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30 marzo 2008
II DOMENICA DI PASQUA A
At 2,42-47 1 Pt 1,3-9 Gv 20,19-31

LE DUE MISERICORDIE

Il Vangelo di oggi mi dà occasione di mettere in evidenza la grande misericordia di Gesù. Lo stesso papa Giovanni Paolo II ha proclamato questa seconda domenica di Pasqua la giornata della Divina Misericordia.

Voglio meditare con voi sulla misericordia, perché è importante fermarci ogni tanto su questa grande verità: noi ci salviamo perché è Gesù che ci viene a cercare ed a portare la sua salvezza; la sua salvezza è la Misericordia di Dio. Noi dobbiamo accogliere lui e la sua salvezza. Dobbiamo seguirlo ma non solo seguirlo, addirittura dobbiamo fare quello che lui stesso ha fatto. Non è facile capire questo.

Siamo "cristiani" perché viviamo la vita di Cristo. Quando incontra i suoi discepoli, da risorto, Gesù lo dice subito: Il Padre ha mandato me, io mando voi. Allora c’erano dodici discepoli e qualcun altro intorno ad essi. Oggi i discepoli siamo noi, noi che siamo "cristiani", cioè portatori del nome di Cristo; essere portatori del nome di Cristo vuol dire essere partecipi della sua attività.

Se Gesù venisse adesso, lo direbbe a noi: Il Padre ha mandato me, io mando voi. Come lui è stato mandato dal Padre, noi dobbiamo sentirci mandati da lui perché formiamo la Chiesa.

Nella Chiesa ognuno deve prendere particolari incarichi, ma la distribuzione della misericordia è affidata a tutti, perché tutti partecipano alla vita della Chiesa. Gesù è chiaro: Sono stato mandato dal Padre per portare la salvezza. La do a voi. Voi sentitevi mandati da me per portare la mia salvezza, la mia misericordia. E’ importante, è bello, è certezza: Siamo dei SALVATI se siamo capaci a diventare portatori dalla SALVEZZA.

Leggiamo nel Vangelo che subito dopo aver incaricato i suoi discepoli, Gesù dà loro la garanzia assoluta: il suo Spirito. "Alitò" su di loro. Ricevete il "Respiro" di Dio, il "vento di Dio", lo "Spirito" di Dio. Così sarete capaci di fare ciò che io vi do da fare. Quello che ho fatto io, adesso fatelo voi. Lo ha detto ai dodici. I dodici lo hanno detto agli altri. Ora spetta a noi. Siete contenti, ve la sentite? Dite grazie. Vi impressionate, non ve la sentite? Chiedete allo Spirito che soffi un po’ più forte, ma che venga davvero in noi. "Ricevete lo Spirito Santo perché voi dovete portare la Misericordia di Dio nel mondo". Ecco perché diciamo che questa è la giornata della Misericordia. Gesù ci ha incaricati di trasmetterla. Grazie, Signore, aiutaci a farlo.

Voglio parlarvi di un santo, uno di quei santi chiamati Padri della Chiesa perché predicano ed applicano alla vita concreta e pratica dei loro tempi le parole di Gesù: S. Cesario. E’ un po’ "nostro" perché ha vissuto anni della sua vita in un’isoletta oggi francese, prima ligure, Lerino.

Nel mio libro di preghiere trovo un suo sermone sulla Misericordia. Egli dice che ci sono due misericordie. Una è la grande, eterna, misericordia di Dio, che resta lassù. L’altra è la piccola nostra misericordia umana, che resta quaggiù. Se tu sei capace, con l’aiuto dello Spirito Santo, a vivere la misericordia piccola che vive qua, Lui ti dona la ricchezza della sua misericordia, e tu sei salvo.

"Chi desidera ottenere misericordia in cielo deve concederla su questa terra – dice Cesario – c’è infatti una misericordia in cielo a cui si arriva mediante le misericordie esercitate qui in terra… Esiste dunque una misericordia terrena ed una celeste, una misericordia umana ed una divina…quella che concede il perdono dei peccati. Tutto ciò che la misericordia umana dà durante il suo pellegrinaggio, la misericordia divina lo restituisce in patria…".

Se abbiamo misericordia, riceviamo misericordia. Dio ce la mette tutta a disposizione, ma RICEVERE MISERICORDIA vuole dire, come ha fatto Gesù, prima di tutto ESERCITARLA verso gli altri, predicarla con la vita, farla vedere, aiutare gli altri ad avere misericordia.

