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4 febbraio 2007
V Domenica T. O. C
Is 6,1-2°.3-8 1Cor 15,1-11 Lc 5,1-11

SPIRITO D’ASCOLTO

Se il brano di vangelo non fosse stato preceduto dalle prime due letture, forse l’immagine che più ci avrebbe colpito sarebbe stata la ‘pesca miracolosa’. Ma, se ci pensiamo bene, non è poi un fatto così straordinario che prima i pesci non c’erano e poi un branco passasse proprio vicino alle reti di nuovo gettate. Tutt’al più straordinaria è la ‘sicurezza’ di Gesù.

Alla luce delle altre letture, invece, quello che colpisce è che Gesù, quando ha finito di predicare sulla riva, sale sulla barca e continua a predicare. Poi, c’è l’episodio della pesca raccontato piuttosto frettolosamente,ed infine l’invito preciso:

"Vieni con me: hai ascoltato la Parola; imparerai a presentarla. Diventerai pescatore non di pesci - quello è un segno,come segni sono tutti i miracoli di Gesù- ma di uomini. Io ti do la rete, te la metto dentro - si chiama Spirito Santo, grazia di Dio, coraggio, forza, capacità di testimoniare".

Questo vangelo comincia con la Parola –stava presso il lago di Genazaret e la gente gli stava intorno per ascoltare la Parola di Dio- e alla fine termina –lasciarono tutto e lo seguirono, non per pescare di più, ma per imparare a ‘pescare uomini’.

Un apologo racconta di due giovani amici che insieme riuscivano a fare della musica meravigliosa: l’uno cantava, l’altro suonava la cetra. Ma un giorno quello che cantava rimase quasi muto, a seguito di una malattia alle corde vocali. L’altro cercava di suonare lo stesso l’arpa, ma non riusciva ad emettere che un semplice strimpellio. Soltanto insieme riuscivano a sostenersi a vicenda per dare vita ad una vera armonia musicale. Così, rovinate le corde vocali dell’uno, l’altro decise di buttare via anche la sua cetra che da sola non serviva più.

La vita di famiglia, in fondo, è qualcosa di simile.

Una triste storia vera: una bambina, diventata adolescente, si comincia a comportarsi in modo strano. Rincasa tardi, molto dopo la fine delle lezioni. Non studia più come al solito, E’ triste e distratta. Vorrebbe parlare con la mamma, come ha sempre fatto fin da piccola, ma la mamma non le dà il tempo, perché continua a sgridarla severamente ‘perché la minestra si è freddata’, ‘perché è svogliata nello studio’, ‘perché fuori ci sono tanti pericoli’. Ma un certo giorno, la ragazzina di soli quattordici anni tenta addirittura il suicidio. In casa lascia un biglietto. "Mi ammazzo perché nessuno mi ascolta. Sono rimasta sola, tanto vale morire!" Una corsa disperata all’ospedale; riescono a salvarla. Cosa era successo? Una prima delusione d’amore, la mamma distratta, non ce la poteva fare da sola… "Bambina mia, perché non ti sei confidata con me?" chiede angosciata la mamma.

"Mamma, ho sempre cercato di parlarti, ma tu mi parlavi solo di minestra , di compiti, di tempo perso, di pericoli e non mi hai mai invitato a dirti cosa avevo nel cuore".

E’ difficile ascoltare, ma bisogna sapere ascoltare.

Dio ci parla sempre, qualche volta direttamente, qualche volta attraverso i fratelli, attraverso i figli, attraverso i meno capaci, attraverso quelli che riteniamo inutili nel mondo, anche attraverso i bambini.

La vita di famiglia è calore, ascolto, tenerezza.

Il Signore ci dice: ascolta la Parola, ma la Parola non è quella teorica, quella dei libri, neanche quella del libro della Sacra Scrittura, è quello che c’è attorno alla Scrittura, è il cuore di Dio : ascoltalo! Ascolta quello che ti dice personalmente.

Oggi siamo immersi in troppo chiasso e ne siamo ubriacati . Riflettiamo al tempo occupato inutilmente, pensiamo alle serate passate dinanzi alla televisione: quanti spettacoli tutti uguali in cui c’è qualcuno – carabinieri, polizia, medici - che ‘cerca’ qualcosa che alla fine trova in maniera assolutamente prevedibile: i tecnici scoprono tutto, gli indagatori trovano i colpevoli, i suicidi vengono conosciuti nei loro problemi, profondi, ma ormai è tutto finito.

In una lettera (la numero 31) Sant’Agostino scrive ad un suo amico –Paolino da Nola- che dopo aver letto il suo Carme sulla vita di famiglia ha capito una cosa che per Agostino sarebbe stata fondamentale : che noi costruiamo il Corpo di Cristo sulla terra. Paolino, che era sposato con Teresia, in quel carme scriveva infatti che con il calore della famiglia, con l’affetto manifestato, con la gentilezza e con l’unità della vita di famiglia noi ci uniamo e formiamo il Cristo Gesù. Sì, perché il Signore Gesù –dice nel carme- si è affidato proprio a noi e allora voi che vi state sposando – sta scrivendo un epitalamio per il futuro matrimonio di due amici- voi formate il Cristo.

Questa affermazione ha colpito talmente il grande maestro S.Agostino che poi presenterà e sosterrà la possibilità da parte di tutti di costruire il corpo di Cristo, attraverso le nostre attenzioni, il nostro spirito di ascolto, il nostro modo di presentarci.

Che il Signore ci aiuti veramente a conoscere, a fare attenzione perché ci ha detto che noi siamo incaricati di portare attraverso la nostra vita, la nostra attenzione, la nostra tristezza, i nostri rimproveri, i nostri silenzi, i nostri incoraggiamenti, le nostre parole Gesù con la sua Parola, e siamo incaricati di unirci vicendevolmente per formare il Cristo incarnato.

Non leggo per voi oggi qualche pagina di giornale: Ci si ubriaca anche di calcio; buttatelo via; ci si ubriaca di spettacoli; buttateli via.

Pensate piuttosto se ieri sera avete detto le preghiere prima di addormentarvi, o se stamattina avete messo nelle mani del Signore la vostra giornata.

Se l’abbiamo fatto , non ci dobbiamo spaventare più della violenza di cui leggiamo sui giornali. Sono fatti che ci impressionano più di altri perché sono vicini a noi, in Italia. Ma c’è di peggio: in Africa, nel Medio Oriente e in altre parti del mondo.

Un morto in Italia ci impressiona di più, ma nel mondo intero c’è violenza.

Perché? Perché non sappiamo presentare in un modo efficace la presenza di Gesù.

Allora tocca a noi.

Non andate dall’altra parte del mondo, rimanete a casa vostra e, presentando il vostro spirito d’ascolto, ringraziate il Signore e costruite la sua presenza.