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18 febbraio 2007
VII DomenicaT. O. C
1Sam 26,2.7-9.12-13.22-23 1Cor 15,45-49 Lc 6,27-38

DALL’UOMO DI TERRA ALL’UOMO DI CIELO

Gesù ci dice di amare i nemici, di trattare bene quelli che ci maltrattano, di pregare per coloro che ci fanno del male. ‘Roba da matti’ –ci viene da pensare!

E’ impossibile! Sì, è vero, è impossibile se pretendiamo di farlo da soli, con le nostre normali forze. Dentro ciascuno il Signore, creandoci, ha messo forze egoistiche che ci portano ad agire naturalmente per migliorarci in quello che c’è già di buono e a difenderci da quello che c’è di cattivo attorno a noi. Ma dentro ciascuno il Signore ha messo anche un altro istinto: quello che ci spinge a stare in gruppo, a riunirci per aiutarci reciprocamente. Ma anche in questo c’è qualcosa di egoistico, nel senso che l’aiuto è dato e ricercato se c’è reciprocità, mentre c’è ribellione di fronte ad un male ricevuto.

Questo, in maniera molto semplicistica, è nella natura umana: facciamo del bene a chi ci fa del bene e del male a chi ci fa del male.

A questo proposito S.Paolo parlava dell’ uomo fatto di terra , intendendo con questo proprio la natura umana.

C’è qualcosa però al di sopra della natura, per cui S.Paolo proseguiva dicendo che dal cielo è venuto qualcuno ad insegnarci qualcosa di più, per completare, per abbellire, per elevare la nostra natura umana: ‘uomo di terra’ sono io con i miei istinti , uomo celeste è l’uomo del cielo, il soprannaturale, la grazia di Dio venuto per completare, rendere migliore, elevare la nostra natura umana.

Lo so, forse sempre, certamente oggi, la nostra parte animale –di terra- è messa a nudo quasi completamente: molti si arrendono dicendo: "Siamo fatti così, quindi dobbiamo fare così; se tentiamo di ribellarci facciamo degli sforzi inutili, quindi comportiamoci seguendo l’istinto".

Ma l’istinto ci porta sì ad amare, ma in modo egoistico: "Io ti dono amore se tu mi dai altrettanto amore" e sotto l’etichetta ‘amore’ si trova di tutto.

Noi non vogliamo giudicare gli altri, ma dobbiamo essere consapevoli di aver ricevuto una grazia particolare da Dio, se abbiamo capito che siamo fatti per imitare Dio.

Gesù ci diceva: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre che è nei cieli".

Anche questo sembra ‘roba da matti’: come posso pretendere io di essere uguale al Padre Dio infinito?

Gesù mi dice: "Tendi ad avvicinarti a Lui". Non ti scoraggiare, fa’ quello che puoi. Ma con impegno. Ognuno di noi, se accetta la parola di Dio, deve imitare il Signore Gesù.

Da bambino avevo imparato a fare le ‘girandole’: con del materiale rigido ma flessibile ritagliavo i raggi, poi li ripiegavo uno sull’altro, l’ultimo su se stesso e dopo averli colorati con i colori più diversi. Mi divertivo a soffiare e farla girare. Se poi correvo e c’era un po’ di vento girava così forte che non si vedevano più né i raggi e neanche i colori: si vedeva solo il bianco, come se tutti i colori si mescolassero insieme fino a sparire.

Recentemente ho letto un libro di uno dei maggiori teologi contemporanei Urs Von Balthassar "La verità è sinfonica". L’autore dice che la verità non ha una sola faccia, ma è fatta di tante voci, di tanti suoni ( io dico di tanti colori ), basta metterli insieme e si ottiene la quasi perfetta conoscenza della verità. Se ne prendiamo una sola, diventiamo degli estremisti, se prendiamo solo una parola, una affermazione, una parte della verità, esageriamo e ci allontaniamo dalla normalità della gente. Se la mettiamo tutta insieme, riusciamo ad ottenere non una mediocrità, ma un avvicinamento al vero.

