8 dicembre 2006
IMMACOLATA CONCEZIONE
Gn 3,9-15.20; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38
PIENA DI GRAZIA
Due pensieri semplici su cui basare la meditazione di oggi:
Avete notato che quando l’Angelo saluta Maria la chiama per nome, sì, ma il nome che pronuncia non è Maria? La chiama: PIENA di GRAZIA. "Ti saluto, o piena di grazia". Nel testo greco corrispondente c’è una sola parola: KECHARITOMÉNE, che vuol appunto dire: "riempita di GRAZIA" (CHARIS significa GRAZIA). Poco più tardi, nella piccola discussione che ci sarà tra lei e l’Angelo, questi la chiamerà con il suo nome umano, Maria, ma prima le fa notare che, di fronte a Dio, lei si chiama "PIENA di GRAZIA". Questo è l’appellativo che serve per distinguerla bene nel piano di Dio, perché in questo piano, nella luce di Dio, lei è una persona terrena che ha però uno scopo particolare, diverso da tutti gli altri. La spiegazione è nelle due successive parole: IL SIGNORE E’ CON TE. Tu sei piena-piena della Bellezza e dell’Amore di Dio e l’Amore di Dio ha un nome preciso. Dio non è un’astrazione, un Ente lontano, senza volto. Se pensiamo a quello che verrà dopo, capiamo come si chiama questo Amore di Dio. Si chiama Padre, si chiama Vento divino, cioè Spirito Santo e, diventando uomo, si chiamerà Gesù. Tu, Maria, diventerai la madre di un essere umano che è Dio, diventerai la madre di Gesù. Un "uomo Dio". Questo è il mistero cui pian piano, in preghiera, in silenzio, in sforzo amoroso di unità, possiamo un poco avvicinarci… Questo rientra nel piano di Dio, che è quello di farsi aiutare, di avere collaboratori.
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Noi che siamo stati predestinati ad essere suoi figli e siamo stati chiamati a camminare nelle sue vie - ce lo ha appena detto S. Paolo – siamo anche invitati ad essere suoi collaboratori, a "generare", in quanto Chiesa, il Cristo Gesù nel mondo d’oggi. |
Ma, prima di incaricare noi seguaci, ha incaricato la mamma, Maria. - Vuoi collaborare con me?.
Per diventare uomo, lui – che è l’Eterno -, lui – che è da sempre - aveva bisogno di una donna che gli fosse madre. Ma questa madre se la è formata in modo tale che la sua maternità fosse una maternità perfetta, eccezionale.
Perché potesse diventare "veicolo" incontaminato della divinità, "vaso" contenente quel purissimo unguento che poi profumerà tutto il mondo e che sarà Gesù, Dio ha voluto che Maria già al momento della sua concezione fosse perfetta.
Sin da quando Maria ha cominciato ad esistere nel seno di sua madre, l’ha fatta IMMACOLATA, cioè "senza graffio di peccato", con un’umanità perfettamente in ordine.
Di tutto questo Maria non ha avuto merito, tutto è stato DONO di DIO, perché Dio opera così, DONANDO.
Il suo merito è venuto dopo, quando, diventata cosciente della situazione, l’ha accettata e l’ha messa a disposizione di Dio. Così Maria è diventata "ponte" che ha unito il cielo alla terra.
Eccomi, sono al servizio. Si faccia di me quello che Dio vuole. Dio aveva bisogno di lei perché questa era la strada che aveva scelto per riparare il danno causato dall’umanità precedente e per salvare l’umanità.
Uno dei predicatori dei primi tempi della Chiesa, Giovanni Damasceno, grande innamorato di Maria, in una delle sue omelie mariane che ci sono rimaste, sulla morte e assunzione al cielo della Vergine, mette in bocca ad Adamo ed Eva una serie di lodi bellissime sull’opera salvifica di Maria.
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Subito dopo la morte, lo spirito di Maria viene a trovarsi accanto a Dio ed a quei santi, vissuti nell’Antico Testamento, che Gesù, disceso agli Inferi aveva portato in Paradiso. Riconoscendola, i progenitori Adamo ed Eva, l’acclamano: – Tu, beata, beatissima, ci hai cancellato le pene della trasgressione! Grazie a te siamo sciolti da catene di morte. Noi avevamo chiusa la porta del Paradiso, tu sei la chiave che ha permesso di aprirlo! Così insegna il Damasceno. |
Ma come è possibile pensare a Gesù, che nell’Eternità è con il suo volto di risorto, le sue mani di risorto, il suo corpo di risorto, potesse stare vicino al solo spirito della madre, senza poter abbracciare quel corpo incontaminato che gli aveva dato la vita, senza poter baciare quel volto che aveva tanto amato sulla terra?
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Così, continua il Damasceno con immagini fantasiose che aiutano la nostra fede, dopo tre giorni dalla sepoltura di Maria, Gesù manda gli angeli a prendere il corpo della madre dalla tomba ed a portarlo, risorto, in Paradiso, subito, in anticipo su tutto il resto dell’umanità. |
Perché l’ha fatto? Perché Maria era stata preparata per lui, per generare lui, immacolata. Nulla poteva separare la madre dal Figlio, anche nell’Eternità. Anche noi un giorno riavremo il nostro corpo. Ora siamo in attesa fiduciosa.
Se siamo stati scelti, predestinati, chiamati ad ascoltare il Padre e ad andare nella casa del Padre, non dobbiamo ribellarci, dire di no, voltarci dall’altra parte.
Maria ci dice: Io ho detto SI’, quando sono stata chiamata. Non aveva capito tutto, anzi.
Abbiamo sentito la sua obiezione: Come è possibile questo? Io "non conosco" uomo.
Così Dio ha cominciato a respirare in lei proprio per opera dello Spirito Santo. « E voi - ci dice Maria – fate lo stesso. Per me è stato un attimo. Dite SI’ al Signore e poi continuate a dirgli di SI’, come ho fatto io, per tutta la vita ».
Certe volte il Signore ci chiede cose difficili, certe volte non capiamo, chiediamo e non capiamo perché non siamo ascoltati, ci sembra quasi di essere tormentati da lui. Tentazioni che vengono facilmente. Ma noi leggiamo le cose alla luce di questo mondo, il Signore le legge alla luce dell’Eternità e vede oltre le cose di questo mondo. Maria forse voleva sposarsi, il Signore ha sconvolto i suoi piani, ma si è fidata ed è diventata colei che ha aperto le porte del Paradiso, mettendo le chiavi in mano a suo Figlio. Fidiamoci anche noi.
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Una favoletta fin troppo semplice che serve per rendere più plastica l’idea. E’ la storia di tre alberelli che crescevano in Palestina, con grandi sogni su ciò che sarebbero diventati dopo che, cresciuti, qualcuno li avrebbe tagliati e lavorati. Uno sognava di diventare un enorme e prezioso scrigno per i tesori di un re. Un altro sognava di diventare un elegantissimo mobile per contenere le cose più pregiate di una casata. Il terzo sognava di diventare l’altissimo albero di una grande nave. Che delusione quando, tagliati e lavorati, hanno visto svanire i loro sogni grandiosi! MA…
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E’ una favoletta ma serve per fissare le idee.
Fidiamoci del Signore, sempre. Fidiamoci e ringraziamolo, sempre. Maria ha fatto così.