31 dicembre 2006
Sacra Famiglia C
1 Sam 1,20-22.24-28; 1 Gv 3,1-2.21-24; Lc 2,41-52
FAMIGLIA AL SERVIZIO DEL CORPO DI CRISTO
C’è qualche cosa di difficile in questo brano. Un Gesù a tutta prima vien da dire un po’ sbarazzino. A dodici anni non so se erano più sviluppati i dodicenni di duemila anni fa o quelli di oggi. Gesù che si stacca dai suoi non viene capito. I genitori non capiscono e con ragione. "Io devo occuparmi delle cose del Padre". Egli sapeva, ma voleva capire meglio, perchè aveva messo da parte la sua divinità, perchè altrimenti sarebbe stata una finzione fare cose umane sapendo tutto. La sua divinità non era nella sua coscienza. Il suo cervello umano si sviluppava: lo dice l’evangelista "cresceva in età, sapienza e grazia". Con sapienza piano piano capiva le cose davanti a Dio, quindi una cosa vera interna e anche davanti agli uomini. Dimostrava di avere la sapienza, la sapienza di dodici anni, evidentemente, forse intelligentissimo, un ragazzo prodigio, d’accordo, ma sempre di dodici anni. Difatti risponde qualche volta ai Dottori ma anche interroga, indaga, perchè sapeva ma non tutto.
Gesù prima di avere la rivelazione completa nel battesimo cercava, voleva progredire. Penso che Maria piano piano, ragionando un pò con Giuseppe, avrà capito qualche cosa di più. Perciò queste cose se le serbava nel cuore. Allora questo mistero mi dice: è Dio che si avvicina e vuole che noi comprendiamo non come un lampo. In certe occasioni vuole che ci meditiamo su e nel mistero ci inoltriamo, ci inoltriamo come in una foresta buia dove non si vede niente, ma pian piano una certa strada la si trova; è la strada che ti porta a fare le cose di Dio. Ma bisogna ascoltare certe parole. Tra l’altro queste parole che dice Gesù… "Ma non lo sapevate?"… Eh no, no, Maria e Giuseppe non lo sapevano ancora in modo completo.
Anche noi dobbiamo dirlo: Ma, Signore, in modo completo non lo sappiamo; ti veniamo dietro per vedere che cosa Tu ci suggerirai, piano, piano, mentre Tu cresci anche noi vogliamo crescere. Non dobbiamo pretendere di capire tutto di colpo. Il mistero è fatto così, ci si entra dentro a poco a poco. Più si entra dentro più ci si trova gusto e più si riesce veramente a respirare. Come? Vivendo le cose normali della vita. Lo sapete che il maggior numero di preghiere nostre sono richieste di miracolo: Signore fammi guarire, Signore non farmi morire, Signore aiuta quella persona, Signore..... ma chiediamo dei miracoli. A volte il Signore fa anche i miracoli, ma normalmente Lui vuole che noi abbiamo fiducia. Avere fiducia vuol dire accettare la vita così com’è. La cosa più normale è vivere bene la nostra vita di famiglia.
Ecco perchè la Chiesa, affinché non ci inganniamo, celebra la festa della Famiglia. Quale Famiglia? Quella, era la famiglia perfetta, anche con le loro difficoltà. Questa è una crisi, l’unica che ci racconta Luca. Matteo ne racconta un’altra. Matteo racconta che subito dopo la nascita di Gesù un Re voleva ucciderlo e allora qui c’è un miracolo: un sogno; "Giuseppe va’ in Egitto", ma è un miracolo fino a un certo punto; per Gesù si opera un miracolo, ma per tutti gli altri poverini che vengono uccisi? Noi diciamo poverini guardando dalla parte di qua, però l’altro ieri abbiamo fatto la festa dei Santi Innocenti che senza accorgersene sono andati in Paradiso, perchè sono stati i primi martiri di Gesù Cristo: hanno testimoniato la presenza di Gesù. Crisi di famiglia; cosa avran pensato Maria e Giuseppe quando subito appena nato, nato così stranamente, nato fuori casa, nato in una grotta hanno dovuto di nuovo scappare? Non si va neanche a casa. No, no, in Egitto! Come hanno fatto a sopravvivere in Egitto? Questo non lo si sa, non ci viene raccontato; perchè qui si va avanti con delle rivelazioni. Poi dopo un po’: "Torna a Casa Giuseppe, non a Betlemme, torna a casa a Nazareth dove abitavate prima".
Le famiglie di oggi ne hanno delle crisi? Qual é la famiglia che è senza crisi? Qual è la famiglia dove tutti stanno bene? Qual é la famiglia dove non c’è un parente che abbia un matrimonio interrotto? Dove non c’è una ragazza che si è sposata e poi è rimasta sola? Dove non c’è qualcuno che abusa di quell’amore chiamando amore tutte le cose peggiori che ci sono in questo mondo, sfruttando quanto di più intimo, quanto di più sacro c’è nella creazione umana?! Dio ha messo a nostra disposizione la sua capacità di creare; l’ha data a marito e moglie. Quanti sfruttamenti del sacro umano! E poi le crisi che vengono dopo perchè poi le cose non possono andar bene, poi succedono delle cose dopo poco tempo o dopo molto tempo. Noi non sappiamo il perchè, però dobbiamo dire: Signore tu vuoi l’equilibrio. Se noi non siamo capaci a vivere l’equilibrio a qualcuno questo squilibrio, poi gli rovina la vita. Dio non interviene col miracolo per fare la pace. La dobbiamo fare noi la pace nella vita di famiglia. Dobbiamo chiuderli noi tutti i baratri che si creano oggi nella vita di famiglia. Dobbiamo fare qualche cosa, non soltanto dicendo: Signore mettici una pezza!