Ognuno di noi è capace a fare qualcosa di eroico nel suo campo: c’è chi è capace nella famiglia, chi nello studio, chi nel fare silenzio: ognuno riesce a completarsi, basta essere capaci a mettersi insieme.

E’ venuto addirittura il Signore Gesù per insegnarci a metterci insieme, addirittura insieme a lui!

Per ottenere la verità non bastano i nostri istinti, le nostre occasioni, le nostre collaborazioni. Ci vuole la collaborazione dello Spirito Santo.

Le cose impossibili a noi diventano possibili con la grazia di Dio. Così nel mondo, se c’è del marcio, dell’esagerazione, dell’egoismo, noi possiamo in qualche modo completare la vita umana mettendoci quello che di buono il Signore ci dice.

Lui è venuto dal cielo, dall’eternità e lo ha fatto per amore, per misericordia: ha voluto bene a noi anche se ci siamo già comportati male; ha voluto bene all’umanità anche se l’umanità crede di risolvere spesso i problemi con la guerra, annunciando il male.

Se l’umanità ancora oggi cerca di risolvere i problemi con l’istinto, con la violenza, mettendo in evidenza solo il proprio problema, mettiamocelo noi quello che manca.

Dal cielo, da Dio Padre è venuto proprio per misericordia, proprio per volerci bene, per venirci incontro e poi ci dice: "Fate anche voi" -quello che siete capaci, quello che riuscite, coraggio! Anche se quello che ognuno di noi riesce a fare non è tanto visibile, non importa: serva comunque per andare aventi. Veramente.

Da bambino abitavo a Sampierdarena, subito dietro via Cantore. A volte la mattina presto mi svegliavano i rumori che venivano dalla strada. Domandavo alla mamma che cosa stava succedendo e lei mi invitava a continuare a dormire, perché erano solo i carri dei lattai che rifornivano i negozi. Di giorni poi guardavo i carri tirati dai cavalli e mi piaceva guardare quella lampada che penzolava sotto il carro. Di giorno era spenta, ma mi immaginavo che la mattina presto, quando li sentivo passare sul selciato, sicuramente la lampada era accesa per illuminare la strada al cavallo che tirava il pesante carro. Certo la luce sicuramente sarà stata un po’ offuscata dall’ombra che le zampe e gli zoccoli del cavallo, ma era sufficiente per poter camminare con una qualche illuminazione.

Ebbene: ognuno di noi il suo lampioncino ce l’ha. Acceso dallo Spirito Santo.

Noi crediamo allo Spirito santo; noi crediamo nella bontà di Gesù.

Gesù è venuto per questo, per darci una mano, per farci vedere: "Come ho fatto io, fate anche voi." Ci dice. "Io non ce la faccio a fare tutto". "Fa quello che puoi, ma cerca di risolvere il problema di questo mondo mettendo il tuo lampioncino. Non si vede mica tanto, ma tu va avanti e fa in modo che qualcuno insieme a te vada avanti lo stesso".

Non ci dobbiamo scoraggiare.

Amate, portate amore nel mondo.

Quando S.Agostino commenta la lettera di S.Giovanni che dice che "Dio è amore" scrive:: "Tu ama e poi fa quello che vuoi". E continua Agostino: "Se tu parli, parla con amore, se tu taci, taci per amore, se tu rimprovi, rimprovera per costruire amore" e conclude il pensiero: "Alla radice di tutte le tue azioni, di tutto il tuo essere, ci sia soltanto l’amore".

Non è facile, ma cerchiamo di radicarci sempre meglio per portare luce, per essere degni di quel Dio che è amore, per poter camminare verso di lui e raggiungerlo con la sicurezza che le nostre azioni sono azioni celesti –mi diceva S.Paolo- sono azioni divine –mi dice la Chiesa di oggi- sono azioni che portano nel mondo la vera, autentica presenza di Dio.