E se gli altri non hanno misericordia?

Gli altri si aiutano anche con le parole forti, per svegliarli, per spronarli, per far capire. Diceva Cesario che "la misericordia umana è quella che si volge a guardare le miserie dei poveri".

Le povertà di oggi sono diverse da quelle dei tempi di Cesario, sono tante, sono grandi. Si esercita misericordia anche denunciando chi non solo non usa misericordia verso le povertà di oggi ma con il suo modo di vita le favorisce e le aggrava. Sfruttatori ed ingenui collaboratori dei ladri. Quando parlo con qualcuno mi rimprovera. – Sei troppo severo! – Sarà, ma anche Gesù l’ha detto. Non ha detto: Bravi! anche se vi tenete tutti i vostri soldi! Non ha detto: Bravi! anche se aiutate gli altri a rubare, perché sapete che non è ladro solo chi ruba, ma anche il "palo", anche chi tiene il sacco. Non è misericordioso chi fa così. Gesù a chi non era misericordioso ha detto: Ipocriti, figli del diavolo, sepolcri imbiancati. Sì, proprio così, perché le tombe sono belle di fuori, ma dentro ci sono i corpi dei morti che marciscono. Gesù non parlava dei morti, parlava dei falsi.

Anch’io sto parlando dei falsi. Penso a coloro che avendo soldi li spendono servendosi di personaggi che fanno grandi servizi facendosi pagare e rubando. Tutti lo sappiamo. Non voglio nominare i tipi di servizi e le modalità di questo sfruttamento. Ma insisto sul fatto che chi si fa pagare viene aiutato a rubare proprio da coloro che approfittano di questi grandi servizi.

Capite cosa vuol dire non usare la misericordia?

La misericordia va usata anche predicando, anche soffrendo. Gesù per poter predicare in pieno la misericordia si è fatto mettere in croce. Lo contempliamo continuamente, sulla croce.

Io ho messo il crocifisso vicino al mio posto di predicazione, per potergli dire: Tu, Gesù, cosa diresti? Tu, cosa avresti fatto? Oggi gli chiedo: Tu, Gesù, quei soldi li avresti dati a chi fa grandi servizi o a chi non può certo approfittare dei grandi servizi? Fate attenzione, ci sono moltissime persone, e sono i più, che non hanno i soldi per poter vivere in modo solo decente la loro vita.

Oggi i protestanti stanno celebrando una giornata nel ricordo del grande martire americano nero, Martin Luther King. E’ stato il grande "redentore" dei neri. Pensate che ai suoi tempi non potevano salire sugli autobus come gli altri, avevano dei posti in fondo riservati a loro. Ha fatto di tutto per protestare pacificamente. E’ stato un esempio di come si può usare la misericordia nell’aiutare gli altri a pretendere la giustizia.

Qualche volta la MISERICORDIA si chiama GIUSTIZIA, e la giustizia esercitata quando costa, si chiama CARITA’, carità nel nome di Gesù Cristo.

Ritorno a Cesario, ed alle due misericordie, quella di Dio e quella nostra. Ebbene, queste due misericordie diventano la stessa misericordia se siamo capaci ad esercitarla, a renderla pratica, a viverla, anche sacrificandoci.

A volte è difficile, è duro, pesa dire la verità, ma dobbiamo saperla predicare, ad esempio sapendo difendere la vita, magari quando vicino a noi c’è qualcuno che vuole uccidere una vita che nasce…

Questa è misericordia, perché la vita va difesa in tutti, che sia bianco, che sia nero, che sia nato, che non sia ancora nato ma che è persona umana. Tutti siamo figli di Dio e i figli di Dio hanno bisogno di sentirsi amati, di sentirsi rispettati, di sentirsi condotti per mano dalla bontà di Dio, e la bontà di Dio passa proprio attraverso noi.

Abbiamo grandi mezzi? Usiamoli. Abbiamo pochi mezzi? Usiamo quello che possiamo, ma sappiamo usare la nostra persona!

Il sorriso possiamo darlo tutti, la consolazione possiamo esercitarla tutti. Non è sempre necessario guarire, fare giustizia, compiere opere grandi. E’ invece necessario essere vicini come il Signore Geù ci è stato vicino. E quando la cosa diventa difficile? Lui ce lo suggerisce: GESU’ CONFIDO IN TE.