E se abbiamo desiderato morte dobbiamo dire: Signore ora vogliamo vita. E se abbiamo desiderato piacere a vuoto dobbiamo dire: Signore castigaci Tu, castigaci Tu perchè abbiamo voluto soltanto piacere e non dono di amore. Se non c’è ordine voluto da noi poi l’ordine viene per legge di natura. Disordine è quello che noi chiamiamo morte, quello che noi chiamiamo malattia, quello che noi chiamiamo abuso. Ma anche se piano piano poi le cose si mettono a posto, qualcuno la deve pur pagare. Non è una vendetta, è la necessità che le cose siano sistemate.
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Giovanni Crisostomo , uno dei grandi predicatori dei primi tempi dice: "La famiglia è una piccola Chiesa". Egli sta commentando l’epistola agli Efesini di S. Paolo che dice: ma lo sapete che la Chiesa è un mistero perchè marito e moglie rappresentano Cristo e la sua Chiesa. |
Ma… ce la sentiamo veramente, mariti; ce la sentiamo, mogli; ce la sentiamo, giovani o vecchi non sposati… ce la sentiamo di dire: Io rappresento Cristo, mio padre ha rappresentato Cristo ed io sono contento di aver visto mio padre, di aver visto mia madre a questo modo perché anch’io sono dentro a questo mistero? Ce la sentiamo di dire che VIVIAMO IL MISTERO DI DIO?
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Il calore delle persone che si vogliono bene è il calore di Dio Padre che si fa sentire fin qui. Il calore, l’affetto, lo scoppio di amore del Padre è diventato GESU’ CRISTO. Lo SPIRITO SANTO è proprio il FUOCO del Padre che manda sulla terra il suo calore. |
Ma, gli diciamo GRAZIE perchè questo fuoco ora arriva fino a noi? E noi formiamo la Chiesa: la piccola famiglia è una piccola Chiesa. Chi è a posto completamente sotto questo aspetto? Tentiamo! E’ questo l’invito che ci fa il Signore.
Come? Ci vuole qualcosa di gratuito e pratico. La qualità principale che ci ha messo il Padre è la GRATUITA’. Ha donato senza chieder niente e aspetta; non chiede, ma aspetta. Vuoi essere come il Padre? Vuoi partecipare alla vita di famiglia del Padre? Sii anche tu capace a fare cose gratuite. Cos’è il volontariato di oggi? E proprio questa gratuità che si fa vedere. Non è il tirare fuori una moneta o una banconota: ne abbiamo troppi soldi in tasca. Ma non sono questi che ci mettono in ordine. Ci mettono in ordine le nostre fatiche, le nostre attenzioni, le nostre puntualità, i nostri orologi che ci dicono: E’ l’ora di andare!… devi andare da quella persona!… devi telefonare a quella persona!… devi fare attenzione!… devi prenderti degli impegni!… gratuitamente! perchè il Padre ha donato gratuitamente. Allora noi viviamo e salviamo la vita nostra, la vita della nostra famiglia, la vita delle famiglie che ci stanno vicino; così impegnandoci veramente. L’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, termina con un invito: l’invito della Chiesa e dello Spirito. La Chiesa viene chiamata la sposa, lo Spirito Santo viene chiamato lo sposo; "lo sposo e la sposa pregano: vieni Signore Gesù". Perchè Gesù sia presente bisogna che noi formiamo Chiesa, ma la formiamo non organizzandoci soltanto, ma formiamo Chiesa vivendo la spiritualità di Dio che viene in noi. Allora viene il Signore Gesù. Allora mette pace nel mondo. Allora si può veramente dire: Sì, noi siamo coloro che formano il corpo di Cristo.
Vi cito un altro Padre della Chiesa della stessa età di Giovanni Crisostomo: questa volta è Sant’Agostino. In una sua lettera, la lettera n. 31, dice che quando ha sentito che un suo amico, si chiamava Paolino da Nola, che credeva la sua famiglia una parte del corpo di Cristo, Agostino è stato preso da una ossessione: da quel momento non è più stato capace a pensare al mondo, a Dio, alla Chiesa senza questa ossessione.
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Io formo un pezzetto di Cristo, io sono un pezzetto, un membro del corpo di Cristo . Lo sapeva, ma lo sapeva in teoria… Quando ha visto che c’è un amico sposato, Paolino e Terasia… e sapevano che insieme davano vita, davano calore, davano affetto al corpo di Cristo…. |
Allora ha detto: E io? E io che non sono sposato lo voglio dire agli altri, comincio a dirlo agli altri con entusiasmo, con passione, con calore, con affetto.
Mettete caldo, io lo dico a voi adesso, nel corpo di Cristo. Mettiamocelo tutti questo affetto che dobbiamo vivere nella nostra vita se abbiamo la famiglia; se non abbiamo la famiglia nel nostro affetto verso i nostri genitori, perchè dobbiamo mantenerlo l’affetto; se abbiamo dei figli, nei figli nei quali abbiamo seminato la parola di Dio, ma seminiamo la parola di Dio non la parola della convenienza, per il risparmio della sofferenza, ma l’invito al sacrificio che ci vuole per vivere veramente. Mettiamocela gratuitamente perchè qualcun’altro impari a vivere gratuitamente per formare questo corpo di Cristo che vuole ancora farsi vedere, che vuole ancora salvare il mondo attraverso questa vita, questa testimonianza, questa presenza visibile di Dio.