1 luglio 2007
XIII Domenica T.O. C
1 Re 19,16.19-21 Gal 5,1.13-18 Lc 9,51-62
VERSO IL PADRE CON SPERANZA
Con i primi versetti del Vangelo di oggi inizia la seconda parte del Vangelo di Luca col viaggio di Gesù dal Tabor, il luogo della sua trasfigurazione, fino a Gerusalemme, il luogo della sua Passione e Crocifissione, ma anche della sua glorificazione.
Va incontro al Padre, sostenuto dallo Spirito Santo. Si dirige decisamente verso Gerusalemme perché là raggiunge il fine, il motivo, lo scopo per cui è venuto sulla terra.
Va verso la sua Passione ma mentre va, si preoccupa di quelli che ha vicino, soprattutto vuol insegnare.
Farà solo quattro miracoli - ne ha fatti tanti prima – ma racconta tante parabole, una trentina. Lavora di fantasia perché vuole far sì che quanto dice si fissi bene nella mente e nella vita di chi ascolta. La sua lezione la dà fermandosi con i suoi, la dà alle persone diverse che incontra, la dà parlando a tutti, anche a quelli che lo avrebbero ascoltato attraverso i testimoni delle sue parole, come noi. E’ un viaggio che si svolgerà in molte tappe: ogni tappa un incontro, ogni tappa un insegnamento per aiutarci a realizzare meglio la sua Parola.
Si è fatto uomo per essere nostro compagno di viaggio.
Le particolari chiamate espresse nell’inizio del viaggio di Gesù che oggi ci viene presentato, sanno un po’ di integralismo, ma dobbiamo tener presente che tutti i brani del Vangelo che raccontano momenti della vita di Gesù li raccontano in sintesi, le circostanze normalmente vengono trascurate, ciò che conta è l’insegnamento del Signore.
C’è uno che ha i genitori anziani da seppellire. – Vieni con me. Lascia che altri provvedano. Tu vieni con me, seguimi. Io ho bisogno di te. All’altro che vuol salutare quelli di casa: - Non tornare indietro, non lasciarti travolgere dagli affetti, chi ha posto mano all’aratro non torna indietro.
Non sono qui tanto importanti le particolari situazioni esposte, quanto la richiesta di adesione libera, pronta e totale alla chiamata, alla nostra chiamata, alla chiamata diversa che Gesù ha per ciascuno di noi. A ciascuno di noi Gesù dice che c’è un determinato campo da arare: se mi segui totalmente, o segui la vita di famiglia, o ti impegni in quel lavoro tutto particolare, o in quella decisione di tua personale conversione… ma al primo posto metti il mio insegnamento. Importante è la vocazione di ciascuno. Ognuno ha la sua lingua, il suo carattere, ognuno parte da un punto diverso, ma il punto di arrivo è sempre lo stesso. Lo Spirito Santo ci aiuta a capirlo: Gesù è nostro compagno di viaggio verso l’Eternità, verso il Padre che ci aspetta e con Gesù, guidati dallo Spirito, percorriamo la strada che ci porta al Padre, alla visione di Dio.
Nonostante tutti i nostri difetti Dio è contento di noi, siamo il suo capolavoro, ci aspetta, ci vuole con sé, lui che ha messo grande parte di se stesso dentro di noi.
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L’uomo vivente è la gloria di Dio – dice Ireneo - ma la vita dell’uomo è la visione di Dio. |
Siamo incamminati a vedere Lui. Allora soltanto saremo a posto.
Vorrei qui iniziare una seconda parte della mia meditazione:
- E noi?Abbiamo la coscienza che stiamo facendo un viaggio verso il Padre? Abbiamo un fine nella nostra vita, nelle nostre azioni?
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…Quei tre scalpellini che, durante la costruzione di una cattedrale, si stanno particolarmente impegnando nel lavorare pezzi di pietra, al vescovo che chiede loro che cosa stanno facendo e perché, rispondono:
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Tutti e tre hanno un loro scopo, un loro fine e lo mettono in evidenza. – E noi?
Il mondo d’oggi è un mondo che ci assorbe, è ricchissimo di doni che Dio ci fa, ma non sempre li consideriamo come doni; li prendiamo come occasione di ebbrezza e ci immergiamo in essi dimenticandoci di chi i doni ce li ha fatti.
