15 agosto 2007
Assunzione della Beata Vergine Maria
Ap 11,19a;12,1-6a.10ab 1Cor 15,20-26 Lc 1,39-56
IL NODO DELL’ALLEANZA
Mi sembra di essere sulle sponde di un grande fiume al di sopra di una cascata , vedere l’acqua che accelera il suo corso, stringendosi verso il centro e poi precipitare giù, giù, giù. La lettura di questo testo con cui Maria dice che è grande il Signore, si arricchisce sempre più di intensità, di velocità, di profondità, mentre esprime la fedeltà del Signore alle sue promesse.
Aveva promesso e poi ha cercato il modo e cercando il modo è contento di avere a disposizione la bontà, la bellezza di questa donna giovanissima che si mette a sua disposizione e lei canta la fedeltà del Signore che ha guardato all’umiltà, alla piccolezza di questa sua serva per mantenere la sua parola.
Aveva promesso dall’antichità di volere bene alla sua creatura umana e in lei diventa umano, prendendo tutta l’umanità , andando incontro alla bontà degli altri uomini facendoli sempre più suoi.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, disperde i superbi -quelli che danno fastidio- rovescia i potenti, ma innalza gli umili, ricolma di beni spirituali gli affamati, rimanda via i ricchi, ma soccorre tutti coloro che hanno bisogno di salvezza e per far questo si rivolge a un popolo, a Israele suo servo.
Vorrei pensare un momento all’alleanza. Quando due si vogliono bene si guardano in faccia; quando due popoli decidono di collaborare mandano i loro capi che si siedono al tavolo e mettono delle firme. Ma poi quelli che si vogliono bene si stancano e uno trova i difetti dell’altro con il rischio di allontanarsi l’uno dall’altro, se non ritrovano qualche motivo per rinnovare la loro personale amicizia o la loro alleanza.
In questo caso è Dio l’onnipotente che decide di essere vicino ad un’immensità di popoli, di persone umane, che fanno parte però di un unico corpo, l’umanità, e siccome l’umanità non è ancora presente in quel momento, decide di essere rappresentato da qualcuno.
All’inizio prende come rappresentante l’uomo in genere -lo chiama con un nome, Adamo. Poi pian piano decide di essere presente con un popolo e lo chiama con un nome –il mio popolo, Israele - e poi decide di essere presente venendo lui stesso a farsi umano per poter piano piano attirare tutti a sé, ma ha bisogno di qualcuno che sia già umano: ecco la firma dell’alleanza, il nodo che lega secondo la volontà di Dio queste due grandi realtà, l’immensità di Dio e la dispersione dell’umanità, si chiama Maria.
Un po’ originale tutto questo, è un’incertezza da parte di Dio quella di fidarsi di una sola persona, dopo essersi fidato di un uomo all’inizio Adamo o dei primi uomini, o di un popolo che è fedele per un po’, poi si dimentica, poi ritorna, prevedendo anche tutte le infedeltà di questo popolo che siamo noi che un po’ sì un po’ no, un po’ ci esaltiamo e un po’ ci dimentichiamo: la fabbrica, la forma, l’abbellisce perché possa essere lei il nodo dell’alleanza.
La Parola nodo non la sto inventando io, l’ha inventata il primo tra i predicatori della Chiesa che hanno formato una specie di sistema teologico, si chiama Ireneo , che scrive cercando in diversi libri - sono 5 - cose che si spieghino come Dio vuole essere alleato. Arrivato al quinto libro usa proprio questa Parola: Maria è il nodo che riallaccia le relazioni di sempre. La prima rottura è avvenuta in Eva e con Maria il nodo che riallaccia le relazioni che Eva ha iniziato a insegnare come si fa a spezzare e che è poi è stato spezzato tante volte , anche da ciascuno di noi, lei lo riallaccia e allora questo nodo forma l’attuale alleanza. Anche questa parola è messa in evidenza da questo autore che tenta una spiegazione teologica razionale mettendo insieme una dopo l’altra tante immagini che sono le opere di salvezza che ha fatto il Signore nella storia e che ha fatto soprattutto Gesù.
Allora era logico che Dio mettesse in evidenza questa grandezza di Maria: come tentiamo di vedere noi, prendendola subito non tra i morti perché è una figura del passato, ma viva –la vitalità delle persone umana noi la prendiamo nel corpo, noi vediamo che la nostra umanità, la nostra fedeltà la possiamo manifestare soprattutto con le nostre azioni, con il nostro corpo, con le parole che escono dalla nostra bocca e ha voluto che Maria fosse viva così nella perfezione come Dio stesso l’ha voluta. Come? Non lo so perché non l’ha mai vista, qualcuno che dice di averla vista l’ha vista come si presenta una persona umana, con dei caratteri, dei connotati che si possono vedere in tanti magnifici volti. Ma come è nell’eternità non lo so, ma è così e allora noi diciamo: Signore, come c’è lei, fa che ci siamo anche noi e come l’hai fatto per lei, fallo per noi.
Aiutaci Signore e noi cerchiamo di impegnarci.