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1 aprile 2007
Domenica delle Palme e della Passione del Signore C
Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Lc 22,14-23,56

DALLA CROCE LUCE SUL MONDO

Oggi c’è molto buio nel mondo. Alcune luci si sono spente, molte luci si sono attenuate. E’ un buio nella civiltà.

Si sono persi molti valori, non si è più capaci a dire cose chiare che vengano colte nel loro reale significato. Raramente si riesce a fare un discorso equilibrato e tranquillo. Continuamente si sentono discorsi di contraddizione, di incertezza, di insoddisfazione. Continuamente si pensa o si parla male degli altri, di ciò che ci accade, di ciò che ci circonda. Vedete, anch’io in questo momento sto mettendo in evidenza molti aspetti negativi; è troppo facile fare questi discorsi. Purtroppo è così. Questa è la civiltà della divisione, dell’incapacità di mettere in evidenza le cose buone e della volontà di evidenziare solo il male e di seminarlo.

Molte volte il buio è dentro di noi ed è per questo che non riusciamo a vedere la luce sulla strada che percorriamo.

Troppe persone continuano a pensare, anche con fede, ai loro peccati passati: vivono in senso di colpa e non sono capaci a lasciarsi andare, a vivere con sicurezza il perdono che Dio ha loro donato. Non sono capaci – come ci diceva la scorsa domenica S. Paolo – a dimenticare il passato ed a "correre, protesi verso il futuro, per afferrare Cristo".

Troppe persone hanno paura delle autorità, si spaventano di chi sta al di sopra di loro, si sentono inadeguate e pensano che sia inutile andare a riferire, andare a correggere gli errori degli altri, cercare di fare un po’ di luce intorno a loro. E’ troppo facile rinchiudersi in se stessi e non comunicare.

Nel buio che ci circonda, viene fuori la necessità di portare luce intorno a noi e dentro di noi.

Gesù ha chiamato MISERICORDIA questo portare luce verso gli altri uomini; chiamiamo SPERANZA questo portar luce verso se stessi. Dobbiamo vivere di speranza.

Misericordia e speranza si devono unire tra loro per cambiare noi stessi e il mondo.

Leggo la Passione del Signore e mi fermo sulle tre frasi che l’evangelista Luca ci presenta, tra le sette che, in totale, gli evangelisti ci donano, come pronunziate da Gesù sulla croce. Sono frasi brevi. Gesù non poteva fare lunghi discorsi, sulla croce.

S. Luca mette in evidenza l’aspetto umano della misericordia e della speranza. Quanto più c’è buio nel mondo, quanto più è incerta la nostra condotta cristiana, tanto più è importante che Gesù, dall’alto della croce, ci illumini e ci insegni ad essere luminosi a nostra volta.

Questa frase l’ha detta, allora, per i soldati che lo crocifiggevano, ma la dice anche a noi tutti. E’ facile mancare di attenzione, di bontà, di fede, ma è difficile che, peccando, ci rendiamo conto della gravità del nostro peccato, e dell’offesa che facciamo al Signore. Ma Gesù ci ha garantito il suo perdono, proprio dalla croce. E’ morto per questo. Basta solo un po’ di attenzione alla bontà di Dio per ottenere il suo perdono. Perdonaci, Signore. Grazie del tuo perdono.

Si discute se "oggi" vuol dire entro le 24 ore o se "oggi" vuol dire in questo mistero di salvezza che stiamo vivendo. L’oggi di Cristo è presente anche adesso, nella Chiesa. "Adesso" è l’"oggi" di Cristo, se noi ci lasciamo inondare dalla speranza, se noi ci lasciamo cullare dalla misericordia di Dio. Nell’oggi di Cristo ci siamo anche noi.

Queste tre frasi ci dicono che Gesù vuole che tutto ci sia perdonato, che intercede per noi, che chiede al Padre, insieme a noi, la possibilità di metterci totalmente, con fiducia, nelle sue mani. Ci fa luce e ci infonde fiducia, affinché a nostra volta facciamo luce e diffondiamo fiducia in questo mondo in cui manca luce e fiducia.

S. Gregorio Magno, uno dei grandi predicatori della Chiesa primitiva, vissuto ed operante proprio in uno dei momenti più bui della Chiesa, quando i barbari stavano invadendo il mondo europeo e distruggendo la civiltà passata ed anche i Libri sacri, ha fiducia e manda i suoi monaci un po’ dappertutto, affinché, intorno a quei nuclei di santità e di preghiera si formasse una nuova civiltà, e c’è riuscito.

E’ la nostra civiltà che sta raffreddandosi, che sta rabbuiandosi, e su cui dobbiamo noi, ora, con fiducia, far luce

Scrivendo ad un medico di Costantinopoli che aveva ivi conosciuto, Papa Gregorio Magno (Lettera a Teodoro, V, 46), gli dice: Medita la Parola del Signore. Allora conoscerai il suo cuore. Leggila e poi pensatela.

Davvero ognuno di noi dovrebbe avere una pagina, una parola, qualcosa che gli possa servire nei momenti in cui è disorientato, spaventato. Ripenso alle frasi:"Mi fido di te, Signore". "Tu sei la misericordia". "Tu mi dai la certezza dell’oggi con te"…. Parole che siano lampada di sicurezza nei momenti in cui stiamo brancolando nel buio.

Un piccolissimo episodio che mi serve per fissare un pensiero. Qualche giorno fa, scendendo a piedi per via Majorana, mi sono trovato, sul marciapiede di destra, in quel piccolo tratto piano che c’è prima del semaforo. Nel mezzo della strada un anatroccolo, salito, chissà come, dal torrente, si agitava spaventatissimo, sbattendo di qua e di là, mentre le auto rallentavano e deviavano per non schiacciarlo. Io cercavo di spingerlo verso il torrente ma la bestiola aveva perso completamente stabilità e senso di orientamento… Alla fine l’ho spinto sotto una macchina posteggiata, sperando capisse che doveva scendere verso l’acqua del torrente.

Quell’anatroccolo mi ha rappresentato molto bene la nostra umanità nei momenti in cui non ci si sa orientare. Ci vuole qualcuno che ci spaventi un pochino ma ci doni fiducia, ci faccia luce, ci indichi una certa strada di salvezza.

Una curiosità, che ha significato, in questo momento. Sapete come si conclude la lettera di S. Gregorio al medico Teodoro, che vi ho appena citato? "Perché tu ti ricordi di me, ti manderò un’anatra con due anatroccoli". I commentatori pensano si tratti di una raffigurazione, forse una tela preziosa, raffigurante le bestiole.

Mi piace questa figura. Sapete come le anatre vanno sempre una dietro l’altra, come si lasciano guidare.

Signore, sii tu la nostra guida. Pasqua è vicinissima. Fa’ che, guidati dalla tua luce, possiamo portare anche noi un po’ di luce nel buio del mondo di oggi.