Pensiamo alle immense capacità che oggi abbiamo di comunicare, di sapere. Non ce ne rendiamo neppure conto. Sappiamo tutto. Possiamo avere contemporaneamente le opinioni di centinaia di persone; sappiamo cosa sta succedendo, nello stesso momento, in paesi lontanissimi tra loro e da noi. Così ci immergiamo solo nell’informazione e ci dimentichiamo di Dio.
Pensiamo anche alle profonde conoscenze della psicologia che ci permette di entrare – anche se in maniera non completa – all’interno dell’animo dell’uomo, che ci informa sulle capacità della mente, sulla costituzione della psiche. Ci sembra di poter arrivare a tutto. Ci dimentichiamo di chiederci: - Perché sto vivendo? Qual è il FINE?
Tutte queste situazioni così grandiose di conoscenza ci dovrebbero far pensare "oltre", ci dovrebbero ispirare speranza, eppure oggi il mondo è privo di speranza.
Noi cristiani chiamiamo speranza l’intuire ciò che ancora non si vede, l’aspettare ciò che deve venire, il costruire ciò che verrà. Ma troppe influenze negative hanno offuscato questa speranza.
Il giorno di S. Giovanni il nostro Arcivescovo, durante una sua bellissima esortazione sul vivere nel modo migliore il nostro mondo attuale, ha citato due esempi di modi di pensare che hanno straordinariamente influenzato il pensiero:
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La passione di Cristo è una "inutile passione", dice Sartre. |
Ma se fosse inutile la passione di Cristo, inutile sarebbe anche la mia sofferenza, il mio sforzo, il mio impegno, la mia attenzione, il dolore offerto del corpo e dello spirito…
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La morte è la "nostra cupa compagna di strada", dice Nietzche. |
Ma noi sappiamo che la morte è il punto finale di una certa vita limitata. Ben altri sono i compagni ideali di viaggio nella nostra vita. La carità, ad esempio, come ci diceva S. Paolo. E quando questa vita finirà, sappiamo che ci sarà l’incontro con Dio. Nel suo viaggio verso Gerusalemme, Gesù ce lo insegna.
Quello che Gesù fa è un viaggio verso la sua morte ma anche verso la sua risurrezione. E’ un viaggio di speranza che Gesù vuol percorrere con noi.
E noi, sappiamo con lui percorrere la strada con speranza ed essere per gli altri invito alla speranza?
Ho qui, tra le mani, un documento che i vescovi italiani, in data 29 giugno, ci hanno consegnato, per aiutarci a meglio vivere, oggi, il nostro cristianesimo nel mondo. E’ intitolato:
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"RIGENERATI per una SPERANZA VIVA, NOI SIAMO TESTIMONI del GRANDE SÌ di DIO all’UOMO!" |
E’ un documento sulla Speranza, una speranza che non deve solo rimanere nel cuore, ma che ci deve illuminare, perché a nostra volta siamo luce per gli altri.
Voglio utilizzarlo come base attuale del commento da fare al viaggio di Gesù. Oggi vi ho letto solo il titolo, ne leggeremo qualche altro brano nelle prossime domeniche estive, in cui continueremo la lettura ed il commento del viaggio di Gesù.
Se vogliamo essere cristiani oggi, tra le tante chiamate che riceviamo dovremmo sempre vedere questa luce: porta speranza. Dona luce, perché si possa vedere la strada che ciascuno di noi ha davanti. Non adorare i grandi mezzi a disposizione, ma conoscili meglio e conosci meglio te stesso, e va’ avanti. Procedi! Procedi con speranza perché tu stai andando verso il Padre.
All’inizio della messa vi ho detto: Facciamoci bene il segno di croce. Quando facciamo il segno di croce, ci mettiamo:
- nelle mani del Padre, verso il quale camminiamo;
- in ascolto di Gesù, dal quale abbiamo avuto la sicurezza della speranza;
- chiediamo la forza dello Spirito Santo, che ci sostiene.
"Rigenerati per una speranza viva", andiamo avanti e siamo davvero "testimoni del grande SI’ di Dio all’uomo."! Oggi il mondo ha bisogno di testimoni della speranza.