10 dicembre 2006
II DOMENICA di AVVENTO C
Bar 5,1-9; Fil 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6
È VENUTO PER TUTTI
Per farvi meglio entrare nella meditazione di oggi voglio sottolinearvi poche parole delle letture che abbiamo appena ascoltato.
- Baruc parla a Gerusalemme e la invita a guardare verso oriente: "Vedi i tuoi figli riuniti da occidente ad oriente". Profezia strana perché nell’Antico Testamento si pensava solo al "popolo" che doveva ritornare dall’oriente dove settanta anni prima era stato portato in esilio. Qui si pensa all’occidente. Da tutte le parti del mondo ci saranno figli di Israele. "Dio mostrerà il tuo splendore ad ogni creatura sotto il cielo: annuncio di qualcosa di universale che non è nel concetto proprio del popolo ebraico.
- Parlando ai Filippesi, suoi intimi amici, Paolo li ringrazia per la loro diffusione del Vangelo, ma li invita anche ad un accrescimento della loro conoscenza religiosa e della loro carità e disponibilità verso tutta l’umanità.
- Ed il Vangelo? E’ diviso in due parti. Sembra più collegata all’annuncio di universalità delle prime due letture la seconda parte, che presenta il Battista con le parole di Isaia: - Voce di uno che grida: preparate la via del Signore… ogni burrone sia riempito… i luoghi impervi siano spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
La prima parte sembra a sé stante e subito verrebbe da chiedersi: cosa c’entrano con l’annuncio del Vangelo i sette personaggi storici citati: Tiberio, Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo, Lisània, Anna e Caifa? Perché questi accenni? La risposta è semplice. Luca, dei quattro evangelisti, è quello che dichiara all’inizio del suo Vangelo di aver fatto ricerche storiche.
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Vuole precisare che Gesù è davvero esistito, è il Dio eterno che ad un certo punto della storia, ben preciso, si è incarnato ed è venuto in terra, entrando nella storia. Le precisazioni di Luca sono "chiodi" che fissano il Vangelo alla storia del tempo. |
Il Dio invisibile è vissuto sulla terra in quel tempo, con quella gente, con quella mentalità ma è VENUTO PER TUTTI, per essere conosciuto da TUTTA L’UMANITA’.
- Il Signore entrato nella storia ci invita a chiederci: Il Signore adesso è ancora, realmente, nella storia? Le persone che allora, in Palestina, erano intorno a Gesù non erano molte. C’era qualcuno che parlava apertamente: Convertitevi, cambiate vita! E oggi? Mi sembra di poter fare una piccola meditazione continua a considerare il momento storico di oggi.
Se Gesù è venuto nel mondo e poi se ne è andato, è perché ha lasciato a noi il compito di portarlo nel mondo, di essere suo SEGNO, di farlo ancora vivere nel mondo.
Cerchiamo noi di far sì che Gesù sia ancora presente nel mondo attraverso la nostra attività? Non importa se siamo pochi o se siamo molti. Nel momento in cui la Chiesa si accorge che siamo in molti dice: "Glorifichiamo Dio". Nel momento in cui la Chiesa si accorge che siamo in pochi deve dire: "Siamo SEGNO di DIO!", ricordando che Gesù aveva detto: SIETE un piccolo GREGGE; SIETE un piccolo SEME che messo nella terra deve morire, affinché cresca la pianta. Gesù è morto prima di risorgere.
I momenti di contrazione, i momenti di difficoltà in cui si diventa piccoli piccoli non devono scoraggiare. Sono PREPARAZIONE alla CRESCITA.
Nella storia le cose si ripetono. Questo si sta realizzando già da duemila anni, questo era già stato annunciato dall’Antico Testamento.
L’insegnamento principale di Gesù, che Dio è PADRE, ci dà forza e speranza. Abbiamo speranza, che è certezza, che un giorno lo vedremo. Questa speranza dobbiamo inserirla e viverla nella vita della CHIESA. Anche se siamo pochi, siamo forti se siamo uniti e partecipi della Chiesa, che non è altro che il Corpo di Cristo che continua incarnato nel mondo e deve essere portato nel mondo.
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CHI VUOLE AVERE DIO PER PADRE DEVE AVERE LA CHIESA PER MADRE – dice Cipriano che ha scritto proprio un documento sull’unità della Chiesa. "Habere non potest Deum patrem qui Ecclesiam non habet matrem". |
Oggi la Chiesa è in una posizione fantastica, magnifica, grandiosa. Sino a cinquanta anni fa c’era molta gente che non sentiva mai parlare di Gesù Cristo. Oggi tutti – o quasi tutti – l’hanno sentito nominare. "Voce di uno che grida nel deserto "… Allora era il Battista. Oggi è la voce di "uno" che andava continuamente nel mondo, è la "voce" di uno che va nel mondo; e questo "uno" è il rappresentante di una religione che vuole parlare di un Dio che è Padre, che presenta Cristo all’umanità. E’ il Papa, che è andato a pregare in una organizzazione religiosa diversissima, che onora Gesù Cristo, ma solo come uomo. E’ andato nel loro luogo di culto, a pregare con questa gente, ad abbracciare questa gente.
E’ il Papa che va a tutte le Chiese anche non obbedienti a lui e dice: Mettiamoci d’accordo per diffondere il nome di Gesù nel mondo d’oggi.
E’ una straordinaria occasione che la Chiesa ha oggi. Noi a volte ci lamentiamo perché siamo pochi. Sì, siamo pochi, siamo in calo, perché quelli che credono a metà si raffreddano, si allontanano, ma quelli che ci credono, quelli che ogni settimana, anche ogni giorno si nutrono del Corpo di Cristo, questi sono il nucleo forte, il seme che il Signore sta preparando.
E le altre religioni? Perché siamo così diversi?
Sembra una difficoltà ma non è una difficoltà. Non è altro che l’indicazione chiara che noi dobbiamo realizzare: portare Cristo nel mondo d’oggi, non in un mondo d’oggi ideale, ma nel mondo d’oggi così come è, tenendo presente di ciò che avviene nel mondo, nel rispetto delle diversità nel modo di cercare Dio e di salire verso Dio.
Ci sono tanti sentieri che portano a Dio, più o meno tortuosi, ma tutti convergeranno, un giorno, e tutti ci troveremo insieme a far festa con il Signore, nel monte del Signore, e tutti ci accorgeremo che c’è lo stesso Dio. ..
Ci sono figure bellissime, in Isaia che parla tre volte di questo monte, di questa festa:
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« Alla fine dei giorni / il monte del tempio del Signore sarà elevato sulla cima dei monti… ad esso affluiranno tutte le genti » (Is 2). « Il Signore preparerà su questo monte / un banchetto di grasse vivande per tutti i popoli / di vecchi vini / di vini raffinati » (Is 25). « Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue… ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli – dice il Signore » (Is 66). |
Il Cristianesimo è rispettare tutti e aiutare tutti a raggiungere il monte. Un giorno ci incontreremo su quel monte e là ci saranno tante persone che hanno cercato Dio per sentieri diversi. La parabola del giudizio non è fatta tanto per noi, quanto per gli altri, che non lo sanno. Il Signore vuole salvarci tutti. Il SIGNORE E’ VENUTO PER TUTTI.