16 marzo 2008
Domenica delle Palme A
Is 50,4-7 Fil 2,6-11 Mt 26,14-27,66
DENTRO LA PASSIONE
Non c’è bisogno di fare una predica dopo questo brano di vangelo.
No: per allora.
Per oggi, invece, una certa meditazione mi sembra necessaria.
E’ impressionante quello che abbiamo letto, ma ci sono altre situazioni altrettanto impressionanti: basta partecipare ad un incidente stradale terribile; o alla vita di una famiglia che si divide; basta soffrire pensando a una mamma che ha perduto il figlio o alla vecchiaia triste di qualche persona sola che muore sola e viene trovata dopo giorni e giorni.
Sofferenze simili se ne rivivono oggi.
Quella che abbiamo adesso ascoltato, oggi può essere vissuta e resa attuale da ciascuno di noi.
Uno dei primi predicatori della Chiesa –Papa Leone, chiamato Grande- ci dice che il racconto della passione era di allora – ed erano passate solo poche centinaia di anni - ma se noi ci mettiamo dentro quella passione, la Passione di Cristo è viva ancora oggi e non solo la sua passione, ma anche la sua risurrezione che leggeremo domenica.
Possiamo far sì che Gesù sia presente, non nel ricordo, ma nella realtà vissuta. Si chiamano memoriali i momenti forti in cui ciò che ricordiamo – ed è memoria- diventa attualità ed è memoriale: se noi viviamo quel momento, quella realtà, se ci apriamo col nostro cuore, o se entriamo nelle piaghe di Gesù o se vogliamo che Gesù entri in noi prestandogli quello che lui ora non può più avere –il tempo- Gesù è fuori del tempo con la sua risurrezione e ascensione al cielo, ma ha bisogno del tempo perché vuole continuare a salvare oggi. Allora qualcuno di noi può dirgli: "Eccomi!"
Chi è capace a dirgli "Eccomi, Signore"?
Il vero cristiano –dice Leone Magno- il cristiano che vive i sacramenti, i misteri di Gesù, li realizza adesso: il mistero di Gesù io lo posso vivere in un sacramento che si chiama battesimo, che si chiama eucaristia, che si chiama unzione degli infermi, che si chiama unzione crismale, che si chiama matrimonio. Capite cosa vuol dire vivere il mistero di Gesù che si offre, che magari sta tentennando –lo bevo questo calice amaro? Lo vivo questo momento duro - di madre, di figlio, di fratello di sorella? Lo vivo questo momento pesante?
"Sia fatta la tua volontà, Padre".
Ecco allora, se mi unisco attraverso il matrimonio, se mi unisco attraverso l’ordine sacro, se mi unisco e lo faccio attuale e lo voglio realizzare adesso, Gesù in me continua la sua vita, la sua passione.
Mi sembra di poter dire con dei termini moderni che mi suggeriscono i medici: faccio un’iniezione di ormoni vitali.
Leone dice è il soffio vitale di Cristo. E il soffio vitale di Cristo non è una cosa, ma è la persona dello Spirito di Dio, il respiro di Dio, lo Spirito Santo. Allora noi possiamo ricevere la vita di Gesù. Se riceviamo Gesù nell’eucaristia egli viene in noi e ci chiede: "Lo mostri il mio volto? La compi la volontà del Padre?"
Attenti a non mettervi addosso dei ‘cerotti’ che chiamiamo religione, devozione, spiritualità secondaria. Attenti, perché se urgentemente mettiamo un cerotto su una ferita, poi abbiamo bisogno di disinfettare, di una cura. Bisogna che ci sia la salute dentro e la salute spirituale ce la porta Gesù, non le cosette, non i quadretti, capite?
Bisogna andare all’essenza: Gesù guardato in faccia, perché lui guada me ed io gli devo dire: "Signore, se tu sei mio fratello, se tu sei la mia vita, se tu sei la mia spiritualità, se tu sei la mia forza, io porto te oggi nel mondo".