9 dicembre 2007
II DOMENICA DI AVVENTO A
Is 11,1-10 Rm 15,4-9 Mt 3,1-12
AVVENTO DI CONVERSIONE
CONVERSIONE è la parola che oggi ci viene rappresentata dal Vangelo e dalle letture, con l’invito a raddrizzare la nostra vita ed a togliere ciò che non va, onde poter meglio sentire la presenza di Dio in noi e intorno a noi. La liturgia dell’Avvento ci è di aiuto in questo, attraverso le grandi figure che ci sono presentate. Sono forti personalità che si staccano dal resto della gente.
In questo periodo troviamo sempre ISAIA. Oggi, con immagini e figure paradossali ma che colpiscono e fanno pensare, ci presenta un futuro Messia che trasformerà il mondo. Ricordate? "Il lupo dimorerà con l’agnello"… "il leone si ciberà di paglia come il bue"… "il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide"… Cose innaturali, ma c’è la spiegazione. Il tuo animo, se ti lasci lavorare, sarà rovesciato da Dio. Dio vuole entrare in te ed in te vuole trasformare l’animale feroce in animale domestico, tranquillo. Vuole cambiarti. Le figure che Isaia ci presenta ci suggeriscono una sola parola: CONVERTITEVI.
Nel Vangelo, "CONVERTITEVI", ci viene invece direttamente chiesto da un altro gigante che parla anch’egli prima di Gesù: Giovanni Battista, la "voce che grida nel deserto". Sembra che gridi nel vuoto, ma chi lo sente viene cambiato completamente: "Io vi battezzo in acqua per la conversione… ma chi viene dopo di me vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
Anche il fuoco è un’immagine forte che suggerisce trasformazione totale. Verrà qualcuno che cambierà tutto. Preparatevi. State per diventare i costruttori del Regno di Dio. Preparatevi. Fate frutti di cambiamento, di conversione.
Egli parlava al popolo di allora, ma parla anche a noi, oggi. E’ per questo che ci viene presentato in questo periodo liturgico. Accogliamo il suo invito, troviamo ciò che in noi c’è di meno bello. Qualcosa di meno bello, qualcosa di grosso da togliere, da cambiare, c’è sempre, non illudiamoci. Qualche reazione spontanea o qualche atto di volontà che ci costa tanto eliminare. I nostri difetti ci sono e vale la pena di far davvero un po’ di esame di coscienza. L’aria che respiriamo è ammorbata. E’ fatta di materialismo, sensualità, anche la politica vi entra dentro subdolamente. - Fino a che punto entriamo a far parte dell’aria che respiriamo? Riusciamo o cerchiamo di filtrarla, di respirare pulito? Le cose del mondo riusciamo a considerarle davvero del mondo o le consideriamo cose nostre? Poi ci sono le nostre reazioni interne, le nostre passioni. Superbia, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Accidia. Con accidia si intende la pigrizia, la tristezza di non essere mai contenti di ciò che ci capita… Non tutte ci riguardano, ma qualcuna sì, certamente.
CONVERTITEVI, ci viene chiesto. Cercate di poter capire in che cosa; di poter vedere come; di poter avere più forza, più luce. CONVERTITEVI. Non ce la fate? Chiedete aiuto a qualcuno. Chiedete aiuto soprattutto al Signore. Pregate. Ce la farete. A volte il Signore ci fa aspettare affinché, nell’attesa e nella preghiera, diventiamo più capaci di accogliere chi vuol venire in noi, che è addirittura lo Spirito Santo.
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Se tu devi riempire un recipiente e sai che sarà molto abbondante ciò che ti sarà dato – dice S. Agostino - cerchi di aumentarne la capacità. Ampliandolo lo rendi più capace. Così fa Dio. Facendoci attendere, intensifica il nostro desiderio, dilata l’animo, lo rende più capace. |
Vogliatela, perciò, la vostra conversione. Svuotatevi per far entrare il Signore dentro di voi.
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Se Dio vuol riempirti di miele e tu sei pieno di aceto – dice ancora S. Agostino – dove metterai il miele? Libera il tuo vaso dall’aceto, prima. |
Convertitevi, e non abbiate paura di valere poco, di valere niente…
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Il Signore può far luce anche con le lampadine bruciate. Lui le ha fabbricate e lui può far miracoli – diceva Oscar Luigi Scalfaro a chi gli chiedeva perché andasse a pregare sulla tomba di Papa Alessandro IV, Borgia, il papa malfamato… |
Il Signore può far miracoli con tutti noi, se lo vogliamo fortemente. Convertiamoci. Ci vuole santi.