29 giugno 2008
SS. PIETRO E PAOLO
At 12,1-11 2 Tm 4,6-8.17-18 Mt 16,13-19
PIETRE VIVE
Oggi la liturgia ci presenta due grandi figure di uomini ed apostoli dell’inizio della vita della Chiesa, due "pagine" particolarmente importanti nel lungo libro del vangelo vissuto.
La prima figura è quella di Pietro, uomo irruente, piuttosto conservatore, attaccato alla religione ebraica, che resta stupito di ciò che Gesù dice. Anch’egli è ebreo ma dice cose nuove che, quando le capisce, restano infilate nella sua mente come un chiodo battuto sulla tavola, parole che restano scolpite in maniera definitiva. Non le dimentica più. Allora vorrebbe che le cose dette da Gesù fossero continuamente ripetute e, nella sua irruenza, molto spesso dice a Gesù la sua fede. Crede in lui, crede in ciò che afferma: Sono d’accordo, Gesù, va bene, andiamo avanti …
Ricordate quella volta in cui Gesù ha moltiplicato il pane ed ha dato da mangiare a seimila persone nel deserto? Seimila persone, e vogliono farlo re. Poi va dall’altra parte del lago, entra nella sinagoga di Cafarnao, l’edificio è pieno.
A centinaia di persone ora Gesù fa quel discorso duro, difficile da capirsi, pesante … - Dovrete mangiare il mio corpo, dovrete bere il mio sangue -. Il discorso è duro e Gesù insiste; la gente se ne va. Gesù resta con i suoi. Anche loro hanno capito poco. Gesù ha detto le cose con chiarezza, ma neppure ad essi spiega « come » mangeranno il suo corpo, « come » berranno il suo sangue. A loro chiede soltanto: Volete andarvene anche voi?
E’ uno quello che risponde per tutti, e risponde subito. E’ Pietro.
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Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna". |
Si fida. Crede, anche se capisce ben poco. Pare voglia aggiungere: Poi ce lo spiegherai, Signore. Mi fido di te. Di te voglio fare il centro della mia vita.
Quante volte anche a noi capita di non capire certe cose.
Pietro ci dice: Fai come me. Fidati come io ho fatto. Di’ anche tu al Signore ciò che io gli ho detto – Mi fido di te, Signore. Tu solo hai parole di vita eterna. Accetto quel poco che tu ora mi permetti di capire. Ciò che ora non ho capito forse lo capirò domani, forse lo capirò quando sarò nell’Eternità. Per ora mi fido di te.
Pietro si fida di Gesù e Gesù si fida di Pietro, anche se conosce bene le debolezze della sua irruente umanità. Gli lascia un grande incarico, gli affida la sua Chiesa.
Alla fine del suo messaggio, dopo avergli per tre volte chiesto: Mi ami – Mi ami – Mi ami davvero? gli dirà: PASCI il mio GREGGE.
Anche nel Vangelo di Matteo appena letto troviamo Gesù che conferisce l’incarico a Pietro. Ha appena chiesto ai suoi discepoli "Ma voi, chi dite che io sia?" Ed anche stavolta è stato Pietro a rispondere subito.
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« Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente » |
« Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa – gli dice allora Gesù – e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno ». Sono figure ebraiche, quelle che Gesù usa. Vuol dirgli: Tu sei quello che ha le "chiavi del Regno" – cioè – sarai tu stabilire come si fa ad essere partecipi di questa vita divina già qui sulla terra, perché il Regno di Dio è già qui, tra noi e nel nostro cuore. Il tuo incarico non terminerà mai. Ed è vero. Pietro è morto ma al suo posto continuamente, da allora sino ad oggi, altri si sono succeduti. Oggi Benedetto XVI è ancora Pietro che ha le chiavi del Regno. …
Ireneo, il grande Padre della Chiesa che ha tentato di mettere insieme le verità cristiane secondo una certa regola, molto insiste sulla TRADIZIONE APOSTOLICA, a partire da Pietro. Elenca i nomi dei vescovi che si sono succeduti a Roma dopo Pietro: Lino, Anacleto, Clemente, Evaristo, Alessandro, e continua citando in tutto una dozzina di vescovi sino ad Eleutero (174-189), vescovo di Roma mentre Ireneo scrive. E conclude:
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… con questo ordine e con queste successioni è giunta fino a noi la TRADIZIONE che è nella Chiesa a partire dagli apostoli e la Predicazione delle verità. |
La Chiesa di Roma è il principale testimone della Tradizione e con questa Chiesa – dice Ireneo – deve essere d’accordo ogni Chiesa. Oggi Benedetto XVI è a capo non solo della Chiesa di Roma ma di tutte le Chiese. Se spiritualmente colui che governa e regge è il vescovo locale, colui che unisce tutti e che tiene in comunione è il vescovo di Roma. Pietro, allora; Benedetto, oggi. L’invito che ci viene dato è questo: Viviamo anche noi la vita della Chiesa. Come? Come PIETRE VIVE, ci dice Pietro. Pietro si chiamava Simone, prima. Gesù l’ha chiamato CEFA, cioè Pietro. "Cefa" è un nome personale che vuol dire pietra, scoglio. Pietro è lo "scoglio" su cui si fonda tutto questo successivo ordine di persone umane. Ma per fare un edificio non basta la pietra portante, ci vuole tutta una serie di pietre …
Nella sua "prima enciclica" Pietro dice ai fedeli: Gesù è la pietra angolare, ma anche voi siete PIETRE VIVE. "Stringendovi a Lui, pietra viva, anche voi venite impiegati come PIETRE VIVE per la costruzione di un edificio spirituale".
Sì, ognuno di noi è una pietra viva, più o meno grande; ma ognuno di noi, con le sue capacità ed i suoi carismi, è importante nel portare avanti la Chiesa fondata da Gesù, nel contribuire alla sua continua costruzione.
La seconda figura è quella di Paolo. Lui non ha conosciuto Gesù nella sua vita come Pietro, ma è stato chiamato personalmente da Gesù mentre perseguitava i cristiani, e la sua vita si è capovolta …
Paolo ha un carattere opposto a quello di Pietro. Si muove sempre. Non guarda quello che è già stato, non pensa a ciò che avverrà. E’ tutto "novità", tutto "vento", ma vento che dà respiro, vento che spinge, vento forte, vento che produce energia, diremmo oggi. E’ veramente portato dallo Spirito Santo, che è il vento di Dio. Cristo lo ha "afferrato" nel vero senso della parola e da quel momento la sua vita è una gara, una continua corsa per "afferrarlo" a sua volta.
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"… mi sforzo di correre per afferrarlo – egli scrive – perché anche io sono stato conquistato da Cristo … proteso verso il futuro, corro verso la meta …". Ed ancora: "non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me … |
Non si preoccupa di costruire ciò che resterà; altri lo faranno. Adesso lui ha l’ansia e l’esigenza di parlare; deve convincere, deve conquistare gente. Deve far vedere che lo Spirito di Dio è presente. E oggi?
Oggi è la stessa cosa. Qualcuno ha dei doni; qualcuno ne ha altri. Qualcuno deve pensare; qualcuno deve dire quello che altri hanno pensato. Qualcuno è chiamato ad una vita di intensa preghiera, per pregare anche a nome degli altri; qualcuno è chiamato ad una attività intensa … Tante "pietre vive" diverse l’una dall’altra. Tante pietre vive per costruire la Chiesa e costruire la Chiesa vuol dire portare Gesù oggi presente.
Lo volete fare voi?
Non ditelo a me. Ditelo a Lui.