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DAL CAMEROUN, P. MAURIZIO BEZZI

MISSIONE AMICIZIA

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L'amicizia più grande!

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P. Maurizio, con un suo amico camerunense...

Giocando a calcetto, tutti insieme, in allegria!

Il "Centro Edimar" a Yaoundé, capitale del Camerun,
accoglie ogni giorno centinaia di "ragazzi di strada", offrendo loro... amicizia.

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P. Maurizio Bezzi

("Missionari del Pime", Marzo 2009)

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È  proprio vero che il cuore dell’uomo, quando è provocato dalla verità, non può che reagire e riprendere vita. Nella confusione e nel disorientamento generale è importante richiamare con i fatti l’"emergenza educativa", che non deve essere data per scontata in nessun ambito della società e particolarmente il nostro ("ragazzi di strada" e giovani usciti dal carcere) che ha ripercussioni dirette sulla società, sempre più terrorizzata dalla paura per l’aumento della "delinquenza giovanile".
L’"esperienza educativa" del "Centro Sociale Edimar" appare sempre più come un fatto originale e "controcorrente" nel panorama generale.
Sono in molti a chiedersi: «Perché tanti "ragazzi di strada" (150-200) vengono quotidianamente al "Centro Edimar" se non ricevono cibo, vestiti...?». La risposta l’ha data, senza troppo pensarci, un ragazzino: «Qui troviamo una vera amicizia».
Tutto questo non è assolutamente facile né automatico, perché continuamente bisogna fare i conti con quell’immenso mistero della libertà della persona che non finisce mai di sorprendere. E d’altra parte: «Dio non obbliga l’uomo a essere se stesso se l’uomo non lo vuole» (Don Luigi Giussani).
Cerco sempre di capire cosa passa nella testa di questi ragazzi, ma devo constatare che non è facile lasciare la "vita della strada" con tutte le emozioni che ti dà se non ti senti accolto e amato da qualcuno e, particolarmente, dalla tua famiglia. Un ragazzo mi diceva che non ha mai conosciuto suo padre (esperienza molto comune) e che un giorno in "paradiso" Dio glielo farà incontrare!
Per tanti ragazzi non è facile reintrodursi in un contesto "normale", perché devono superare molti ostacoli: il peso di un passato non facile e i "pregiudizi" dell’ambiente. Capita spesso che si scoraggino quando sono additati come causa di problemi di "ordine sociale" (furti, liti...) in casa loro o nel quartiere. Il "Mistero" di Dio fatto uomo dà continuamente senso e speranza a un’avventura che molti considerano un’inutile perdita di tempo con gente ormai "irrecuperabile". Accolti e amati da un’amicizia più grande, cerchiamo di "dilatarla" nei numerosi incontri quotidiani con ragazzi che spesso, sorprendentemente, ne colgono il senso profondo: «La vostra presenza è importante perché siamo sicuri che poi voi pregate per noi».