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10 agosto 2008
XIX Domenica del Tempo Ordinario A
1Re 19,9a.11-13a; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33

UN PASSO AVANTI

Dirò solo una parola sul vangelo. Mi sembra che Pietro ancora non avesse compreso il significato dei miracoli del Signore, il quale compie miracoli come parole e come giochi di prestigio. Pietro Invece, come un bimbo che vede l’amico girare in giostra e fa capricci per salire anch’egli sulla Macchina del divertimento. Se Gesù lo autorizza, pare sia per poter poi dire a lui ed ai suoi compagni Che è importante soltanto aver fede in lui. Alla sua Parola, come a sua vera presenza bisogna prestar fede, attorno alla sua Parola come alla sua Presenza bisogna prestare attenzione, a Lui affidarsi e non ai fenomeni od alle parole impressionanti.

*Paolo ha nel cuore un gran dolore per i suoi fratelli ebrei, rimasti legati alla fede antica, con obbedienza alla legge ed alla storia dei grandi prodigi fatti dal popolo, ma lontani Ancora dalla Parola di Cristo.

*Vorrebbe che capissero, che facessero quel passo avanti, che si salvassero accettando il messaggio del Cristo, ebreo come loro, ma figlio di Dio dall’eternità, Egli come loro è ebreo, ebrei sono i dodici ed ebrea è la madre di Gesù. Grande è la fede degli ebrei, lodata da tutta la scrittura, perché essi posseggono la legge, il tempio, i patriarchi, le varie alleanze, ma non sanno ancora accettare la nuova Alleanza presentata in Cristo Redentore.

*Paolo dice, esagerando, che preferirebbe essere lui condannato alla perdizione pur di vedere salvi i suoi fratelli, rimasti nella primitiva alleanza.

*IL POPOLO EBRAICO, ALLORA PRESENTE; ANCOR OGGI VIVE QUELL’ALLEANZA. E’STATO ALLORA ED E’ TUTTORA BENEDETTO DA DIO.

Il popolo nasce con Abramo,quando quasi quattromila anni or sono egli è chiamato dal Dio unico dal suo paese politeista verso una terra promessa. Il popolo si perfeziona con una legge in stile del tempo, ma dettatagli direttamente da Dio, quando dalla schiavitù degli ebrei, attraverso il deserto si avvieranno verso la loro terra palestinese..in Palestina il popolo sarà ordinato dal grande re Davide, istruito dai profeti, riunito in preghiera nel tempio. Questo durerà 500 anni circa e sarà distrutto dai babilonesi nel 596. Il popolo in parte ritornerà dopo una cinquantina di anni per ricostruire lentamente il tempio, che definitivamente sarà distrutto da Tito e Vespasiano nel 70 dopo Cristo, finché nel 135 con l’imperatore Adriano tutta Gerusalemme sarà distrutta e trasformata nella città romana Aelia Capitolina, con la proibizione a tutti gli ebrei di entrarvi.

Da allora soltanto nel 1948 il popolo ebraico potrà nuovamente possedere una terra propria, di cui

Non sapranno accontentarsi cercando di allargarsi con i soliti sistemi delle guerre e delle invasioni violente tra gli impossibili tentativi di accordi.

Resta ancora un popolo in attesa di compiere UN PASSO AVANTI.

Già ai tempi dei Padri della Chiesa questo problema era sentito. Giustino il filosofo martire cristiano

Nel suo DIALOGO CON L’EBREO TRIFONE, nell’anno 160 circa, conclude la lunga

conversazione affermando: "Prego perché voi, Amici ebrei riconosciate che per questa uomo può trovare la felicità, e che quindi anche voi, come noi arriviate a credere che questo nostro è il Cristo- Messia- di Dio".

Alla fine dell’ultima guerra, nel 46, il rabbino capo di Roma, dopo la terribile quasi totale deportazione ed annientamento della popolazione ebraica romana , si fece battezzare facendo personalmente il PASSO IN AVANTI CRISTIANO. Ne parla nella sua autobiografia affermando di aver capito, leggendo in profondità le Scritture, che tanto aveva spiegato al suo popolo, che egli doveva accettare quel che di Gesù in esse così abbondantemente era presentato: il dovere di accettare l’ebreo Gesù, vero Messia da seguire. Si chiamava Israel Zolli, da battezzato volle chiamarsi Eugenio Zolli, per ricordare in sé il nome di battesimo del papa con cui aveva parlato di Cristo.

Ieri 10 agosto la chiesa celebrava la memoria di Santa Teresa Benedetta della Croce, cioè Edith Stein, ebrea convertita e professa monaca carmelitana, morta in campo tedesco. Ella diventò cristiana senza abbandonare la fede ebraica, ma trasformando l’attesa del Messia in sequela dello stesso nella fede della Chiesa. Il suo PASSO IN AVANTI fu provocato dalle letture della vita di S. Teresina in casa di amici che da professoressa di filosofia la ospitavano per amicizia e le offrivano le loro letture.

Dopo una notte di lettura poté affermare decisa: "Questa è la verità sempre ricercata".

Ecco questo è il popolo che S. Paolo tanto ama. Anche lui si sente tanto ebreo e mi pare che oggi

Voglia lasciarci questo messaggio affermandoci che non è facile fare il passo avanti, ma che la realtà più consequenziale sia proprio fare il passo, dopo avere capito che Dio da sempre ha voluto

Preparare IL MONDO AD ACCETTARE IL SUO Cristo, attraverso il creato, attraverso la sua rivelazione.

Sapete chi può aiutare quel popolo a capire le loro Scritture? Siamo proprio noi che conosciamo e leggiamo l’antico Testamento, mentre viviamo la lettura che ne ha fatto Gesù Cristo vivendole personalmente. Anche noi possiamo imitarlo vivendo sia l’antico che il nuovo Testamento

Mostrando, con la vita quale differenza c’è tra le due alleanze collegate dalla stessa parola di Dio.

*Gli ebrei vivono la caratteristica della legge studiandola senza fare tante discussioni sulle differenze delle diverse interpretazioni. Per loro è valido tutto ciò che il Creatore chiede durante il corso della vita.

*Noi cristiani invece discutiamo molto sulla verità delle nostre interpretazioni e, spesso, ci dividiamo proprio sul modo di leggere le varie parole, creando gruppi divisi con difficile possibilità di avvicinarci, nonostante la preghiera di Gesù che prega per l’unità di coloro che si professano suoi.

*Forse i nostri fratelli maggiori possono aiutarci a modificare il nostro modo di pensare, se vogliamo arrivare all’unità anche attorno al Cristo.

Esistono molte storielle ebraiche narrate dagli stessi ebrei, eccone una esemplare.

Il rabbino di una città dell’Europa del nord è deriso dallo scettico del villaggio come fosse capace, ogni mattino, a fare una visita al Paradiso. Per approfondire la cosa lo scettico un giorno si apposta alla porta del rabbino e lo vede uscire vestito da boscaiolo. Seguendolo scopre che nel bosco, taglia molta legna e la porta in casa di una vecchia sola ed ammalata. Spiando dalla finestra lo vede accendere il forno poi salutare l’anziana ritornando a casa per ordinarsi le vesti onde partecipare alla preghiera mattutina della comunità.

Lo scettico fa la rivelazione al pubblico, ma è interrotto dallo stesso rabbino il quale afferma che, non in paradiso, ma ancora più su egli andava, per mandare in paradiso gli altri per i quali voleva la salvezza.

Cercando motivazioni semplici, impegni ed azioni forti, ci si potrebbe veramente convincere, correggere e certamente alla fine salvarci.