie e tanti AUGURI!
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P. Maurizio Bezzi