ESERCIZI DI SCRITTURA  SULLE MONTAGNE...  DIARIO

Trentino (Val di Fassa), Rifugio Ciampediè: sullo sfondo, il Catinaccio.

La montagna è sempre stata un luogo di "teofanie": cioè di manifestazioni, di incontri con il Signore.
Cercare, con la famiglia, con gli amici, questa bellezza: sentirsi così vicini alle nubi, è un’occasione opportuna per trovarsi, pure, vicini a Dio.
La salita, Signore, è stata dura. Dovemmo caricarci sulle spalle la piccola Maria, perché proprio non ne poteva più. A Giovanni gli pesava tanto lo zainetto che si lamentava ogni due passi su tre.
Ad un certo punto ci fermammo a metà della salita per decidere se ne valeva la pena. Fu Alfonso, coi suoi nove anni appena compiuti, che ci impartì la lezione: "Se non arriviamo fino a su, non sapremo che cosa c’è lassù!". E questo pensiero, Signore, ci ridiede coraggio. Una pausa, un respiro, e avanti!
È stata una somma di sforzi, quelli di ciascuno della famiglia uniti per una causa comune: giungere sulla cima. E alla fine, ce la facemmo!
La piccola Maria voleva solo correre qua e là, ed era felice. Senza saperlo – perché a lei non era costato nulla – intuiva la felicità d’aver raggiunto la meta: "Siamo arrivati! Siamo arrivati!", ripeteva. Marta, mia moglie, una volta ancora, ne approfittò per far riflettere i figli.
I due maggiori, con i loro sei e nove anni, hanno già potuto rendersi conto di quanto sia importante lo sforzo allorché si voglia raggiungere, conquistare qualcosa, come la cima nel nostro caso. Per questo, ora possiamo ammirare ciò che si vede ai nostri occhi: uno spettacolo meraviglioso.
Ti ringraziamo per aver potuto contemplare la Tua bellezza attraverso le cose. E desideriamo far nostra la grande lezione che, senza accorgersi, ci ha dato Alfonso: soltanto quando si giunge alla meta, si scopre ciò che c’è.
Già lo diceva Santa Teresa, parlando di coloro che iniziano il cammino dell’orazione e non continuano: "Molti si fermano ai piedi del monte che potrebbero scalare fino alla cima!". Giammai potremo sapere lo straordinario che sei, Signore, né potremo gustare appieno il tuo amore, se ci fermiamo a metà strada.
Desideriamo, però, anche imparare la lezione che tu desti ai tuoi discepoli: per quanto bene stiamo, qui, sulla cima, non ci è permesso "piantare tre tende", e fermarci per sempre. Dobbiamo ridiscendere e riprendere la vita d’ogni giorno, dopo aver respirato a pieni polmoni, qui, sulla cima... Aiutaci, Signore!

( Dono di Eugenio )