SENTIRSI A CASA TRA I CUORI DELLA GUINEA
È una Domenica d’Aprile, al Pime di
Milano, siamo tutti riuniti, genitori e giovani del cammino, in trepidante
attesa di ricevere quella che sarà la nostra destinazione estiva... Poi, ecco
il mio nome, insieme a quello di Silvia, una ragazza del mio stesso gruppo:
partiremo a Luglio, per visitare le missioni delle Missionarie dell’Immacolata
in Guinea Bissau.
Iniziano così due mesi lunghi ed intensi, trascorsi tra i preparativi e le
tante paure che nascono nel mio cuore, accompagnate comunque dal desiderio di
seguire Gesù, di raggiungere con Lui un luogo sconosciuto, con la speranza di
trovare nuova Luce tra i fratelli che ci accoglieranno...
Sì, partire non solo per portare un aiuto, per imparare ad offrirmi nell’amore:
spero di essere riuscita a dare qualcosa anch’io, ma certo durante il mese
trascorso in Guinea è stato più quello che ho ricevuto. Ogni attimo di questa
esperienza è stato veramente un grande Dono che il Signore mi ha fatto, grazie
ai sentimenti veri e semplici che i fratelli africani hanno continuamente donato
ai nostri cuori.
E la paura? Certo, quando con Silvia, alla Malpensa, abbiamo salutato tutti i
nostri cari che ci avevano accompagnato ed ora ci lasciavano partire,
affidandoci alle Mani del Signore, è stato proprio un salto verso l’ignoto...
Così, volando su ali d’aquila con Gesù, dopo una notte di veglia trascorsa
in aereoporto a Lisbona, finalmente siamo arrivate a Bissau!
E subito, insieme al caldo soffocante ed alla vista di un paesaggio tanto
diverso dall’Italia, ecco ad accoglierci tre delle suore che ci
accompagneranno nella nostra indimenticabile esperienza missionaria: Angela,
Marilena e Maria. Dopo i primi saluti, raggiungiamo la missione di Bissau, dove
possiamo riposarci un po’, prima della nostra prossima partenza: destinazione
Bissorà, dove trascorreremo la maggior parte dei nostri giorni africani.
Aspettando di ripartire, suor Maria ci porta a vedere il mercato di Bandin:
tutti quegli odori, suoni, colori così intensi sono il nostro primo battesimo
della Guinea, come la pioggia insistente che già quella sera ci accompagna
durante il nostro viaggio in jeep con Angela e Marilena. Dopo una breve sosta
alla missione di Mansoa, per salutare le altre suore e telefonare a casa,
tranquillizzando i nostri genitori, eccoci finalmente arrivate a Bissorà!
Bissorà... la nostra casa in Guinea, il luogo dove abbiamo vissuto la nostra
esperienza missionaria insieme alle suore Marilena, Alessandra e Angela, e a
tutti i nuovi fratelli che un giorno dopo l’altro abbiamo conosciuto... Le
mamme e i bambini che partecipano al programma di recupero nutrizionale,
recandosi ogni mattina alla missione per ricevere un pasto completo, che
permetta ai bimbi malnutriti di recuperare peso e di crescere in modo sano... Le
donne che aiutano le suore in questo lavoro quotidiano di accoglienza e visita
dei piccoli malati: Yvonne e Albertina, con Stefano, l’ultimo dei suoi figli,
sempre insieme a lei. Poi Elena, una ragazza che segue i lavori di cucito,
insegnando a cucire, con la sua grande abilità di sarta, alle donne che
partecipano a quest’attività. Tutto il gruppo dei giovani, altri cuori che ci
hanno subito accolto con gioia, donandoci un’amicizia vera e profonda, che va
al di là delle differenze di cultura e di lingua.
Abbiamo imparato qualche parola di creolo, una specie di portoghese africano, ma
il vero linguaggio che ci ha permesso di comunicare è stato quello del cuore:
sorrisi, risate, abbracci, strette di mano... Tanti gesti semplici e veri, che
in Guinea, nella spontaneità dei miei nuovi fratelli, mi hanno permesso di
riscoprire cosa significhi amare sinceramente il prossimo. Ho conosciuto persone
che vivono in condizioni di miseria estrema ed affrontano ogni giornata con la
speranza di arrivare al domani: non possiedono niente, la loro vita è piena di
problemi, eppure sono sempre pronte a donarti un sorriso, una parola di conforto
e di gioia; senza chiudersi nelle difficoltà, testimoniano la grande voglia di
vivere che c’è nel loro cuore.
Questo è il più grande Dono ricevuto in Guinea: ho scoperto che si può anche
soffrire sorridendo, senza arrendersi alla tristezza, cercando di superarla con
un nuovo slancio di vita che ti porta verso il fratello che hai accanto e ti
ama... Insieme a tutti i cuori africani incontrati, anche le nostre suore, che
sempre ci hanno accompagnato ed accudito come mamme e sorelle, hanno continuato
a testimoniarci questo amore vero e profondo. Quell’amore che Gesù ci ha
fatto conoscere vivendo come uomo tra i fratelli, donandoci il suo esempio nella
Parola del Vangelo. Lo stesso che le missionarie cercano di trasmettere al
popolo della Guinea, perché questa gente possa scoprire Gesù attraverso la
loro testimonianza di vita spesa come dono verso il prossimo. Queste donne,
chiamate da Dio, per seguire la Sua Luce hanno lasciato tutto, trovando poi una
nuova casa, una nuova famiglia con cui condividere l’amore che hanno
incontrato in Gesù e che ha loro permesso di compiere una scelta così
importante e coraggiosa...
È proprio grazie alle suore, come ai nostri fratelli africani, se in questo
mese di missione siamo riuscite a sentirci a casa, anche in Guinea. Quando siamo
partite, salutando con qualche lacrima i nostri cari, pensavo che andando via
dall’Italia avrei provato tanta nostalgia. Non avrei mai immaginato di trovare
una nuova famiglia in una terra così lontana... Le mie paure e i miei limiti,
che solo Gesù conosce nel profondo, mi hanno accompagnato anche in questa
esperienza: ma i sentimenti così veri che continuamente ho ricevuto mi hanno
aiutato a vincere ogni difficoltà che sentivo nascere in me. Ho imparato cosa
significa donarsi con gioia, accogliere sempre il prossimo come un amico,
continuare a sperare anche nella sofferenza.
Ringrazio Gesù per avermi permesso di incontrare persone tanto meravigliose: i
fratelli della Guinea, le suore, i padri missionari che abbiamo conosciuto, la
mia compagna di viaggio, con cui ho condiviso paure e speranze. Questi cuori mi
hanno insegnato che l’amore ci accompagna in ogni istante e ci dà la forza di
superare anche l’impossibile, tenendoci per mano e sostenendoci a vicenda con
un sorriso o uno sguardo di fiducia... Ecco la Luce della Guinea: grazie Gesù,
grazie fratelli, per aver donato al mio cuore questa immensa gioia!
Elena Asha.