PRECEDENTE  LE OMELIE DI DON GIUSEPPE CAVALLI  SEGUENTE

12 agosto 2007
XIX Domenica del Tempo Ordinario C
Sap 18,3.6-9 Eb 11,1-2.8-19 Lc 12,32-48

VERSO IL PADRE DA BUONI AMMINISTRATORI

Il vangelo di questa domenica si pone nella stessa prospettiva di quello di domenica scorsa: Si tratta di un viaggio a tappe: in fondo alla strada, per Gesù c’è Gerusalemme, per noi che ascoltiamo c’è la casa del Padre .

Per la scorsa settimana c’era ‘un bagaglio da spedire’ in anticipo, per poi trovarlo già al nostro arrivo . Per oggi non c’è solo quello che abbiamo in mano, ma c’è tutto il mondo attorno a noi, perché la casa di Dio è il mondo.

"La Parola di Dio si è fatta carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi". Il Verbo, la Parola di Dio è venuta in mezzo a noi, ha messo la sua tenda, cioè ha voluto abitare con noi , ha voluto usare questo mondo e ora ci dice: questa è la mia casa, io me ne sono andato e ho lasciato voi al mio posto, voi siete il mio corpo e continuate voi.

E noi come amministriamo questa casa? Come amministriamo questo mondo? Non si tratta solo dei soldi che ho nel portafoglio o dei titoli che ho in banca, o delle promesse che gli altri mi hanno fatto, o della cultura che ho acquistato – questi sono i miei capitali che vanno usati bene, come abbiamo visto domenica scorsa –

Si tratta del mondo, che è la casa del Padre: come lo tratto? lo pulisco o lo insozzo? Dò aria, ne approfitto per dire grazie al Padre? E’ importante. Una volta veniva spontaneo pensare di piantare alberi anche se si era consapevoli di non goderne i frutti, ma lo si faceva per i figli; era naturale disboscare un terreno anche se si sapeva che sarebbero passati molti anni prima che lo si potesse coltivare, ma lo si faceva per il bene dei figli. Adesso si è perso tutto questo e sappiamo che l’aria è sempre più inquinata e la natura sempre più compromessa e sfruttata. Ed io come mi comporto? Cosa faccio? Vi ricordate il biglietto dell’autobus gettato a terra dell’altra domenica? Se è solo il mio non cambia il mondo, ma se tutti lo facessero? Sono piccoli gesti, ma importanti: c’è chi li fa ragionandoci su, c’è chi lo fa per bontà d’animo o per buon senso, c’è chi lo fa per fede, consapevole che il mondo è la casa che Dio ci ha dato da custodire e proteggere e per la quale ringraziarlo.

Dal documento dei vescovi che ogni domenica vi cito, oggi prendo la ‘questione antropologica’ – la questione dell’uomo: chi è l’uomo, che cos’è un essere umano?- e leggo: " la persona umana pur segnata dalla sua debolezza ha una grande capacità di avere e di godere del dominio delle cose".

La persona umana è soggetto, tutte le altre cose sono oggetto, anche se c’è qualcuno che usa altri esseri umani come oggetto - schiavitù, sfruttamento, disprezzo, dimenticanza. Dio stesso è voluto venire sulla terra e non si è fatto albero, pietra, montagna, neanche stella o sole, ma uomo e nel farsi umano ha voluto diventare bambino e prima di esser bambino ha voluto entrare nel seno di una donna per poter crescere pian piano, per poter essere un soggetto in preparazione, per poter poi essere veramente vicino agli altri, senza fretta.

Ma oggi la gente crede alla questione antropologica?

Jean Paul Sartre nel suo libro "La nausea" si domanda che cos’è la bellezza della vita e non sa rispondere che la nausea. In una pagina scrive che un giorno non sapendo cosa fare si ferisce la mano con il suo coltellino ben affilato. Alla vista del sangue che sgorga dalla ferita esclama: "Finalmente qualcosa di nuovo nella mia vita!" Un altro giorno guardando una radice spessa e nera di un castagno, riconosce in quella l’esistenza: lei esiste perché è solida, non si smuove se la prendo a calci. Io non esisto.

Altra storia quella raccontata da un altro romanziere -Georges Bernanos- nel suo libro tratto da una vicenda reale "I dialoghi delle carmelitane". Bianca, una giovane monaca carmelitana è sopraffatta dalla paura all’indomani dello scoppio della Rivoluzione Francese. Non se la sente di rimanere in convento; chiede una dispensa non dai voti, ma dalla vita monastica e lascia il monastero. Nello stesso tempo la madre superiora e le altre monache fanno voto di martirio giurando che se catturate dai rivoluzionari non si sarebbero difese, ma avrebbero affrontato la morte come testimonianza. Qualche tempo dopo la madre superiora esce alla ricerca di Bianca, sia per infonderle un po’ di coraggio, sia per consegnarle il "Re della gloria" –la statuetta di Gesù Bambino così da non farla distruggere quando il convento fosse stato invaso. Poco dopo le suore vengono arrestate e portate in piazza per essere ghigliottinate sul palco di fronte alla folla. Tra la folla, nascosta, c’è anche Bianca. Sul palco le suore cantano tutte insieme il "Veni creator Spiritus" e mano a mano che le teste cadono il canto diventa sempre più flebile, fino a che l’ultima testa cade prima che l’ultima strofa sia cantata. A questo punto dalla folla si ode l’ultima strofa cantata da suor Bianca, che viene presa, portata sul palco ed immediatamente ghigliottinata. Il canto è finito! Aveva paura, è scappata, ma all’ultimo momento ha avuto bisogno di completare il canto perché si è sentita parte della famiglia.

Gente che crede. Gente che sa, gente che porta avanti .

Il vangelo ci dice: bisogna vigilare, essere sempre pronti, non a morire, pronti a vivere, pronti ad usare bene le cose del mondo.

Se prendi per la coda una serpe e la tieni ben distante dal corpo non riuscirà a morderti perché il suo peso le impedisce di tirarsi sù ed arrivare alla sua coda.

Allora ecco che Clemente Alessandrino in una delle sue belle affermazioni quando presenta Gesù che è colui che ci viene a salvare ci dice: Attento che le cose di questo mondo le devi prendere bene: prendile per la coda: prendi per la coda le tue ricchezze, prendi per la coda le bellezze del mondo. Sii sempre tu il soggetto. Non diventare mai schiavo delle cose, schiavo del tuo divertimento, delle tue abitudini. Sii sempre quello che sa prendere le cose bene, ma non si lascia mordere, non si lascia accaparrare, non si lascia dominare.

A Campiègne - il paese dove sono state martirizzate le suore e dove suor Bianca è riuscita a vincere la sua paura. riluce la grazia dello Spirito Santo che vive nel cuore della gente, dei suoi consacrati e che veramente dice: "Io sono con voi. Vi aiuto a vivere, ad amministrare bene" .

Terminiamo con le parole del vangelo: "Quando il Signore tornerà, troverà la sua casa in ordine?" Troverà che tu hai usato bene il mondo nel quale vivi? Troverà che tu sei stato fedele?

Allora sarai tu a fare il canto finale e lui con te e ci sarà veramente la vita eterna.

Gesù continua il suo cammino, ogni settimana una tappa nuova, una settimana lui è più vicino alla sua passione e alla sua glorificazione e noi con lui conosciamo un po’ il vangelo, ci ricorderemo qualche bella Parola, ma soprattutto impareremo ad usare bene i suoi doni.